martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Quel Capodanno di 49 anni fa…
Pubblicato il 29-12-2017


Si è fatto un gran parlare della visita in Sardegna del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che lo scorso 22 dicembre si è recato nello stabilimento Alcoa di Portovesme per la firma di un accordo di programma che prefigura la riapertura della storica fabbrica di alluminio del Sulcis Inglesiente in vista della sua acquisizione da parte di una multinazionale americana. Il ministro ha dichiarato di essere venuto personalmente per firmare il contratto quale “atto di rispetto verso questi lavoratori, che loro stessi si definiscono testardi, che non hanno mai perso la speranza”. Sono infatti più di cinque anni che i lavoratori dell’Alcoa lottano per difendere il loro posto di lavoro. Il ministro Calenda ha concluso la sua visita mangiando un trancio di pizza con gli operai, come aveva loro promesso nel corso di un incontro al ministero. Ci uniamo ovviamente all’augurio che la situazione dei lavoratori dell’Alcoa possa finalmente risolversi positivamente con la ripresa del lavoro e dell’occupazione.

La notizia è stata debitamente ripresa da tutti i media e il programma “Propaganda Live” su La7 ha effettuato un collegamento ad hoc con gli operai dell’Alcoa elogianti il ministro.

In quest’occasione mi è tornato alla mente un altro episodio, che fu accolto con molto minore clamore mediatico e che è oggi quasi del tutto dimenticato.

La notte di San Silvestro di 49 anni fa, il 31 dicembre 1968, un altro ministro della Repubblica trascorse la fine d’anno per strada, in Via Veneto a Roma, assieme al presidio di lotta dei lavoratori di una fabbrica occupata, la tipografia Apollon, i cui operai avevano deciso di manifestare le loro ragioni proprio nel cuore della Roma del lusso e del bel mondo.

Era il ministro del lavoro socialista Giacomo Brodolini, che, scandalizzando i “benpensanti” dell’epoca, portò la sua solidarietà ai lavoratori in lotta, con una dichiarazione che divenne famosa, perché un ministro socialista “sta da una parte sola, quella degli operai”, annunciando la prossima presentazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

L’ Apollon, che sorgeva fino agli anni settanta nell’area industriale della Tiburtina, era una delle principali aziende tipografiche della capitale, con commesse nazionali e oltre 350 operai. La loro lotta contro la chiusura dello stabilimento, da loro occupato, fu lunga: tredici mesi, tra il giugno 1968 e il luglio 1969, quando la proprietà, che aveva deciso di chiudere la fabbrica per venderne l’area ai costruttori immobiliari, fu costretta a riaprire l’attività, che proseguì ancora per alcuni anni.

Nello stesso luglio 1969, l’11, moriva a Zurigo Giacomo Brodolini, che preso dall’impegno di portare a compimento i disegni di legge da lui patrocinati (l’eliminazione delle gabbie salariali, l’introduzione della pensione sociale, l’emanazione dello Statuto), aveva tralasciato di curare tempestivamente il tumore che l’avrebbe condotto alla morte.

Della storica partecipazione di Brodolini al presidio di capodanno degli operai dell’Apollon non esistono in rete documentazioni fotografiche.

Sono solo riuscito ad estrarre un fotogramma dal film-documentario Apollon, una fabbrica occupata, realizzato all’epoca da un gruppo di attori e tecnici militanti diretti da Ugo Gregoretti, che mostra un Brodolini già provato dalla malattia, ma determinato a portare il proprio sostegno ai lavoratori in lotta. L’intero filmato è visibile nel sito dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico.

Il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat conferì a Brodolini la Medaglia d’Oro al Valor Civile, con la seguente motivazione: «Esempio altissimo di tenace impegno politico, dedicava, con instancabile ed appassionata opera, ogni sua energia al conseguimento di una più alta giustizia sociale, dando prima come sindacalista, successivamente come parlamentare e, infine, come ministro per il lavoro e la previdenza sociale, notevolissimo apporto alla soluzione di gravi e complessi problemi interessanti il mondo del lavoro. Colpito da inesorabile male e pur conscio della imminenza della sua fine, offriva prove di somma virtù civica, continuando a svolgere, sino all’ultimo, con ferma determinazione e con immutato fervore, le funzioni del suo incarico ministeriale, in una suprema riaffermazione degli ideali che avevano costantemente ispirato la sua azione. Luglio 1969».

Alfonso Maria Capriolo

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Commenti all'articolo
  1. Grazie, per aver ricordato Brodolini, il suo gesto di fine anno e le sue azioni a favore dei lavoratori.
    Ti lamenti che non lo abbiamo ricordato, ma cosa vuoi da un’Italia che ha fatto di tutto per vanificare la sua opera?

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