mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Reddito d’inclusione. Istruzioni per l’uso:
cos’è e come funziona
Pubblicato il 07-12-2017


Inps

AVVISI DI ACCERTAMENTO PER I RAPPORTI DI LAVORO DOMESTICO

In questi giorni l’Inps sta inviando gli avvisi di accertamento per mancato pagamento dei contributi ai datori di lavoro domestico inadempienti per almeno un trimestre tra il 4° trimestre 2012 e il 2013.

Nell’avviso si invitano i contribuenti a regolarizzare la posizione.

I datori di lavoro che ritengono non dovuti i contributi indicati possono contestare l’avviso seguendo le istruzioni contenute in calce al provvedimento.

E’ possibile effettuare ogni contestazione telefonicamente, tramite Contact center dell’Inps, oppure utilizzando il servizio “lavoratori domestici” sul sito internet.

Per la contestazione il datore di lavoro può utilizzare il modulo prestampato di autocertificazione allegato al provvedimento, che guida il contribuente nella indicazione di tutti gli elementi utili. Il modulo consente di autocertificare la pregressa comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro così come l’avvenuto pagamento dei bollettini.

Se il datore di lavoro ha già comunicato la cessazione del rapporto di lavoro, può inviare copia della ricevuta di comunicazione, oltre che tramite i canali sopra indicati, anche via fax al numero verde gratuito 800803164.

Tale comunicazione consentirà alla sede Inps di chiudere il rapporto di lavoro ed eventualmente di annullare l’avviso inviato per i periodi per i quali i contributi non siano dovuti. In questi casi, ovviamente, sarà ritenuta valida l’originaria data di comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro e pertanto nessuna sanzione amministrativa sarà dovuta dal datore di lavoro.

Possono essere utilizzati fino al 31 dicembre

BUONI DI LAVORO ACCESSORIO

Il prossimo 31 dicembre scadrà il periodo transitorio per l’utilizzo dei buoni di lavoro accessorio.

I buoni lavoro richiesti entro il 17 marzo possono essere utilizzati esclusivamente per prestazioni il cui svolgimento avrà luogo entro il prossimo 31 dicembre; pertanto i committenti non potranno inserire nella procedura informatica prestazioni con data di inizio o fine successiva a questa data. Le prestazioni inserite erroneamente nella procedura informatica relative a periodi decorrenti dal 1° gennaio 2018 verranno cancellate d’ufficio e il committente non riceverà nessuna comunicazione in merito. Nel caso di prestazioni che abbiano data inizio nel 2017 e data fine nel 2018, verranno cancellate d’ufficio soltanto le prestazioni relative al 2018.

Per l’utilizzo di buoni tramite la procedura telematica, le prestazioni fino al 31 dicembre 2017 dovranno essere consuntivate dal committente improrogabilmente entro il 15 gennaio 2018; dal 16 gennaio sarà infatti inibito l’accesso alla procedura internet dedicata.

I rimborsi delle somme versate entro il 17 marzo e non utilizzate dal committente entro il 31 dicembre, potranno essere richiesti mediante modello Sc52 entro il 31 marzo 2018.

Le istruzioni dell’Inps

REDDITO DI INCLUSIONE

Con la circolare n. 172 del 22.11.2017, l’Istituto ha fornito le prime istruzioni amministrative relative al Reddito di Inclusione.

La nuova misura di contrasto alla povertà, introdotta dal decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017, potrà essere richiesta dal 1° dicembre 2017 e verrà erogata a partire dal 1° gennaio 2018.

Il Reddito di Inclusione ha la finalità di fornire, ai nuclei familiari in situazione di difficoltà socio – economica, un beneficio economico ( erogato per il tramite di una carta prepagata emessa da Poste Italiane S.p.A.) e una presa in carico di tipo socio assistenziale, da parte dei servizi sociali comunali.

La domanda dovrà essere presentata esclusivamente in formato cartaceo presso i comuni, eventualmente associati in ambiti, i quali provvederanno a trasmetterla all’Istituto attraverso i canali web (sito internet www.inps.it e upload) e di cooperazione applicativa.

Il nucleo richiedente dovrà soddisfare specifici requisiti di residenza e anagrafici, economici, di composizione del nucleo familiare e di compatibilità, specificamente dettagliati nella circolare e nel modello di domanda.

Il beneficio economico, riconosciuto dall’Istituto, sarà erogato per un massimo di 18 mesi, dai quali saranno sottratte le eventuali mensilità di Sia percepite. Coloro che alla data del 1° dicembre 2017 stanno ancora percependo il Sia potranno presentare immediatamente domanda di Rei o decidere di presentarla al termine della percezione del Sia, senza che dalla scelta derivi alcun pregiudizio di carattere economico.

