lunedì, 16 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Ma la nostra lista si fa
Pubblicato il 07-12-2017


Troppo logorato dai veti interni, troppo indeciso lui, troppo poco aduso alle tattiche della politica e della comunicazione, il gelo di dicembre Pisapia se lo é portato via. Di lui resterà il ricordo di una brava persona, di un buon sindaco metropolitano, di un dirigente politico insensibile al fascino delle sirene del potere. Ma anche quello di un leader solo in potenza, senza non dico il carisma, ma neppure l’autorità di disegnare e poi praticare una linea politica. Un leader non può dare l’impressione di andare a zig zag a seconda dei giorni, in realtà seguendo gli umori dei suoi adepti. Un capo non é subalterno alla sua base. E’ in grado sempre di formarne le opinioni. Se no diventa lui la base e i suoi il vertice. E torna alla memoria la vecchia frase di Guy Mollet riferita ai comunisti: “Je suis votre chef, donc je vous suif” (“Io sono il vostro capo, dunque vi seguo”).

Sfaldato Campo progressista, con la scelta della maggior parte di truppa verso l’approdo Grasso (vedremo le mosse di chi questo scalo ha rifiutato), finita l’infelice esperienza politica di Giuliano Pisapia, proprio mentre sull’altro lato del centro-sinistra l’abbandono di Alfano pare quasi un rintocco della stessa armonia, resta una geografia tutta da reinventare nell’area del centro-sinistra. Devo dire che mi ha sorpreso leggere la notizia diffusa quest’oggi dalla stampa, secondo la quale sarebbe stato lo stesso Renzi a convincere Alfano a non candidarsi, per non perdere Pisapia. Se così fosse il segretario del Pd sarebbe riuscito nell’impresa, con una sola mossa, di perderli entrambi. E’ evidente che, con tutte le difficolta del caso, una lista centrista nascerà, sotto l’esperta regia di Pierferdinando Casini. Raggrupperà i suoi, quelli di Verdini e la parte (maggioritaria o meno) di Ap.

Sull’altro fronte deve per forza nascere una lista unica. Ho avuto modo di parlare con Cappato, di confrontarmi con Staderini, stamane di ricevere una telefonata da Della Vedova. Non é ancora chiaro se la Bonino, che pare non voglia candidarsi, sia disposta a lasciare il suo nome sul simbolo. Resta il fatto che il patto Psi-Verdi non possa prescindere da un allargamento dei confini della lista europeista di Magi e Della Vedova, cosi come costoro difficilmente riusciranno a prescindere per ragioni politiche e materiali dal patto Psi-Verdi. Penso che lo stesso Pd non possa prescindere dalla presentazione in quello spazio di un’unica lista. Non perché tre sia il numero perfetto, ma perché la politica, nell’alleanza di centro-sinistra, ha bisogno di una triplice rappresentanza, che copra il più interamente possibile il suo messaggio elettorale. Per noi si tratta, oltretutto, di un investimento per il futuro in una sorta di nuovo patto o federazione socialista, ecologista, europeista e liberale che abbiamo lanciato in due congressi di fila. Coerenti, molto più di chi ci ha lasciato, con le nostre radici, la nostra storia, la nostra identità.

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Commenti all'articolo
  1. Che ci sia il nostro simbolo non ha molta importanza. Io penso che si debba costruire la base per un nuovo soggetto politico che cerchi di raccogliere adesioni di importanti personalità. Non so cosa intenda Prodi quando parla di continuare malgrado Pisapia.. Certo avere il suo appoggio sarebbe importante. Non penso sceglierà Casini. Comunque un tentativo dobbiamo farlo. Il mio cuore ha smesso di battere tanto tempo fa. Certo non sarà Liberi e Uguali che lo farà battere.di nuovo.

  2. Se rispondesse al vero che “sarebbe stato lo stesso Renzi a convincere Alfano a non candidarsi, per non perdere Pisapia”, significherebbe che al Segretario PD premeva soprattutto l’avere una sponda sul lato sinistro del proprio schieramento, dal momento che sul fronte opposto si sentirebbe comunque garantito (dalla lista centrista, della cui nascita, “sotto l’esperta regia di Pierferdinando Casini”, il Direttore sembra essere sostanzialmente certo) .

    A questo punto, se il Segretario PD puntasse veramente a raccogliere voti tra quella fascia elettorale che è ideologicamente più spostata a sinistra, ci si potrebbe o dovrebbe chiedere se e quanto possa interessargli l’alleanza con una lista ”socialista, ecologista, europeista e liberale”, o non preferisca invece spendere il suo PD come una sinistra “plurale”, che comprende cioè anche tali quattro culture politiche (a meno che non sia il PSI, abbandonando i suoi propositi riformisti, a volersi accreditare come forza che si pone più a sinistra del PD).

