martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Love in Famiglia: “La Cena di Natale” di Ponti, sequel di “Io che amo solo te”
Pubblicato il 11-12-2017


cena di nataleTempo di Natale, anche il cinema mostra film natalizi: non solo cine-panettoni. Rai Due manda in onda Frozen con Olef alla ricerca delle tradizioni natalizie da riscoprire; mentre Rai Uno punta su un film del 2016: il sequel di “Io che amo solo te” di Luca Bianchini (tratto dall’omonimo libro), ovvero “La cena di Natale” (sempre con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido, Maria Pia Calzone, Eva Riccobono); per la regia di Marco Ponti. Sempre una commedia sentimentale.
Ne succederanno delle belle a Polignano a Mare, la sera della cena di Natale; organizzata dalla moglie di Don Mimì, Matilde (Antonella Attili), per mostrare a tutti il prezioso gioiello (un anello di smeraldo enorme, simbolo di amore eterno) che le ha regalato il marito. Ciò farà riflettere sull’importanza della famiglia, di ritrovarsi tutta unita. Del perdono, anche dopo il tradimento e le ostilità; infatti Ninella riceverà la visita della sorella da Milano Pina (Veronica Pivetti), con cui aveva litigato e con cui si riappacificherà ritrovando una forte intesa; ma non solo.
Il film vuole mostrare a superare le incomprensioni e, soprattutto, che ci sono diversi tipi di amore. Quelli clandestini, oppure eterni anche se non riescono a sbocciare – come quello tra Mimì e Ninella -; quelli apparentemente di facciata, ma che poi riescono a diventare più veri – come quello tra Don Mimì e Matilde -; quelli autentici ed immortali, indistruttibili nonostante tutto e tutti – come quello di Damiano (Ricardo Scamarcio) e Chiara (Laura Chiatti) -; quelli superficiali e volatili, di qualche notte, di un tradimento – come quelli tra Damiano e Deborah (Giulia Elettra Gorietti) -; quelli che durano poco e quelli che superano persino la morte; quelli tra simili, tra un ex ladro e un’ex prostituta, come quello tra il fratello di Ninella, Franco Torres (Antonio Gerardi), e la cameriera degli Scagliusi; quelli impossibili, mere tentazioni cui si cede per un attimo, tra Franco Torres e Matilde; quelli omosessuali tra Orlando Scagliusi (Eugenio Franceschini) e Mario (Dario Aita); oppure quello di Daniela (Eva Riccobono) e la sua compagna lesbica; quello di puro sesso e quello dedito al concepimento, come quello tra Orlando ed Eva e tra Damiano e Chiara; e se una vita potrà nascere (come sarà, poiché Chiara è incinta e darà alla luce una splendida bambina), sarà perché il sentimento è reale. Nonostante comporti delle rinunce, dei sacrifici: lasciare tutto e partire per seguirlo (come vorrebbe Ninella, a cui don Mimì voleva regalare un viaggio a Parigi per loro due soltanto). E poi ci sono l’amore di un padre e di una madre per un figlio, o quello dei nonni per i nipoti, che vanno oltre tutto. Bella l’immagine finale in cui Ninella tiene in mano e abbraccia la nipotina appena nata. Infine c’è l’amore che unisce un’intera collettività, anche degli sconosciuti: la solidarietà dello spirito natalizio. Ma per avere unione ed amore, occorre andare oltre il tradimento, pentirsi degli errori, chiedere scusa e perdonare – come fanno in primis, rispettivamente, Damiano e Chiara -. “L’amore è come un bambino, nasce da solo, bisogna solo aiutarlo a tirare fuori la testa” – afferma il ginecologo -; ovvero ad uscire (allo scoperto), a palesarsi, a dichiararsi.
Se il noto brano “Io che amo solo te” (sempre sullo sfondo comunque anche nel sequel), faceva da colonna sonora al film omonimo del 2015 di Luca Bianchini, quello per la regia di Marco Ponti (“La cena di Natale”, del 2016) vanta la canzone di Emma Marrone: “Quando le canzoni finiranno”; spesso le canzoni parlano di amori, di storie finite o che nascono, spesso quasi raccontano di noi; ma, come l’amore, anche la musica e le canzoni non finiranno mai anche quando sembrano finire, non poter dire più nulla.

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