mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Noi e i radicali
Pubblicato il 29-12-2017


Credo di avere fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per arrivare a un’intesa tra socialisti, verdi e radicali. Di averci messo l’anima, nella convinzione che questa potesse essere non solo l’occasione per presentare una lista elettorale capace di superare il tre per cento e di eleggere un gruppo autonomo di parlamentari, ma che potesse configurarsi anche come futuro progetto politico d’impronta solidaristica, ecologista e liberale. Dopo le spinte all’autosufficienza in casa radicale (sarebbe meglio dire “da parte della costituenda lista Più Europa per Emma Bonino”) ho scritto una lettera aperta, ho avuto diversi contatti con alcuni esponenti della lista, mentre anche Nencini faceva pienamente il suo. Mentre con i Verdi di Bonelli l’accordo é stato semplice e il loro comportamento leale e costruttivo, con la lista Bonino tutto si è tremendamente complicato.

Oltre all’autosufficienza, incomprensibile davvero, in quanto nessuno metteva in discussione né la leadership della Bonino, né la spinta europeista che la caratterizzava, da parte di costoro é stata solamente avanzata a più riprese l’esigenza di tagliare e molto il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste. Il che testimoniava l’indisponibilità ad aprirsi all’intesa con socialisti e verdi, che di firme non abbisogna, in quanto al Senato é vigente il gruppo parlamentare Psi e autonomie. Ora pare che se il governo non emetterà il decreto auspicato la lista Bonino correrà da sola, al di fuori dell’alleanza di centro-sinistra. Che le firme siano un elemento discriminante per governare l’italia del dopo elezioni pare quanto meno opinabile.

Di più. In un’intervista-discorso a Radio Radicale Emma Bonino, dopo essere stata al congresso del Psi di Roma a rimpiangere la Rosa nel pugno, ha dichiarato che i socialisti pensano solo ai posti. Si tratta di parole scivolate via per giustificare una separazione scelta o di personale convinzione politica? Peccato che Emma Bonino dai socialisti non abbia rifiutato l’indicazione a presidente della Repubblica, votata poi coerentemente dai parlamentari del Psi in occasione dell’ultima elezione. Questa accusa d’altronde é la stessa che un’altra parte di radicali imputa alla lista Bonino, che dovrebbe lanciare un paio di suoi candidati nei collegi uninominali a prescindere dal raggiungimento del tre per cento sul proporzionale.

Chi di spada ferisce, di spada perisce, dunque. Resta il dilemma. Perché (e non si é mai parlato di programmi, cara Emma) non si é scelta la strada più semplice per arrivare a Roma, quella di una mai sopita convergenza ideale e politica, che potesse garantire rappresentanza e autonomia? E si é preferito invece imboccare una strada parallela, rendendo entrambe più dense di pericoli? Troppo forte il sospetto, ma qualche avvisaglia s’era avuta già in occasione delle elezioni comunali di Roma e di Milano, di solo miopi e calcolati interessi di cassetta. Sono il più deluso tra i socialisti, iscritto da sempre anche al Partito radicale transazionale e a Radicali italiani. Ho creduto a questa opportunità che la legge elettorale ci forniva. Rimescolare le nostre storie e quelle dei verdi sarebbe stato questo sì un progetto nobile e non di mera caccia ai posti. Si preferisce la strada più complicata che accentua invece le differenze e alimenta ostilità. Valli a capire…

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Commenti all'articolo
  1. Sono io il più deluso tra i socialisti del Psi nell’apprendere da questo tuo articolo che sei stato iscritto da sempre anche al Partito radicale.Caro Direttore sappi che non si può bere contemporaneamente da due bicchieri.Non avresti dovuto tesserarti altrove in contemporanea della tua appartenenza al Psi.La nostra storia socialista rispetto a quella breve dei radicali di Pannella non ha mai avuto nulla in comune.Per gareggiare occorrono campioni di pari prestanza fisica proprio per non accentuare le differenze e smorzare le ostilità.Manfredi Villani.

