lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Istat: prosegue la crescita del Pil, ma il ritmo rallenta
Pubblicato il 29-12-2017


Pil

L’andamento dell’economia italiana “continua a migliorare anche se a ritmi più contenuti rispetto ai due mesi precedenti suggerendo il proseguimento dell’attuale ritmo di crescita”. Il giudizio è contenuto nella Nota mensile dell’Istat, secondo cui “il settore manifatturiero continua a registrare segnali positivi in termini sia di produzione sia di esportazioni”. Il mercato del lavoro, osserva ancora il rapporto, rimane invece “caratterizzato dall’aumento dell’occupazione e dal ritmo, ancora debole, di riduzione della disoccupazione, condizionata dall’incremento degli inattivi che transitano tra i disoccupati”. Anche la fiducia di consumatori e imprese si mantiene su livelli elevati. Per le imprese manifatturiere prosegue il miglioramento dei giudizi su ordini, produzione e attese sull’occupazione e anche il grado di utilizzo degli impianti continua ad aumentare, mentre la quota di imprese che segnalano ostacoli alla produzione è ai livelli minimi dell’ultimo periodo.

– TORNA A CRESCERE IL MANIFATTURIERO: a ottobre il settore manifatturiero è tornato a crescere dopo la pausa registrata a settembre (+0,5% la variazione congiunturale). Nella media del trimestre agosto-ottobre l’indice della produzione industriale è aumentato rispetto ai tre mesi precedenti (+0,8%) supportato da incrementi in tutti i comparti ad eccezione dell’energia, risultata stazionaria. I beni strumentali e i beni intermedi mostrano gli incrementi più elevati (rispettivamente +1,8% e +1,4%) seguiti dai beni di consumo (+0,5%).

– SEGNALI POSITIVI DA ORDINI E FATTURATO: Nel trimestre agosto-ottobre anche gli indici del fatturato dell’industria confermano il buon andamento della produzione sia se misurati a prezzi correnti (+1,2% rispetto al trimestre precedente) sia in volume (+0,5%). L’aumento a prezzi correnti è determinato dall’andamento positivo del fatturato interno (+0,6%) e soprattutto dei mercati esteri (+2,3%). La crescita è diffusa tra i raggruppamenti di industrie ad eccezione della lieve diminuzione registrata nelle vendite di beni di consumo durevole (-0,2%). E segnali positivi provengono anche dagli ordinativi che hanno riportato variazioni positive sia ad ottobre (+1,7% rispetto al mese precedente) sia nel trimestre agosto-ottobre (+2,4% confrontato al trimestre precedente).

– MIGLIORANO GLI SCAMBI CON L’ESTERO: Prosegue il miglioramento degli scambi con l’estero con un incremento delle esportazioni (+2,9%) che ha coinvolto sia l’area Ue (+3,0%) sia l’area extra Ue (+2,7%) e delle importazioni (+1,1%). Nei primi dieci mesi dell’anno l’avanzo commerciale ha raggiunto 37,3 miliardi (+64,6 miliardi al netto dei prodotti energetici) sostenuto dal contributo dei beni strumentali (+38,2 miliardi) e dei beni di consumo (+22,5 miliardi). A novembre, con riferimento ai mercati extra Ue, il commercio estero ha mostrato ulteriori segnali di vivacità: al netto della componente energetica le esportazioni sono aumentate in misura più marcata rispetto alle importazioni (rispettivamente +7,1% e +1,5%).

– CRESCITA CONTENUTA PER LE COSTRUZIONI: Il settore delle costruzioni continua a mantenersi su tassi di crescita contenuti. Ad ottobre, l’indice destagionalizzato della produzione ha segnato un aumento congiunturale dello 0,4%, recuperando il calo di settembre; nella media del trimestre agosto-ottobre l’indice risulta in crescita (+1,2%).

– POSITIVO IL MERCATO DEL LAVORO MA DISOCCUPAZIONE RESTA ALTA: La situazione sul mercato del lavoro si mantiene positiva. Nel terzo trimestre il tasso di occupazione è aumentato (+0,2 punti rispetto al trimestre precedente) e a ottobre il livello si è mantenuto in linea con quello del mese precedente (58,1%). Il miglioramento del tasso di occupazione segue l’evoluzione di quello dell’area euro mantenendo ancora il differenziale che si era ampliato durante i primi mesi del 2013. Permangono al contrario le difficoltà a raggiungere un tasso di disoccupazione in linea con i livelli pre-crisi, nonostante la significativa riduzione a metà del 2015. A ottobre 2017 il tasso di disoccupazione italiano è ancora 4,3 punti percentuali superiore al livello di agosto 2008, una distanza superiore sia a quella dell’area euro (+1,2 punti percentuali) sia a quella della Francia (+1,9 punti percentuali).

– SEMPRE MENO INATTIVI: la peculiarità dell’andamento della disoccupazione italiana rispetto ai principali paesi europei è fortemente legata alla evoluzione della componente degli inattivi. Nel terzo trimestre 2017, in Italia, la quota di inattivi sul totale della popolazione è di 2,7 punti percentuali sotto quella registrata in Q3 2008, mentre per l’area euro e per la Francia la riduzione nello stesso periodo è stata più contenuta (rispettivamente -1,6 e -1,5 punti percentuali nel secondo trimestre 2017). Nel 2017 l’ingresso nel mercato del lavoro di persone precedentemente inattive è significativo: nei primi due trimestri del 2017, la quota italiana di inattivi passati tra i disoccupati è stata in media del 6,0%, decisamente superiore sia al valore registrato in Francia (3,6%) sia alla media italiana nel 2010 (3,7%).

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