L’ammontare dell’importo è correlato al numero dei componenti il nucleo familiare, e tiene conto di eventuali trattamenti assistenziale e redditi in capo al nucleo stesso. In ogni caso, l’importo complessivo annuo non può superare quello dell’assegno sociale.

Si ricorda che, al fine della valida presentazione della domanda, occorre essere in possesso di una attestazione Isee in corso di validità. In pratica, il nucleo beneficiario deve essere in possesso di una attestazione Isee valida per tutta la durata del beneficio.

Dopo il provvedimento di accoglimento della domanda da parte dell’Istituto, il comune territorialmente competente provvede a contattare il nucleo familiare, ai fini della predisposizione e sottoscrizione del progetto personalizzato, il cui rispetto è condizione per la percezione del beneficio economico.

Si è svolto a Napoli il 6 dicembre scorso un importante seminario presso l’Assessorato al lavoro ed alle Risorse Umane della Regione Campania sulla nuova misura di contrasto alla povertà e all’inclusione sociale (REI)

REDDITO DI INCLUSIONE: COSA E’ E COME FUNZIONA

Al centro direzionale Isola A6, presso l’Assessorato al lavoro ed alle Risorse Umane della Giunta regionale per la Campania si è svolto mercoledì scorso 6 dicembre, un interessante seminario sulla nuova misura di inclusione sociale che sostituisce il Sia dal titolo “Reddito d’inclusione: cosa è e come funziona”.

Il reddito di inclusione (c.s. Rei) è una forma di sostegno al reddito destinata ai cittadini meno ricchi: è stato approvato ad agosto dal Consiglio dei ministri ed entrerà operativamente in vigore dal primo gennaio 2018.

Le domande per l’accesso al Reddito d’inclusione (Rei), presentabili da venerdì scorso nei punti d’accesso individuati dai Comuni, andranno successivamente inviate da questi ultimi all’Inps entro 15 giorni lavorativi dalla data di ricevimento delle stesse, termine entro cui gli enti territoriali dovranno verificare la sussistenza dei requisiti di residenza e di soggiorno del richiedente. L’Istituto di previdenza avrà, a quel punto, cinque giorni per verificare il possesso dei requisiti familiari ed economici previsti dal Decreto legislativo che ha introdotto la misura.

Cos’è il REI

Il sito del ministero del Lavoro lo definisce «programma di inserimento sociale e lavorativo che punta alla riconquista dell’autonomia delle famiglie più vulnerabili». Oltre a offrire soldi, prevede anche progetti personalizzati per corsi di formazione e aiuto nella ricerca di un lavoro. È stato stimato che il Rei riguarderà circa 500mila famiglie, per un totale di circa 1,8 milioni di persone. Allo stato costerà circa 2 miliardi di euro. Entrerò a pieno regime nel luglio 2018 (ma, di nuovo, la prima fase inizierà a gennaio) e andrà a sostituire quello che ora sono il Sia – Sostegno all’Inclusione attiva – e l’assegno di disoccupazione.

Nel caso di una sola persona, il Rei non supererà i 187 euro al mese; nel caso di famiglie il massimo mensile sarà di 485 euro. I soldi saranno erogati attraverso una carta prepagata: per metà dell’importo la carta potrà essere usata anche per prelevare contanti. Esempio: su un Rei di 200 euro si potranno prelevare un massimo di 100 euro, mentre gli altri andranno usati in altro modo. Il REI sarà erogabile per un massimo di 18 mesi. Finiti quei 18 mesi ce ne dovranno essere almeno 6 di pausa prima di poterlo richiedere di nuovo.

L’evento è stato aperto dalla padrona di casa, Sonia palmieri, assessore al lavoro ed alle Risorse Umane. A seguire sono intervenuti il Direttore Generale per l’istruzione, la Formazione, il Lavoro e le Politiche Giovanili, Maria Antonietta D’Urso, il Direttore Generale per le Politiche Sociali e Socio sanitarie Fortunata Caragliano, il Presidente ANCI Campania Domenico Tuccillo. il Direttore del Coordinamento metropolitano Inps di Napoli Roberto Bafundi che, in particolare ha ribadito, come del resto aveva già annunciato all’atto del suo insediamento nella città partenopea, il suo personale impegno nel rivitalizzare il ruolo sociale dell’istituto inteso soprattutto come soggetto protagonista attivo delle politiche del welfare. Una funzione – ha sottolineato opportunamente – da svolgere in assoluta sintonia con le istituzioni locali attraverso sinergiche collaborazioni in grado di individuare l’Ente anche come presidio di legalità. Inoltre sono stati presenti in sala funzionari Inps a cui si poteva rivolgersi per ogni eventuale quesito.