    Paolo B. 08.12.2017

  3. Se rispondesse al vero che “sarebbe stato lo stesso Renzi a convincere Alfano a non candidarsi, per non perdere Pisapia”, significherebbe che al Segretario PD premeva soprattutto l’avere una sponda sul lato sinistro del proprio schieramento, dal momento che sul fronte opposto si sentirebbe comunque garantito (dalla lista centrista, della cui nascita, “sotto l’esperta regia di Pierferdinando Casini”, il Direttore sembra essere sostanzialmente certo) .

    A questo punto, se il Segretario PD puntasse veramente a raccogliere voti tra quella fascia elettorale che è ideologicamente più spostata a sinistra, ci si potrebbe o dovrebbe chiedere se e quanto possa interessargli l’alleanza con una lista ”socialista, ecologista, europeista e liberale”, o non preferisca invece spendere il suo PD come una sinistra “plurale”, che comprende cioè anche tali quattro culture politiche (a meno che non sia il PSI, abbandonando i suoi propositi riformisti, a volersi accreditare come forza che si pone più a sinistra del PD).

    Paolo B. 08.12.2017

  4. Trattandosi di mera strategia politica e non di contenuti politici pratici o ideali, pratica assai diffusa in questo scorcio di inizio di campagna elettorale, e considerando il nostro attuale peso elettorale, ritengo assai difficile esprimere una previsione sul meglio o sul peggio. Mi limito pertanto ad esprimere una brevissima considerazione/opinione personale. Il partito socialista è il più antico partito della storia politica italiana, sue sono le conquiste sociali e politiche che hanno maggiormente arricchito corpo e spirito dei ceti meno abbienti ma maggiormente sfruttati; le sue lotte sono state sinonimo di cambiamento, rivoluzione e da sempre pongono le basi per una reale dialettica culturale ed economico-sociale. Abbiamo veramente bisogno di fonderci o federarci con altri partiti pur di contare qualcosa al momento dello spoglio? Considerando il confusionario clima politico attuale, non sarebbe forse più salutare aprire un dibattito sulle priorità e presentarci solitari con una forte attività sul territorio e nelle federazioni, che ancora esistono(!!!!)? Basta like, basta followers, basta commenti facebook: tutti nelle federazioni, nei circoli e tra la gente! Stringiamoci insieme e riportiamo alla ribalta anche nel nostro paese l’esigenza di un partito socialista veramente di sinistra e dalla parte dei più deboli (basta con la parola riformista!!!!!)!! Mi fermo qui, sottilineando una parola: sinistra!!! P.S. Mi rivolgo a lei direttore chiedendole questo: sa dirmi quando ci ritroveremo a discutere, dibattere, parlare, organizzare nella federazione di Reggio Emilia? Fraterni saluti.

  5. Trattandosi di mera strategia politica e non di contenuti politici pratici o ideali, pratica assai diffusa in questo scorcio di inizio di campagna elettorale, e considerando il nostro attuale peso elettorale, ritengo assai difficile esprimere una previsione sul meglio o sul peggio. Mi limito pertanto ad esprimere una brevissima considerazione/opinione personale. Il partito socialista è il più antico partito della storia politica italiana e internazionale, sue sono le conquiste sociali e politiche che hanno maggiormente arricchito corpo e spirito dei ceti meno abbienti ma maggiormente sfruttati;….

  6. Trattandosi di mera strategia politica e non di contenuti politici pratici o ideali, pratica assai diffusa in questo scorcio di inizio di campagna elettorale, e considerando il nostro attuale peso elettorale, ritengo assai difficile esprimere una previsione sul meglio o sul peggio. Mi limito pertanto ad esprimere una brevissima considerazione/opinione personale.

  7. Il partito socialista è il più antico partito della storia politica italiana e internazionale, sue sono le conquiste sociali e politiche che hanno maggiormente arricchito corpo e spirito dei ceti meno abbienti ma maggiormente sfruttati; le sue lotte sono state sinonimo di cambiamento, rivoluzione e da sempre pongono le basi per una reale dialettica culturale ed economico-sociale. Abbiamo veramente bisogno di fonderci o federarci con altri partiti pur di contare qualcosa al momento dello spoglio?…

  8. . Il partito socialista è il più antico partito della storia politica italiana e internazionale, sue sono le conquiste sociali e politiche che hanno maggiormente arricchito corpo e spirito dei ceti meno abbienti ma maggiormente sfruttati; le sue lotte sono state sinonimo di cambiamento, rivoluzione e da sempre pongono le basi per una reale dialettica culturale ed economico-sociale.

  9. . Il partito socialista è il più antico partito della storia politica italiana e internazionale, sue sono le conquiste sociali e politiche che hanno maggiormente arricchito corpo e spirito dei ceti meno abbienti ma maggiormente sfruttati;

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