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Opinioni e commenti
 

La Spd a congresso. Schulz: “Rinnovare il partito”
Pubblicato il 07-12-2017


schulz-620x372Si è aperto oggi a Berlino il congresso dei socialdemocratici tedeschi, che dovrà stabilire definitivamente se affrontare i colloqui con l’Unione di Angela Merkel, per un’eventuale riedizione della Grosse Koalition. Restano comunque tutte le opzioni nella mozione che il presidio del partito presenta alla base. E il futuro di Martin Schulz come leader dipende dall’esito della votazione sul governo, ha spiegato il direttore generale del gruppo parlamentare Carsten Schneider.

“Se in una questione così decisiva l’indicazione del presidente del partito fallisse, non ci sarebbe più bisogno di presentarsi alla guida del partito”, ha affermato. Schneider è però ottimista: “credo che i socialdemocratici siano abbastanza intelligenti e democratici da rendere possibili i colloqui”. La Germania ha votato il 24 settembre e l’Spd è crollata al 20,5%. Dalla sera stessa delle elezioni, Schulz ha affermato che avrebbe portato il partito all’opposizione, ma il fallimento dei colloqui Giamaica (fra Unione, liberali e verdi) ha indotto ad una revisione della sua posizione. Sul partito hanno fatto pressione il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier, e anche i vicini europei, in particolare il presidente francese Emmanuel Macron e greco Alexis Tsipras.

Aprendo il congresso dell’Spd Martin Schulz ha chiesto scusa per la sconfitta elettorale, e se ne è assunto la responsabilità, ma poi ha chiesto “fiducia” per migliorare la situazione. “Siamo atterrati da dove siamo partiti, il 20,5%. Io porto la responsabilità per questo risultato elettorale e chiedo scusa. Ma in qualità di presidente del partito vi chiedo fiducia per poter migliorare la situazione”, ha continuato, sottolineando la necessità di “rinnovare” il partito.

“Un anno così non l’ho mai vissuto nella mia carriera politica. E un anno così non te lo togli semplicemente di dosso”, ha anche detto Schulz. Il leader Spd ha poi sottolineato: “Non abbiamo perso solo le ultime elezioni, abbiamo perso le ultime quattro elezioni”. Schulz ha però anche sottolineato di aver capito in questi mesi quanto “vitale” sia il partito, e quanta “voglia di fare” ci sia. L’Spd deve essere “più connessa anche all’interno”, “deve essere più giovane, più femminile, più variegata”. E ancora: “Non dipende da Angela Merkel la situazione del nostro partito, né dal neoliberalismo, né dai media. La situazione del nostro partito ci compete”.

E allargando lo sguardo al di fuori dei confini nazionale, il leader socialdemocratico tedesco Martin Schulz ha detto di volere gli Stati Uniti d’Europa entro il 2025. Ma ovviamente il punto centrale del congresso verte sulla opzione di una riedizione della grande coalizione. “Non dobbiamo governare a tutti i costi, ma non dobbiamo neppure a tutti i costi non voler governare. Decisivo è cosa riusciamo a imporre”. Ha detto a proposito Martin Schulz e presentando alla base la mozione del presidio che propone colloqui dal risultato aperto con l’Unione, per sondare “in quale forma dare un contributo” al governo del Paese. “Non c’è alcun automatismo in alcuna direzione”, ha aggiunto.

Un congresso in cui si susseguono le dichiarazioni a favore e contro l’apertura ai colloqui con l’Unione (Cdu-Csu) che preludono una coalizione di governo, ma i big del partito sono a favore. “Non regaleremo niente”, ha detto la capogruppo del partito al Bundestag, Andrea Nahles. “Abbiamo un programma e intendiamo seguirlo”, ha proseguito. Merkel ci ha tenuti lontani, nel “retrobottega” della politica, nella scorsa legislatura e così non deve più essere, ha continuato la deputata, molto vicina a Martin Schulz.

Poi ha preso la parola Stephan Weil, attuale presidente della Bassa Sassonia, che ha argomentato la sua netta disponibilità ai colloqui con l’Unione citando Willy Brandt: “Prima il paese e poi il partito”. Di seguito la presidente del Meclemburgo Pomerania, Manuela Schwesig, si è mostrata cautamente aperta ai colloqui, ma senza automatismi, in linea con la posizione del leader: “Siamo aperti a colloqui ma le conseguenze dipenderanno dai risultati”, ha detto.

Per la ministra presidente della Renania Palatinato, Malu Dreyer, una “tolleranza” dall’opposizione a un governo di minoranza sarebbe la “soluzione migliore”. Nettamente contrario invece il leader dei giovani socialdemocratici (Juso), Kevin Kuehnert.

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