Ocse all’Italia

NO A MODIFICA ETA’ PENSIONE

L’Ocse promuove i conti italiani ma mette in guardia contro un allentamento del percorso delle riforme e interventi sulle pensioni che possano gravare sul bilancio. Nel nuovo Economic Outlook l’organizzazione rivede al rialzo le stime sul pil 2017 a +1,6% e 2018 a +1,5% (contro l’1,4% e l’1,2% stimati a settembre) ma prefigura anche un rallentamento a +1,3% nel 2019. “Dati lusinghieri” e “migliori di quelli del governo per il 2017”, a +1,5%, ha recentemente commentato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan dal palco dell’Ania.

Migliora il quadro dei conti: il debito pubblico dovrebbe scendere al 129,8% del pil nel 2018 rispetto al 131,6% di quest’anno, e proseguire il suo calo fino al 127,7% nel 2019; trend in discesa anche per il deficit al 2,1% nel 2017, per poi passare all’1,6% nel 2018 e all’1,1% nel 2019. L’inflazione è attesa all’1,4% quest’anno, all’1,2% nel 2018 e all’1,4% nel 2019, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe ridursi dall’11,2% del 2017 al 10,5% il prossimo anno e al 10,1% nel 2019.

In Italia “la ripresa si sta allargando agli investimenti e alle esportazioni” grazie a consumi privati che “continueranno a essere il principale motore” della crescita, scrive l’Ocse, che però ammonisce il governo in carica, e anche il governo che verrà, a non arretrare su riforme e sistema pensionistico. “Rallentare l’andamento delle riforme strutturali e allentare i conti pubblici dopo le elezioni programmate all’inizio del 2018 potrebbe ridurre la fiducia” nel Paese, “facendo finire fuori strada la ripresa” in atto, scrive nel rapporto.

In Italia, evidenzia poi l’Ocse, “l’attuazione delle riforme strutturali deve essere accompagnata da un avanzo di bilancio primario in graduale aumento”. C’è inoltre la necessità di “ulteriori progressi nella riduzione dell’evasione fiscale e la razionalizzazione delle spese fiscali e delle spese correnti”. Sollecitazione degli economisti Ocse anche a non modificare il sistema pensionistico, cruciale per la tenuta dei conti, mantenendo “il legame tra l’età di pensionamento e l’attesa di vita così da rafforzare l’equità tra le generazioni e salvaguardare la sostenibilità del sistema nel lungo termine”.

Sul fronte della Legge di Bilancio, plauso alla sterilizzazione delle clausole Iva per il 2018, ma anche all’estensione dei bonus fiscali alle imprese, al bonus permanente per l’assunzione dei giovani e all’obbligo di fatturazione elettronica tra privati che rappresenta “un importante passo avanti per ridurre l’evasione fiscale”. In questa prospettiva, “ridurre la soglia di pagamento in contanti completerebbe questi sforzi”, si legge ancora nel documento.

“I dati Ocse sono lusinghieri – ha affermato Padoan – ma un punto importante è che l’Italia, come altri Paesi, ha un enorme bisogno di investimenti che devono essere di lungo termine basati su un meccanismo che ha un impatto positivo sulle infrastrutture”.

Nel Paese, “ci sono segnali di ripresa non effimera, le stime Ocse sono migliori di quelle del governo per il 2017″, ha sottolineato ancora il ministro dell’Economia, concedendosi una battuta sull’organismo dove ha ricoperto l’incarico di vice segretario generale prima di assumere la guida del Mef. “Siccome l’Ocse sa fare bene il suo mestiere, mi fido delle sue stime” ha detto. “L’Italia – ha osservato ulteriormente il titolare di via XX settembre – sta uscendo dalla crisi e si sta lasciando alle spalle un periodo non facile caratterizzato però dal fatto che la direzione del Paese si è rafforzata anche grazie, lasciatemelo dire, all’azione del governo di questi ultimi anni”.

Secondo Padoan inoltre non deve far temere lo stop al Quantitative Easing della Bce. “L’uscita dal Qe è già avviata negli Usa” e “viene valutata in Europa ed è giusto che sia così o le economie europee rischiano di addormentarsi, rischiano di essere come drogate da un regime di tassi bassi e noi invece dobbiamo uscire da questa situazione per tornare a una situazione di normalità che non deve spaventare ma deve essere una situazione con aspetti positivi”, ha spiegato Padoan.

“Tassi più alti danno margini di profitto maggiori. Inoltre in un mondo di tassi più alti deve esserci anche un po più di inflazione e se c’è più inflazione la dinamica del pil nominale migliora ed ha un impatto positivo sul debito che scende più facilmente”. Quindi, ha concluso il ministro, “in un mondo di tassi più alti ci sono aspetti positivi”.

Carlo Pareto

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