venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

La Manovra dimentica i precari e i licenziati
Pubblicato il 20-12-2017


neet“L’esecutivo sta compiendo un errore che non è di poco conto”, ha detto Cesare Damiano dopo che su indicazione del governo e del relatore alla manovra ha ritirato l’emendamento che portava da 4 ad 8 le mensilità minime da pagare al lavoratore in caso di licenziamento senza giusta causa. “La prossima legislatura dovrà affrontare questo problema perché in Italia licenziare costa troppo poco ed è diventato troppo facile”, ha aggiunto Damiano, presidente della Commissione Lavoro.
Ma a saltare non sono state solo le modifiche alle indennità di licenziamento, in assenza di accordo politico, saltano anche le novità sulla durata massima dei contratti a termine e delle proroghe (da 36 a 24 mesi). Nessuna soluzione quindi per l’emendamento a prima firma Chiara Ribaudo (Pd).
A pesare è soprattutto il fatto che i tempi per l’ok alla legge di Bilancio, che dovrebbe arrivare domani in Aula, sono strettissimi, ma resta comunque l’amaro in bocca per una piccola soluzione che non si è trovata a una grave problema come il precariato.
Secondo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, comunque, la marcia indietro “è grave e conferma l’incapacità dell’Esecutivo a mantenere gli impegni”, perché “entrambi gli emendamenti, seppur di valenza limitata, provavano a mettere in discussione l’impianto complessivo del Jobs act, le cui conseguenze disastrose sono state confermate oggi dalla nota congiunta di Istat, Inail, Inps, ministero del Lavoro ed Anpal. Anche nel terzo trimestre si registra una forte crescita dei contratti a tempo determinato ed un calo dei tempi indeterminati”.

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