mercoledì, 17 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Uccidete non i socialisti, ma la verità
Pubblicato il 27-12-2017


Basta con la violenza sulla storia socialista. Assassini della verità, manipolatori interessati, ignoranti di professione che pullulano nella Tv di stato celebrano i settant’anni della Costituzione come atto congiunto “di cattolici, liberal democratici e comunisti”. Questo il giudizio della tv di stato. Il ribaltamento della storia, iniziato anche grazie alla gamba tesa della magistratura, ha condannato i socialisti e il loro luminoso percorso alla dimenticanza. Reagiamo con atti clamorosi ovunque noi siamo. Saragat era presidente della Costituente, a Nenni si deve la lotta senza indugio per la repubblica, a Basso interi articoli della Costituzione. Quando il testo fu approvato il partito socialista aveva il 20,6 per cento dei voti contro il 18 dei comunisti. Facciamo giustizia, con comunicati, proteste, mobilitazioni.

Non é la prima volta. Non sarà l’ultima. Tentano di cancellare non solo noi e i nostri leader storici, il loro messaggio politico, ma la verità. Aveva ragione Rino Formica che nel 1993 profetizzò: “Ci condanneranno non solo per i nostri torti, ma per le nostre ragioni”. Sono, costoro, non solo cecchini della storia socialista, ma contraffattori dell’intera storia democratica. Riprendiamole le nostre ragioni. Prima, essenziale. Pietro Nenni e il rinato Psiup, punto d’intesa tra il vecchio Psi, riunificato a Parigi nel 1930, e il Mup (Movimento per l’unità proletaria) di Lelio Basso, fu l’unico partito a porre gia nel 1943 la pregiudiziale repubblicana, mentre il Pci, dopo la svolta di Salerno del 1944, su ordine di Stalin, accettò di convivere con la monarchia. Per questo i socialisti non parteciparono al secondo (in realtà terzo dopo quello del 1921) governo Bonomi, al quale presero invece parte i comunisti.

La Dc di De Gasperi, in occasione del referendum del 2 giugno, non scelse la soluzione repubblicana, ma lasciò liberi i propri elettori. Senza i socialisti, senza la protervia di Pietro Nenni, come sarebbe andata a finire? Perché fu scelto Giuseppe Saragat come presidente della Costituente? La presidenza del Consiglio dopo la fine della guerra doveva essere assegnata a Pietro Nenni, dopo la parentesi Bonomi che, non dimentichiamolo, era stato uno dei più prestigiosi esponenti del Psi e poi del Psri, assieme a Leonida Bissolati e ad Angiolo Cabrini. La candidatura Nenni trovò ostilità sia nella Dc, sia nel Pci e si optò per Ferruccio Parri, un azionista senza un partito solido alle spalle. Anche per questo la presidenza della Costituente, dopo che le elezioni del 2 giugno avevano sancito la legittimità della guida democristiana del governo, De Gasperi era subentrato a Parri nel dicembre del 1945, venne assegnata a un socialista, col Psiup secondo partito italiano.

Solo per citarne alcuni riprendo il contributo di Lelio Basso, deputato alla Costituente, membro della Commissione dei 75 e di fatto autore degli articoli 3 e 49 del testo costituzionale. Ma vado oltre. E cito per tutti il voto contrario e convintissimo dei socialisti all’articolo 7 che trasferiva in Costituzione i Patti lateranensi. Quel voto fu espresso alle ore 2 del 25 marzo 1947 in sede di Assemblea Costituente. Purtroppo il contestatissimo ex articolo 5, poi trasformato in 7, passò per il voto favorevole di 350 costituenti contro 149. A favore 201 democristiani di De Gasperi, 95 comunisti di Togliatti e 54 tra qualunquisti di Giannini, liberali e isolati. Onore a quel voto e alla logica conseguenza che spinse sempre i socialisti a battersi per la laicità dello stato e a favore dei diritti civili. Di questa storia c’è da essere orgogliosi, cari giornalisti di stato prezzolati. Specchiate le vostre menti ingannatrici in quest’acqua limpida. Sulla repubblica e per la Costituzione nessun partito ha agito con la coerenza e la determinazione di quello socialista. I socialisti hanno fatto tanti errori, diceva Riccardo Lombardi, dei quali pentirsi, nessuno dei quali vergognarsi. La dimenticanza, per calcolo o per ignoranza, della nostra storia é invece un errore del quale vergognarsi. Anche se nessuno, alla fine, nemmeno arrossirà.

