martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Migranti, tra Quote obbligatorie e riforma Dublino
Pubblicato il 14-12-2017


Italian Prime Minister Paolo Gentiloni, center, speaks with /European Commission President Jean-Claude Juncker, right, and Luxembourg's Prime Minister Xavier Bettel, left, during a round table meeting at an EU Summit in Brussels on Thursday, Dec. 15, 2016. European Union leaders meet Thursday in Brussels to discuss defense, migration, the conflict in Syria and Britain's plans to leave the bloc. (ANSA/AP Photo/Geert Vanden Wijngaert) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved.]

AP Photo/Geert Vanden Wijngaert

“Se vogliamo consolidare la svolta nella lotta ai trafficanti e cambiare in modo significativo la situazione dei diritti umani in Libia, abbiamo bisogno di un impegno finanziario, logistico, politico, ancora più forte, da tutta la famiglia europea. Questo chiederà l’Italia stasera”, è quanto ha dichiarato Paolo Gentiloni lasciando il minivertice con i leader dei V4 ed il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Inoltre il Presidente del Consiglio ha anche ringraziato i leader di Polonia, Ungheria, Cechia e Slovacchia che “hanno annunciato l’intenzione di destinare 36 milioni di euro alle operazioni dell’Ue di rafforzamento dell’attività in Libia”, ma ha precisato: “Per noi i muri e le chiusure sono sbagliate, e le quote obbligatorie sono il minimo sindacale per l’Unione europea. Questi Paesi hanno un’opinione molto lontana. Ma è significativo che questa differenza che resta, e di cui discuteremo anche stasera a cena, non abbia impedito un’iniziativa politica che ritengo rilevante e di cui ringrazio”.
A rafforzare l’opinione di una profonda divisione nell’Ue il presidente del consiglio europeo Donald Tusk entrando al summit, per il quale sul dossier migrazione “la divisione è tra Est e Ovest”, sull’Unione economica e monetaria “tra Nord e Sud”. “Queste divisioni sono accompagnate da emozioni che rendono difficile anche trovare un linguaggio comune e argomenti razionali per il dibattito. Per questo dovremo lavorare sulla nostra unità in modo più intenso ed efficace”.
Ma parole conciliatorie arrivano proprio dal Premier ungherese. “Difendere le frontiere esterne dell’Unione e risolvere le cause all’origine delle migrazioni è l’elemento della politica migratoria dell’Unione che fino ad ora ha funzionato, dando i risultati attesi. Per questo siamo pronti a mettere assieme oltre 36 milioni di euro e se necessario anche a prendere parte alle operazioni”, afferma Viktor Orban al termine del minivertice con gli altri tre leader dei V4, il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, ed il premier Paolo Gentiloni. “Lo abbiamo fatto perché crediamo nell’unità dell’Ue – ha aggiunto Orban -. Così abbiamo trovato qualcosa su cui cooperare”.
Per l’Italia poi un’altra questione da affrontare è la Riforma di Dublino. Sulla riforma di Dublino “vanno rispettate le regole e va seguita la procedura ordinaria” che prevede che “si possa votare a maggioranza qualificata per dare nuove regole sui rifugiati e avere più solidarietà europea”: lo ha detto il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, contestando la posizione del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che ha chiesto di procedere per “consenso” sulla questione. Sulla questione anche il capo della Farnesina, Alfano: “Vogliamo chiarire definitivamente che Dublino è la foto ingiallita di un’Europa che non c’è più e di flussi migratori che non sono quelli del passato”, dice il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, arrivando alla riunione del Ppe a Bruxelles. “Occorre responsabilizzare tutti i Paesi rispetto a questo. Serve una proposta che tenga insieme la solidarietà con il governo delle frontiere dell’Unione europea. Un tema essenziale per la tenuta politica del nostro Continente”.

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