lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scontro su Banca Etruria.
Il M5S attacca il Pd
Pubblicato il 04-12-2017


Banca Etruria-BoschiSi riaccende lo scontro sulle banche dopo la notizia che il padre di Maria Elena Boschi è indagato. Il presidente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, Pier Ferdinando Casini, ha ricevuto dal procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, una lettera in merito alla sua posizione sul caso di Pierluigi Boschi, padre della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. “Non ho nascosto nulla circa la posizione del consigliere Boschi in relazione alle domande che mi venivano poste” dalla Commissione parlamentare. “Le domande hanno riguardato i fatti in oggetto e non, in alcun modo, le persone iscritte nel registro degli indagati”, scrive il Pm, secondo quanto anticipa il sito di Repubblica. Rossi nella lettera risponde alle accuse di aver “omesso notizie in merito ad un presunto status di indagato di Pierluigi Boschi”. Il magistrato, stando a quanto scrive Repubblica, avrebbe detto di ritenere tali addebiti “gravemente offensivi”, e di aver risposto “a tutte le domande che mi sono state formulate senza alcuna reticenza né omissione”. “Ho chiarito che l’esclusione di Boschi riguardava il processo per bancarotta attualmente in corso – si legge ancora negli stralci di Repubblica – mentre per gli altri procedimenti ho precisato che non essere imputati non significava non essere indagati. Null’altro mi è stato chiesto in merito”.

Duro attacco da parte di M5s. “Il Pd prima usa le banche per coltivare potere e clientele. Poi, quando le ha definitivamente scassate, lascia sul lastrico i risparmiatori”. E quindi, sul blog di Beppe Grillo, accusa: “In questi giorni si è cercato di far credere (come se gli italiani fossero scemi) che Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi, fosse quasi un passante dalle parti della banchetta del giglio tragico. Si è detto che lui era senza colpe rispetto ai disastri dell’istituto e che tutta la responsabilità era della vigilanza” e che nonostante “Bankitalia abbia demeriti rilevanti” secondo i 5 Stelle “scaricare tutto il biasimo sulla vigilanza era ed è un’operazione risibile. Adesso sappiamo che papà Boschi è di nuovo indagato per falso in prospetto e accesso abusivo al credito assieme a tutto il cda 2011-2014 (lui poi divenne addirittura vicepresidente di Etruria dal maggio 2014, guarda caso due mesi dopo che la figlia era stata nominata ministro. Altro che passante).

Redazione Avanti!

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