lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Di Blasio:
Indipendenza sì, ma a quale prezzo?
Pubblicato il 15-12-2017


Per essere indipendenti ci vogliono anche i soldi. Già perchè come dicono i francesi è l’argent que fait la guerre e per portare avanti i propri propositi è necessario fare attente campagne di marketing.

La Catalogna insegna e basta fare un giro sul sito istituzionale dell’Assemblea Nazionale Catalana, cliccare alla voce “botiga” e armati di nazionalismo e carta di credito è possibile acquistare diversi gadget a prezzi più o meno popolari.

9 Euro per l’urna del Referendum del 1 ottobre, 6 Euro per una tazza da caffè (resistente alle alte temperature), un telo da spiaggia a 6 Euro, una bandiera indipendentista 4.50×2.80m a 150 Euro, ma anche libri, penne, matite, braccialetti, insomma un piccolo market 2.0 dove acquistare cimeli dell’indipendenza catalana e sostenere, quindi, economicamente la causa.

A Nizza invece da qualche giorno è stata proclamata la Repùblica de Nissa ma non ci sono state manifestazioni di piazza oceaniche come quelle di Barcellona, bensì un’allegra bicchierata in un bar alla presenza di qualche giornalista e niente più.

In seguito è sbarcata anche la nuova moneta degli indipendentisti nizzardi, il “Nissart”, una serie di banconote raffiguranti eroi e personaggi di Nizza, tra cui Giuseppe Garibaldi il cui volto è sulla banconota da 10 Nissart. Il denaro potrà essere cambiato e speso presso i negozi che aderiscono a questa iniziativa nata più per gioco che per altro.

Infine in Italia alle spalle di Bordighera c’è l’autoproclamato Principato di Seborga che in attesa di un riconoscimento internazionale, ha coniato le sue monete e francobolli. Il tasso di cambio è fissato in relazione al dollaro statunitense: 1 Luigino sono 6 dollari americani e secondo alcuni esperti questo farebbe del luigino l’unità monetaria con il più elevato valore al mondo.

Insomma, indipendenza sì, ma a quale prezzo?

Andrea Di Blasio

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