mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Litorale ravennate. Un malessere che preoccupa
Pubblicato il 15-12-2017


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Come sempre il tempo non dimentica. Sono passati decenni da quando la grande lottizzazione di Lido Adriano ha mosso i suoi primi passi. Probabilmente gli attori di quella massiccia urbanizzazione di fascia costiera non erano consapevoli dei suoi frutti avvelenati, dai quali grandi e piccoli hanno comunque tratto qualche vantaggio. Col tempo Lido Adriano ha assunto le caratteristiche di una grande periferia a pochi chilometri dalla città, ma soprattutto a ridosso di storiche località marine – Classe, Marina, Punta Marina e Savio – tradizionalmente residenziali e al tempo stesso meta turistica estiva soprattutto famigliare. Una grande periferia, troppo grande, ‘troppo distante’ dalla città, ma anche così vicina a quei centri abitati, che richiedeva di essere alimentata. Non bastavano, ad alimentarla, un po’ di residenti che non trovavano posto altrove e, solo l’estate, i turisti.

La grande periferia aveva fame e, a quella fame, si è posto rimedio in tutti i modi, a volte anche i meno raccomandabili. Sta di fatto che oggi non siamo più sicuri che alcuni fenomeni non rappresentino una vera e propria occupazione malavitosa del territorio, incontrollata e incontrollabile.

Se si poteva supporre che il tradizionalmente sano tessuto sociale delle nostre comunità facesse da antidoto e argine a eventuali rischi di questo genere, oggi non lo possiamo più.

Tanti sono i segnali di quel rischio, anche politici: un crollo dei votanti, che alle regionali del 2014 sono precipitati sotto il 40%. E ancora, alle ultime comunali la maggioranza che governa la città è risultata sconfitta in tutto il litorale. Fenomeni questi, per spiegare i quali, data la loro eccezionalità, non bastano i fattori generali di disaffezione verso la politica. Non bastano neppure un malcelato fastidio, da parte di alcuni, verso gli immigrati, né lo sconcerto per l’aumento di furti in casa che riguarda anche il nostro forese, ma serve un di più di ripulsa, probabile sintomo di una ancor maggiore sofferenza. Una sofferenza che può generare insicurezza e, con essa, un distacco e una sfiducia nelle istituzioni democratiche, tale da favorire la voglia di autoritarismo.

I socialisti chiedono di non sottovalutare il problema e di porre maggiore impegno nel tutelare i cittadini, intensificando i controlli e la presenza attiva e continua delle forze dell’ordine.

Si verifichino le residenze, quelle effettive e quelle di comodo che, in quanto tali, potrebbero nasconderne un uso improprio, magari in dispregio della legge o della civile convivenza; si accerti se i tanti, troppi, affitti in nero nascondano ‘solo’ redditi che sfuggono al fisco, se i traffici illeciti non riguardino soltanto, si fa per dire, lo spaccio di droga, se infine vi sia un pericoloso insediamento di malavita organizzata.

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