martedì, 23 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

CAOS ETRURIA
Pubblicato il 18-12-2017


padoan banche

Nessuna autorizzazione ai ministri ad avere colloqui su Banca Etruria: lo ha precisato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, in audizione presso la Commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario. Il responsabile del dicastero di via XX Settembre ha risposto a una domanda del senatore Andrea Augello (Idea) circa i colloqui intrattenuti dall’allora ministro Maria Elena Boschi e dall’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, sulla vicenda: “Non ho autorizzato nessuno e nessuno mi ha chiesto un’autorizzazione. La responsabilità del settore bancario è in capo al ministro delle Finanze che d’abitudine ne parla con il presidente del Consiglio” precisa Padoan, aggiungendo di aver “appreso di specifici incontri dalla stampa”. “Le discussioni a livello di governo sulle questioni relative a banche in situazioni di difficoltà avvenivano in modo molto continuo tra presidente del Consiglio e me – spiega il ministro – poi ci sono state altre rare occasioni in cui queste cose venivano discusse in gruppi più ampi di governo ma essenzialmente la discussione sui casi bancari è stata tra il presidente del Consiglio e il sottoscritto”.

Padoan afferma poi come non ci fossero alternative alla risoluzione delle quattro banche (Banca Marche, Carife, Banca Etruria e Carichieti), in quanto altrimenti si sarebbe dovuto ricorrere alla liquidazione “con conseguenze ben più gravi sui risparmiatori”. Il ministro rivela inoltre alla Commissione che il 10 novembre 2015 la Banca d’Italia ha informato il ministero dell’Economia e delle Finanze che le quattro banche “evidenziavano una grave crisi di liquidità, che poteva essere sostenuta solo per pochi giorni”.

“La proposta di commissariamento è arrivata da Bankitalia. Abbiamo recepito e condiviso l’esigenza di commissariamento” ha spiegato ancora Padoan, secondo cui per quanto concerne l’azione della vigilanza si sono verificati casi “in cui poteva fare meglio ma questo avveniva in un momento complesso di cambiamento della normativa europea”. “Non serve nemmeno ascoltare Visco o Ghizzoni. Già il ministro dell’Economia Padoan ha scaricato Maria Elena Boschi. Ora le dimissioni non sarebbero soltanto un atto dovuto, ma persino una forma di tutela della propria dignità personale” commentano i membri M5S della Commissione di inchiesta sul sistema bancario, mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, sottolinea: “Dalle parole del ministro Padoan abbiamo appreso che ministri non competenti interloquivano con esponenti del mondo bancario e delle autorità di vigilanza, senza mandato e senza darne conto al ministero dell’Economia e delle Finanze. Mi sembra un comportamento da dilettanti allo sbaraglio”.

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