lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Polonia, decisione storica dell’Ue per lo Stato di diritto
Pubblicato il 20-12-2017


ziobroPer la prima volta nella storia, la Commissione europea ha deciso di attivare contro Varsavia la procedura prevista dall’articolo 7 (l’ultima fase della procedura di infrazione sul sistema giudiziario ordinario) del Trattato per il rischio di violazione grave da parte di uno Stato membro dei valori fondamentali dell’Ue. La Commissione Europea “ha concluso che esiste un chiaro rischio di seria violazione dello Stato di diritto in Polonia”, ha dichiarato il vicepresidente Frans Timmermans, precisando che le riforme attuate nel settore giudiziario comportano che ora nel Paese “la magistratura si trova sotto il controllo politico della maggioranza di governo”.
Nel mirino di Bruxelles vi è una ampia riforma della magistratura, che secondo l’esecutivo comunitario comporta un pericolo di politicizzazione dei magistrati. In particolare le due leggi, una sul Consiglio della magistratura, e una sulla Corte suprema, che affidano i poteri di nomina dei nuovi membri a guardasigilli e presidente, privando la magistratura della propria autonomia.
L‘esecutivo comunitario ha comunque dato tre mesi a Varsavia, dove il nuovo primo ministro si è insediato solo questo mese, per rimediare alla situazione e ha aggiunto che tornerà sui suoi passi se tutto verrà rivisto.
Ma la Polonia andrà avanti, così come dichiarato oggi dal Guardasigilli Zbigniew Ziobro, secondo il quale “si tratta di una mossa politica” di Bruxelles, che cerca di esercitare pressione. La Polonia, ha aggiunto, rispetta lo stato di diritto e le soluzioni che si propone di implementare in questo paese esistono in altri diversi paesi.
Il vice presidente della Commissione, Frans Timmermans, che negli ultimi due anni ha condotto i colloqui col governo polacco, dominato dal leader del partito Legge e Giustizia Jaroslaw Kaczynski, ha detto di star agendo con “la morte nel cuore”, ma di essere obbligato a intraprendere azioni per proteggere l‘Unione nel suo insieme. Inoltre Timmersmans ha lasciato le porte aperte a Varsavia: ”Siamo aperti al dialogo 24 ore su 24, sette giorni su sette”, sottolineando però che “come guardiani del trattato, la Commissione ha la massima responsabilità… Se l‘applicazione dello stato di diritto viene lasciata completamente ai singoli Stati membri, ne soffrirà l‘intera Ue”.
Ora se Varsavia dovesse continuare su questa strada e nel caso in cui il Consiglio dovesse andare avanti con la procedura, la Polonia sarebbe sottoposta a diverse sanzioni, la più grave delle quali è la perdita del diritto di voto nel Consiglio.

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