sabato, 18 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Mondiali. La Rai resta fuori dai diritti tv
Pubblicato il 21-12-2017


RaiDopo l’esclusione dell’Italia dai mondiali di calcio si torna a parlare di Mosca 2018 con un’altra esclusione della Rai dalla partita dei diritti tv. Infatti notizie di stampa affermano che la Rai non parteciperebbe al rialzo per l’acquisizione dei diritti del mondiale di calcio in Russia, al momento nelle mani di Mediaset. Si tratta dei diritti di tutte le 64 partite della Coppa del Mondo del prossimo anno. Le partite “saranno visibili per la prima volta – si legge in una nota di Mediaset – sulla tv commerciale italiana, che li offrirà ai suoi telespettatori gratuitamente. Oltre che in Italia, ‘Russia 2018’ sarà visibile in diretta anche sulle reti spagnole del gruppo Mediaset”.

Un duro colpo per la Tv di Stato. Tanto che il deputato Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi si chiede: “Come usano i miliardi garantiti dal canone in bolletta pagato dai cittadini?”. “A che serve incassare così tanti soldi pubblici, se si fanno soffiare un evento del genere? Possibile che non siano riusciti a mantenere uno storico programma Rai, come il Mondiale, peraltro sapendo che l’informazione sportiva rappresenta uno dei compiti del servizio pubblico, come da Contratto di servizio? Sarà

interessante sapere come giustificheranno questa ennesima dimostrazione di incapacità e arroganza”. “In questi anni l’informazione è diminuita – prosegue Anzaldi – programmi di approfondimento sono stati cancellati, il pluralismo si è ridotto, sono stati eliminati programmi storici di carattere sociale come ad esempio sull’ambiente, ora per la prima volta nella storia viene persa anche la messa in onda in chiaro dei Mondiali di calcio: possibile che la Rai riesca a trovare i soldi solo quando c’è da garantire contratti milionari a conduttori come Fazio e alla sua società di produzione?”. “Ancora una volta – conclude Anzaldi – è stata presa una decisione suicida, che aiuta la concorrenza. E ora molti cittadini si chiederanno: a che serve allora pagare il canone?”. Domande a cui il management della tv pubblica dovrebbe dare risposte non evasive.

Durissima anche la reazione dell’Usigrai: “Il mondiale di calcio per la prima volta sarebbe fuori dalla Rai. Una decisione – afferma il sindacato dei giornalisti Rai – che reputiamo densa di rischi. Il primo è quello dell’erosione del ruolo di servizo pubblico con scelte che cominciano a sembrare frutto di una strategia mirata alla delegittimazione della Rai come patrimonio dei cittadini. Ci chiediamo se vi sia consapevolezza di questo nei vertici aziendali e anche nell’azionista”.

L’Usigrai aggiunge – sempre riportando quanto scritto da organi di stampa – che secondo l’azienda di viale Mazzini sono troppi 85 milioni senza gli azzurri e con un tetto pubblicitario che porterebbe una notevole perdita di bilancio. Si punterebbe invece sulla Champions League – dove però – dice l’Usigrai – non c’è la certezza di prevalere nella gara per i diritti tv -, partendo dal giusto presupposto che dalla prossima stagione l’Italia sarà rappresentata da 4 squadre. “Ci chiediamo e vi chiediamo – continua il sindacato Rai – se il ruolo del servizio pubblico possa essere esclusivamente quello di ragionare sui costi senza immaginare la propria funzione”. A parere dell’Usigrai “magari si potrebbe dire sì al Mondiale recuperando gli sprechi dovuti ad appalti esterni, al ruolo prevalente delle società esterne per produzioni che la Rai potrebbe gestire direttamente grazie alle professionalità che ha al proprio interno. I conti, ve lo assicuriamo, tornerebbero ugualmente e addirittura ci sarebbero ulteriori risorse per esercitare quel ruolo affidatoci dalla Convenzione di servizio pubblico”. Infine, “tra i rischi di queste valutazioni sui diritti che l’azienda sta facendo, ci chiediamo se in un quadro politico in via di definizione che purtroppo continua pesantemente ad influire su questa azienda, non si tenda a impostare delle scelte non sulla base degli interessi dei telespettatori ma su quelli dei competitor del settore. Forse qualcuno sta nuovamente respirando aria di RaiSet?”.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Posso? E’ uno scandalo. Vabbeh che non c’è l’Italia e chissenegrega. Però andatelo a dire al mio amico Daniele B, vicino a Liberi e Uguali (sigh) e antiberlusconiano di professione, ma più che altro espertissimo e cultore di calcio internazionale.

Lascia un commento