martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

L’inopportunità del doppio incarico
Pubblicato il 13-12-2017


Le polemiche seguite alla discesa nell’agone politico di Grasso erano inevitabili, visto il ruolo istituzionale che ricopre. Anche la comparsata da Fazio, con relativo cartello “pubblicitario” in mano, ha lasciato degli strascichi.
Rappresentare un partito, come leader per giunta, e, allo stesso tempo, essere un rappresentante delle istituzioni, per il cui ruolo è richiesta la massima imparzialità, non è propriamente un combinato disposto ideale. Se non altro, per quella divisione dei ruoli e dei poteri cara ad ogni sistema rappresentativo liberale.
Non che Grasso stia dando prova di parzialità. E siamo certi che questo non avverrà. Ma è inevitabile, ed anche lui ne era cosciente, che qualche naso si potesse storcere, visto che Grasso rappresenta la seconda carica dello Stato. Un argomento non proprio di lana caprina.
Differente comportamento sta avendo Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati.
Vero, che non è stata coinvolta in ruoli di leadership, ma rimane un personaggio estremamente qualificante e qualificato per la sinistra.
Tanto che la presidentessa della Camera, con ogni probabilità, non vivrà la prossima campagna elettorale dalla finestra. E tutti la danno in prossimità di aderire alla compagine Liberi e Uguali.
Quello di Grasso può essere qualificato come conflitto di interesse? Ed il fatto che non ci sia una norma che sanzioni il fatto, non dovrebbe comunque far sorgere qualche interrogativo sulla sua opportunità?
Di conflitto di interesse, in Italia, abbiamo sentito parlare per circa 25 anni. Ovvero, da quando Berlusconi è sceso in politica, portandosi appresso tutta la sua potenza economica.
Prima, a dire il vero, gli italiani, anche poco avvezzi al concetto liberale di economia di mercato, che fa della lotta ai monopoli e ai conflitti di interessi la sua prima missione, non ne conoscevano approfonditamente il concetto e l’importanza.
Però diciamolo francamente: gli italiani, o almeno una parte consistente di essi, non sembra averci dato molto peso ed importanza, viste le ripetute vittorie elettorali berlusconiane. E se si continuano a perpetrare queste situazioni di inopportunità, ciò è probabilmente dovuto al fatto che chi se ne fa interprete sa che difficilmente l’opinione pubblica generale lo sanzionerà. Lasciando così sguarnito un campo che non per forza di cose deve essere legificato, ma non per questo deve essere indifferente.
Alexis de Tocqueville, nel suo “La democrazia in America”, afferma con un certo rigore che negli Stati Uniti (dell’epoca, almeno) è il popolo che governa. “Il popolo realmente dirige tutto […] i (suoi, ndr) pregiudizi, gli interessi […] non trovano ostacoli durevoli che impediscano loro di manifestarsi nella direzione quotidiana della società”.
Parafrasando, possiamo dire che gli americani, che ancora oggi, e non a caso, hanno un approccio etico diverso verso i conflitti di interessi, tendono a ridurre lo spazio tra loro e il potere che li rappresenta, attraverso un comportamento sempre attivo e attento verso gli atteggiamenti dei suoi rappresentanti.
In Italia, pare, che il problema sia meno sentito. Il politico è più “libero”, e noi più “disattenti”.
Se Grasso si fosse dimesso prima di assumere il nuovo ed importante incarico, il problema non si sarebbe neanche posto.
Che il presidente del Senato sia una persona per bene, non si hanno difficoltà a crederlo. Ma se una questione di opportunità non è sentita, il problema non è di chi non la sente. Ma di chi non gliela fa sentire. Problema nostro, quindi, che non possiamo sempre, come risposta a ciò che non ci piace, chiedere di emanare l’ulteriore legge che regoli o limiti il fenomeno.
E questo, ovviamente, non riguarda solo Grasso.

Raffaele Tedesco

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Commenti all'articolo
  1. Oddio, Grasso è si la seconda carica dello Stato, ma se niente succede a Mattarella, fra pochi giorni smetterà di essere senatore e per tornare in Parlamento dovrà passare dalle elezioni.
    Per “liberi e eguali” avere un capo come Grasso quante volte è meglio di Dalema e Bersani?

    • Gentilissimo Moreno, lunga vita a Mattarella, ovviamente. Ed è certo che LeU ha un ritorno di “immagine” forte con Grasso. Rimane il fatto che Grasso ricopre una posizione di garanzia. E un problema di inopportunità si pone, credo. Il conflitto di interesse non c’è se si commette un fatto, ma se c’è una posizione di potenziale “squilibrio” delle forze, e dei ruoli, in campo. Cordialmente
      Raffaele Tedesco

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