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Commenti all'articolo
  1. Perchè, ripeto, non affidare a Mauro la guida del Partito? In lui c’è cultura illuminista,amore per la laicità, passione socialista, visione del presente e del futuro, orgoglio delle origini e della storia del riformismo da Turati a Nenni, a Lombardi, a Saragat a Craxi. Se il Ministro Calenda propone l’Assemblea costituente per le modifiche statutarie è perchè la voce di Nencini è flebile, inascoltata. Siamo pochi è vero, ma anche mal rappresentati.

    • Il segretario é Nencini. E’ stato votato praticamente all’unanimità nei congressi di Montecatini, Venezia, Salerno e Roma. Io sono direttore dell’Avanti e penso di esprimere il meglio di me in questo ruolo. Grazie per la stima, ma non fa per me.

  2. Il difetto é il solito, finche i socialisti svolgono il ruolo di palafreneiri dei comunisti e dei loro eredi saranno sempre ignorati o trattati da minus habens. Quando la politica dei socialisti veniva dettata da Bettino Craxi, le cose andavano in modo diverso. I socialisti erano rispettati sia politicamente che storicamente. perché Craxi non si é mai fatto mettere in testa i piedi dai comunisti, non ha mai fatto il loro servo. “Mais après Lui, le déluge”. Dopo la segreteria Boselli e con la segreteria Nencini ci meravigliamo che non venga ricordato l’apporto che i socialisti hanno dato alla stesura della Costituzione Repubblicana?. Ognuno ha la visibilità che si merita e i socialisti senza coglioni, senza Craxi, hanno questa visibilità, contento Nencini, contenti tutti, ma poi Del Bue non si lamenti.

    • Ecco il solito commento che trovo sbagliato. Due gli errori da matita blu. Il Psi di oggi non é e non può essere il vecchio Psi. Parlare di quest’ultimo e tirare in ballo Craxi significa aver vissuto 25 anni sulle nuvole. Secondo errore. Il mio appello non è rivolto all’attuale Psi, ma a tutti coloro che ritengono non sia accettabile cancellare la storia socialista dalla storia d’Italia. Fosse un problema solo del cosiddetto Psi di Nencini avremmo già perso.

  3. Carissimo Mauro
    Fai bene, e occorre continuare, a denunciare sull’Avanti l’assassinio della Storia socialista da parte dei mezzi d’informazione, tra cui la RAI, a cui paghiamo il canone come servizio pubblico, è l’autrice più vergognosa di quest’operazione della cancellazione della Memoria Socialista.
    Ma potresti informarci quali azioni e denunce serie sono state o vengono compiute dalla nostra Direzione e dai nostri parlamentari per non ridurre al solo Avanti queste denunce???
    Riformulo alcune proposte, di cui alcune ho già avanzato in passato:
    – Organizzare un sit-in di protesta nei locali della RAI
    – Raccolta di firme presso tutte le Sezioni socialiste d’Italia da inviare al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle due Camere parlamentari, ai Senatori a vita, al Consiglio di Amministrazione della RAI, ad Enrico Mentana (ex dirigente della FGS) e ad altri che riterrai opportuno
    – Reclamare due settimane nei locali del Parlamento da dedicare ai Padri della Patria socialisti (quali Nenni, Saragat e Pertini) alla stregua di quanto è stato fatto per 2 settimane per Togliatti
    – Studiare con alcuni legali di Area socialista quali azioni intraprendere per questo vuoto di Memoria, compreso un esposto per invitare gli iscritti al PSI ad essere esentati dal pagare il canone alla RAI
    Ti ricordo che in sede politica i nostri maggiori detrattori e avversari militano nel PD a cui nelle prossime elezioni dovremo versare il nostro contributo elettorale (Vedi Veltroni e vari ex DC)
    Colgo l’occasione per augurarti assieme ai cari compagni della Redazione e ai lettori dell’Avanti gli auguri di ogni bene per il 2018.
    Un forte abbraccio da Nicola Olanda

  4. Carissimo Mauro,
    Il tuo editoriale è lineare,meritevole e veritiero. Scrivi molto bene, ed il tuo posto è questo. Con stima ed affetto e con gli Auguri più cari
    Alberto Franci
    Università di Urbino

  5. Stamattina sul primo canale di Radiorai un’ora di “Radio anch’io” dedicata ai settanta anni della Costituzione. Il conduttore e i suoi ospiti in linea sono stati capaci di parlare per mezz’ora senza mai nominare il Partito Socialista e Nenni. Dimenticato o quasi anche Saragat. La parola socialista si è udita solo due volte, in una registrazione di una vecchia intervista di Nilde Jotti e in un passaggio dell’intervento di Giordano Guerri che ricordava il trentanove per cento di “socialcomunisti” in Assemblea Costituente. Disgustato, ho preferito ignorare la seconda mezz’ora di programma.
    Saluti e buon anno a tutti. Mario.

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