mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Marco Andreini:
Un’occasione mancata
Pubblicato il 07-12-2017


Caro Direttore,

appena avuta la notizia della rottura con Pisapia ho subito pensato di scrivere un pezzo perché  da molto tempo, troppo, solo l’Avanti! ormai  permette ai compagni, anche membri di seg nazionale di esprimere il loro pensiero e di farlo conoscere ai compagni.

E su questa vicenda io ritengo che il partito abbia precise responsabilità, nonostante vada di moda, come al tempo della rottura con Sel a Bagnoli, addossare tutte le colpe a quei cattivoni di comunisti.
Vede direttore noi siamo sempre capaci a guardare il nostro piccolo ombelico, siamo sempre capaci  di  rivendicare le nostre ragioni, ma ci attardiamo sempre poco a comprendere le ragioni degli altri.
Trovo preoccupante da parte nostra di non aver compreso che Campo progressista era un progetto vero che univa il civismo a un mondo ex Sel, che aveva decisamente rotto a congresso con Fratoianni e sinistra italiana, e noi avremmo dovuto fare passi veri verso un accordo politico senza dover chiedere ogni volta a Renzi il permesso. Per il sottoscritto è  facile, lo sostengo dal Congresso di Salerno, ma se si voleva davvero arrivare ad un accordo si doveva andare incontro alle ragioni degli altri, con cui si voleva dare una lista, che nel caso dello jus soli rappresentavano una nostra battaglia, non del Pd, del mondo socialista e radicale, e si doveva mettere in campo un vero rapporto tra le due aree.
E so di scrivere  a chi da anni ha lavorato per un accordo con il mondo radicale che doveva concretizzarsi all’Ergife. Il Psi ha dato l’impressione a tutti e probabilmente anche agli ex Sel di non avere la necessaria autonomia dal Pd, peraltro richiesta da svariate federazioni. Si è  mancato a mio parere volutamente proprio all’Ergife l’occasione di confrontarci tra posizioni diverse, infatti sono intervenuti tutti, Pisapia compreso, fuorché il Psi. Si è  privilegiato  contatti quasi riservati senza far crescere nel partito alcun vero interesse all’unico progetto politico che avrebbe dato un senso all’esistenza stessa del partito. É  indubbio che ora, chiuse tutte le strade ci verrà  riproposto lo stesso quesito in direzione del 2013 e io anticipo che  voterò  contro  questa ipotesi, perché una volta si può  anche sbagliare, ma come dice il proverbio perseverare è  diabolico.
Marco Andreini
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Commenti all'articolo
  1. Se l’intento di Andreini era quello di far conoscere ai compagni la sua posizione in merito alla rinuncia di Pisapia di fare un percorso con i Socialisti, i Verdi e i Radicali in supporto al P.D., non c’è riuscito. Poco male, l’importante che lui stesso sia convinto che la colpa della defezione di Pisapia, sia colpa del Partito Socialista, ovvero di Riccardo Nencini.
    Per l’amor di Dio, non mi paragono alla mente eccelsa di Andreini, membro della Segreteria e stratega sopraffino, mi scuso se non riesco ad interpretare il suo acuto pensiero, riesco però a riscontrare e interpretare a livello provinciale “S P ” l’intrecciarsi di accordi con nemici dichiarati di ieri, per tentare di impedire a giovani valenti e qualificati compagni, di prendere in mano le redini del Partito, soluzione indispensabile nell’ottica di un vero rinnovamento, per avere più credibilità nell’opinione pubblica e in prospettiva maggior consenso.

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