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Opinioni e commenti
 

Una battaglia socialista: il fine vita
Pubblicato il 05-12-2017


E’ una battaglia socialista. Rientra nella migliore tradizione di lotte per i diritti civili che ha visto il Psi di Loris Fortuna all’avanguardia nell’approvazione delle leggi sul divorzio e l’aborto e nelle rispettive vittorie referendarie. Dopo aver deliberato sulle unioni civili questo Parlamento darà adesso attuazione alla legge sul fine vita, gia approvata alla Camera e finalmente calendarizzata al Senato. Sul testo uscito da un ramo del Parlamento, e seguito in particolare dalla nostra Pia Locatelli che ha saputo inserirvi un marchio socialista, c’é un largo consenso che va da Liberi e Uguali (Mdp più Si), al Pd, al Psi, ai Cinque stelle. Fino a dopodomani si potranno presentare emendamenti. Quelli finora esistenti vertono in modo particolare sulla vexata qaestio della nutrizione e delll’idratazione artificiali.

Il blocco della Chiesa sul divieto di sospendere quelle che non considerava terapie, ma necessarie forme di sostentamento ai fini di evitare lo sconfinamento nell’eutanasia, é stato oggi dalla stessa Chiesa parecchio ammorbidito. Oltre alle dichiarazioni del papa nella Nuova Carta degli operatori sanitari uscita lo scorso febbraio il Pontificio Consiglio ha sostenuto che nutrizione e idratazione rientrano tra “le cure di base (non terapie) dovute al morente in quanto persona quando non risultino troppo gravose o di nessun beneficio”. Antonio Spagnolo, direttore del centro di bioetica dell’Università Cattolica, nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero della rivista internazionale Medicina e Morale osserva: “Le due modalità potrebbero essere gravose. Non ha pertanto alcun significato eutanasico considerare la possibilità di non continuarle e non è corretto fare affermazioni generiche o categoriche per tutti i casi”.

Siamo dunque lontani dalle scomuniche dei tempi di Eluana Englaro, dai dictat che d’Oltretevere venivano impartite al governo Berlusconi indotto a tentare la folle carta del decreto contro la morte, in sfregio alla volontà del padre Beppino, che interpretava quella della figlia, o dalla crudele indisponibilità alla presenza di un prete alle esequie di Welby dopo la decisione di por fine alle sue atroci sofferenze. Eppure dei duecento emendamenti la maggior parte riguarda questo argomento e cioè se nutrizione e idratazione artificiali siano da considerare terapie e semplici attività di sostegno biologico. Ci saranno senatori ancora più dogmatici di quanto non sia oggi il Vaticano? Dopo le aperture che provengono dalla Chiesa é probabile. Resta la soddisfazione per un’altra battaglia di libertà e di laicità che ormai pare intravvedere la luce. Non é stata una legislatura inutile anche per questo. L’Italia diventa, con la legge sia pure assai moderata, sulle unioni civili, e in previsione della fumata bianca sul testamento biologico, più libera, più umana, più europea.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore, condivido largamente tranne che su un punto relativo al “caso Englaro”: non è esistita una ‘volontà del padre Beppino che interpretava quella della figlia’ bensì la sola volontà del padre. Di quella della figlia non sapremo mai nulla.
    Cordiali saluti da Budapest, Mario Mosca.

  2. Non riesco a comprendere come si possa dubitare della piena fedeltà di Beppino Englaro, un papà pieno di amore per la figlia, alla volontà espressagli da Eluana. Englaro ha combattuto una lunga e coerente battaglia in nome di lei, da socialista e da uomo libero. L’ho conosciuto bene e merita tutta la nostra riconoscenza.

  3. Non è questione di dubitare o meno di Englaro, è questione che una persona in coma non può esprimere opinioni. Credo che questo sia un punto importante da tenere presente nel legiferare su questo tema delicatissimo.

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