martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Le preoccupazioni crescenti
Pubblicato il 11-12-2017


Gentile Direttore Mauro Del Bue

Gli eventi politici che si stanno verificando nel Mondo suscitano non poca preoccupazione.  Dopo la 2^guerra mondiale e con l’esistenza dell’arma atomica in possesso delle Grandi Potenze e nel periodo della guerra fredda (1947 – 1991) le stesse Potenze, dopo avere sviluppato al massimo la produzione delle armi di distruzioni di massa,si resero conto che, al fine di evitare conflitti nucleari disastrosi per le loro nazioni nonché per l’intera umanità, era necessario raggiungere nel tempo a degli accordi internazionali per limitare il prolificarsi  delle armi nucleari.

In quel periodo l’ideale politico delle Nazioni era quello di raggiungere nel tempo al disarmo nucleare in tutto il mondo. Ben presto tale nobile obbiettivo si rilevò un’utopia per il nascere di cavilli e motivazioni varie in tutte le sedi internazionali da parte di molte nazioni e, in conseguenza, non si arrivò a concordare nessun  trattato di disarmo nucleare globale.

Soltanto nel 1968 le Grandi Potenze: U.S.A. – GRAN BRETAGNA E UNIONE SOVIETICA sottoscrissero un trattato internazionale di non proliferazione nucleare,sostenuto dal O.N.U,a cui aderirono in tempi successivi la FRANCIA,la CINA nonché la COREA DEL NORD che si ritirò dal trattato nel 2001 per non avere accettato le ispezioni internazionali nel proprio territorio nazionale.

Due importanti Capi di Stato: Ronald Reagan,Presidente degli Stati Uniti e Mikhail Gorbachev, Segretario Generale del PCUS dell’Unione Sovietica,nel decennio 1980 – 1990,raggiunsero degli importanti accordi che limitarono la produzione e dei missili intercontinentali e delle bombe atomiche e gettarono le basi per concordare la riduzione di dette armi esistenti nei propri arsenali.

La Corea del Nord non più vincolata dal trattato, continuò a sviluppare gli armamenti nucleari e sebbene gravata da gravi sanzioni internazionali, sancite dalle Nazioni Unite,che si sono rilevate quanto mai disastrose per aver peggiorato le già precarie condizioni di vita di tutta la popolazione,sarebbe riuscita a realizzare e le potenti bombe atomiche di ultima generazione e i missili balistici intercontinentali capaci di raggiungere e il continente americano dall’Est e l’Europa dall’Ovest.

Suscita molta perplessità che una piccola nazione come la Corea del Nord, che non ha e non può avere mire espansionistiche territoriali, gravata da pesanti sanzioni commerciali, sia riuscita  a raggiungere l’ambizioso e quanto mai discutibile obbiettivo che gli consente di definirsi potenza nucleare alla pari delle grandi potenze mondiali.

Viene da pensare che, come per il passato, non sempre le sanzioni raggiungono il fine per cui sono state sancite e nasce il sospetto che altre nazioni, allo scopo di realizzare nuovi equilibri strategici mondiali, non rispettando l’embargo, hanno fornito alla Corea del Nord materiale strategico di alta tecnologia che le hanno consentito di realizzare il proprio armamento nucleare contravvenendo, anche se non sono stati più sottoscritti, ai trattati delle Nazioni Unite che vietano in modo assoluto a qualunque nazione di realizzare armi nucleari.

Il constatare l’inasprirsi delle politiche internazionali per le discutibili decisioni del Presidente degli Stati Uniti,Donald Trump,che sta attuando una politica interna ed internazionale non condivisa da tutto il suo governo,fa nascere la preoccupazione che in avvenire si acuiranno tutti i problemi e con l’Europa e con le nazioni del Medio e dell’Estremo Oriente. Fra i più importanti motivi :

1) non volere più rispettare l’accordo internazionale per ridurre l’inquinamento atmosferico ,già sottoscritto dagli Stati Uniti.

2) di far gravare sull’Europa maggiori spese militari per sostenere le forze armate della NATO.

3) di non volere più rispettare l’accordo dell’ O.N.U. sui migranti.

4) di trasferire la propria ambasciata da Tel Aviv nella città santa di Gerusalemme,quanto mai cara alle tre religioni monoteistiche musulmana, ebraica e cristiana. Un atto politico che ha provocato un grave affronto al popolo Palestinese che da molti decenni è profugo nella propria terra, un tempo chiamata Palestina e che aspirava a realizzare nella città di Gerusalemme Est la propria capitale.

La storia ci insegna che il voler attuare una politica interna ed internazionale con la forza e la prepotenza del più forte non è sempre vincente.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna

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