    • Ma che dici, caro amico mio? Quasi tutti i dirigenti socialisti, a cominciare da Loris Fortuna, si erano iscritti anche al Partito radicale. Poi durante la Rosa nel pugno credo proprio tutti. Il Partito radicale in quanto tale non si é mai presentato alle elezioni. Non esisteva né esiste alcuna incompatibilità. Non é che sei vissuto sulle nuvole, no? Sei un anziano e valoroso compagno, dunque la storia la dovresti conoscere.

  2. Lo sai, Mauro, quanto ho creduto e lavorato anche io per il rapporto col mondo radicale.
    A uno a uno tutti i pezzi si sono proiettati lontano dalla possibilità di un’esperienza comune, spinti dalle energie individuali e un po’ egoistiche che sembrano dominare le leadership di estrazione radicale negli ultimi anni.
    Il moto centrifugo ha allontanato prima la Marianna, alla coi fondazione Tu, Nencini e io abbiamo partecipato; poi Radicali italiani, col primo sentore di amaro che abbiamo iniziato a percepire insieme fin dal loro congresso all’Ergife.
    Devo dire che l’atteggiamento più lineare (un po’ scorbutico, ma lineare) lo ha mantenuto il vertice del Partito Radicale N.T.T. la cui salvezza, mercè il raggiungimento dei 3.000 iscritti, tra cui noi e tanti socialisti, mi pare l’unica buona notizia del panorama radicale.

  3. Lo sai, Mauro, quanto ho creduto e lavorato anche io per il rapporto col mondo radicale.
    A uno a uno tutti i pezzi si sono proiettati lontano dalla possibilità di un’esperienza comune, spinti dalle energie individuali e un po’ egoistiche che sembrano dominare le leadership di estrazione radicale negli ultimi anni.
    Il moto centrifugo ha allontanato prima la Marianna, alla coi fondazione Tu, Nencini e io abbiamo partecipato; poi Radicali italiani, col primo sentore di amaro che abbiamo iniziato a percepire insieme fin dal loro congresso all’Ergife.
    Devo dire che l’atteggiamento più lineare (un po’ scorbutico, ma lineare) lo ha mantenuto il vertice del Partito Radicale N.T.T. la cui salvezza, mercè il raggiungimento dei 3.000 iscritti, tra cui noi e tanti socialisti, mi pare l’unica buona notizia del panorama radicale.

  4. Direttore, anch’io, da giovane radicale per la prima volta al voto, sono profondamente deluso dal comportamento di Emma Bonino. Sono rimasto ancora più amareggiato poco fa, dopo aver appreso che la lista +Europa ha intenzione di correre da sola alle politiche, fuori dalla coalizione di centrosinistra. Nemmeno io riesco a spiegarmi il perché non sia stata fatta la scelta più logica e sia stata percorsa la strada più inutilmente complicata. So solo che il mio voto andrà al Partito Socialista, sperando comunque in un ravvedimento di Bonino, Magi e Della Vedova.

  5. Direttore, anch’io, da giovane radicale per la prima volta al voto, sono profondamente deluso dal comportamento di Emma Bonino. Sono rimasto ancora più amareggiato poco fa, dopo aver appreso che la lista +Europa ha intenzione di correre da sola alle politiche, fuori dalla coalizione di centrosinistra. Nemmeno io riesco a spiegarmi il perché non sia stata fatta la scelta più logica e sia stata percorsa la strada più inutilmente complicata. So solo che il mio voto andrà al Partito Socialista, sperando comunque in un ravvedimento di Bonino, Magi e Della Vedova.

  6. Grazie Franco. Il tuo nobile ragionamento é particolarmente apprezzabile. Sono anch’io molto deluso per il comportamento dei radicali che come sai, contrapponendosi ai pannelliani del partito transnazionale, hanno assunto una posizione assurda e discriminatoria.

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