mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Meral Akşener, la ‘lupa’ che sfida Erdogan da destra
Pubblicato il 11-12-2017


meral_aksenerinDurante il suo primo discorso pubblico al Nazim Hikmet Cultural Center di Ankara, Meral Akşener è stata più volte interrotta dai cori dei presenti che ripetevano a squarciagola lo slogan “Meral primo ministro”. “No, non primo ministro ma presidente”, aveva subito replicato la Akşener. La “Lupa”, come la chiamano i suoi sostenitori, ha deciso di mostrare i denti e sfida il Sultano in vista delle elezioni del 2019. Una sfida ufficializzata il 25 ottobre scorso con la nascita dell’Iyi Parti, il Buon Partito, e che promette di ridisegnare lo scenario politico turco.
Sessantun anni, un dottorato in storia e un passato di primo piano nel governo di Necmettin Erbakan come ministro degli interni, nell’autunno del 2016 la Akşener è stata espulsa dal Partito del Movimento Nazionalista (MHP) dopo il tentativo fallito di ribaltare la leadership di Devlet Bahçeli, accusato di essere sempre più vicino alle posizioni del Sultano e fin troppo solerte a rinfiancarlo a ogni scricchiolio di maggioranza. Una comunione d’intenti quella fra l’anziano esponente del partito ultranazionalista e il presidente Erdoğan suggellata dal sostegno dei nazionalisti al referendum costituzionale dello scorso 16 aprile, determinante per la vittoria del “sì” e la conseguente trasformazione della Turchia in una repubblica presidenziale.
Ma per poter trarre beneficio dalle modifiche costituzionali e puntare dritto al traguardo del 2029, Erdoğan deve assicurarsi la maggioranza sia alle parlamentari che alle presidenziali del 2019. Ma la Akşener potrebbe rivelarsi più pericolosa del previsto. E Erdoğan ha avuto un assaggio dei denti della Lupa proprio durante campagna per il referendum costituzionale, che ha visto l’ex ministro schierarsi per il “no”. Un morso che ha costretto il presidente a non concedere alla Akşener nessuno spazio televisivo e a proibire alcuni dei suoi comizi. In un hotel in cui si doveva tenere un suo discorso è stata addirittura tagliata la luce. “Per lui sono una seccatura ̶ aveva detto a maggio in un’intervista al Time ̶ perché sa che sono una minaccia reale”.
E mentre l’opposizione si sfarina tra tintinnii di manette e cambi di casacca, il partito del sole ha già lanciato la sua campagna. Salvaguardia della democrazia e della libertà di stampa, rilancio economico e revisione del sistema giudiziario: sono questi i tasti principali su cui la Akşener premerà.
L’obiettivo della Lupa è, infatti, quello di conquistarsi non solo l’elettorato nazionalista e di centrodestra ma anche i democratici, puntando a un programma che possa risultare appetibile anche agli elettori più esigenti. E proprio l’indecisione dell’elettorato di destra potrebbe giocare a favore del partito del sole. Ma per il momento la partita resta aperta.

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