mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Ignorare non crea sviluppo
Pubblicato il 04-12-2017


La situazione irpina è preoccupante. I dati pubblicati dal <Sole 24 Ore> lo testimoniano. Se, poi, consideriamo che la posizione, nella classifica della qualità della vita, relativa al 2017 (102°) è peggiorata di 9 punti, rispetto al 2016 (93°), dalla preoccupazione si passa alla disperazione. Per me, la precipitazione non è una sorpresa. Limitandomi ad Avellino, non posso non evidenziare che la cattiva edilizia, nel tempo, ha diluito il “centro di gravità”; ha contribuito al caos del traffico; ha devastato l’ambiente con opere inutili e speculative. Indirettamente e lentamente gli aspetti attraenti della Città sono stati fatti essiccare. Sfido a trovare, negli anni, una cosa positiva, provocatrice del miglioramento della qualità della vita. Passiamo all’Irpinia ed elenchiamo, relativamente all’ultimo anno, gli argomenti di cui, si è parlato e su cui le forze politiche si sono confrontate: area vasta; progetto pilota Alta Irpinia; assistenza migranti; i problemi delle scuole , dopo che era iniziato l’anno scolastico; corso di politica con argomenti inutili, al fine dello sviluppo. E’ chiaro che la logica è sempre la stessa: consumare soldi, non a creare sviluppo.

Non c’è stato un convegno sul “CHE FARE?”, veniamo attratti solo da discussioni sul “CON CHI ANDARE?”, per essere eletto o nominato. Ogni tanto, per rincuorarmi, vado al

ragionamento, che ha portato alla nascita del Centro di ricerca Biogem di Ariano Irpino, frutto di una logica dinamica e lungimirante. I giornali locali hanno dato molto spazio ai dati indicativi delle posizioni occupate dalla nostra Provincia , per le diverse voci, nella classifica della qualità della vita. Ne richiamo alcuni: Pil pro capite 15.100 euro, 95° posizione; spesa sociale 17,7 euro pro capite,95° posizione; tasso occupazione giovani 35,9%, 80° posizione; importo pensioni 584,6 euro mensili , 80° posizione. La politica, ripeto, è uno strumento per fare migliorare le condizioni economico-sociali di un territorio, partendo dalla conoscenza delle risorse disponibili. Quale politico,finora, ha dimostrato di conoscerle. Ignorarle, non fa fare le conquiste concettuali necessarie ( Rossi-Doria), ma fa, solo, agitare e polemizzare. Negli ultimi 10 anni, cosa è stato ideato, progettato o posto in essere, per fare migliorare la qualità della vita, nel nostro territorio? Cosa è stato prodotto dalla Provincia, dalle Comunità Montane, dai Parchi, dall’ASI, dalla Città di Avellino, dai Gal, dai Piani di Zona, ecc? Abbiamo notato qualche esempio di buona volontà, ma si agitavano argomenti inefficaci, senza una capacità auto propulsiva. Alcune espressioni lette, mi facevano sorridere ( con rabbia): “Treno delle Castagne”, Treno turistico” o “Piantare alberi”. Gli scienziati, aspiranti amministratori dovrebbero sapere che il Lago di Conza era stato trasformato in un campo di Canottaggio; che il Teatro Gesualdo aveva ospitato Opere prodotte in Irpinia, con artisti irpini; che se il Teatro di Cesinali venisse trasferito ad Avellino ( locali del Convitto, già predisposti) ne trarrebbe vantaggio la Città e l’Irpinia; che è importante conoscere la differenza tra produrre e consumare cultura; che sarebbe positivo se qualche autore irpino venisse adottato nelle scuole irpine ; che i giovani laureati sono una risorsa e non dovrebbero essere costretti ad emigrare; che , nel 2001, fu costituito il Comitato Provinciale per lo Sviluppo. Ci sono altre idee, che hanno un grande potenziale, ma elencandole, si rischia di banalizzarle. Però, se uno le cerca, le può trovare. Se analizziamo le condizioni delle varie zone dell’Irpinia, troviamo indicazioni utili. Nei comuni delle zone che gravitano verso il napoletano e il salernitano non c’è riduzione del numero dei residenti, mentre, molti comuni dell’Alta Irpinia sono a rischio di estinzione demografica. Per molti economisti è importante la conoscenza dell’economia spaziale. Quanti amministratori hanno capito che il piano traffico è indicatore della qualità della vita cittadina? In città europee, si parla di traffico sincronizzato. Non faccio riferimento a ciò che andrebbe fatto in agricoltura, nell’artigianato e nell’innovazione, perché dovrebbe essere noto. Abbiamo avuto la fortuna di avere dei grandi pensatori, che hanno lasciato indicazioni e proposte, cadute nel dimenticatoio. Valgano per tutte quelle di Manlio Rossi-Doria. Secondo me, la prima cosa che bisognerebbe fare è “rottamare” la mentalità che si è dimostrata ottusa o borbonica. Einstein , nel 1905, sosteneva che i problemi non possono essere risolti dalla mentalità che li ha creati e Einaudi affermava “ Conoscere per programmare. L’ignoranza non crea sviluppo e non fa migliorare la qualità della vita.

Luigi Mainolfi

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