giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Vecchie nostalgie e nuovi scenari. Arrivano i Comunisti
Pubblicato il 07-12-2017


ferrandoSi avvicinano le elezioni e come sempre arrivano le sorprese. In un Paese dove la crisi politica si fa sentire forte, il primo sintomo è la radicalizzazione politica unita a una buona dose di nostalgia: è avvenuto nelle ultime tornate elettorali europee, sta avvenendo anche in Italia. Insieme al ritorno di partiti xenofobi e apertamente neofascisti, come Casapound, ad affacciarsi sulla scena elettorale è l’altra faccia della medaglia ideologica: i comunisti.
Marco Ferrando, portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori e referente italiano del Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale ha annunciato il nome della lista e del simbolo che il Partito comunista dei lavoratori (Pcl) lancia assieme a Sinistra classe rivoluzione (Scr) alle prossime politiche. Si chiamerà “Per una sinistra rivoluzionaria” e presenta la falce e il martello nel simbolo rimosso da Occhetto.
sinistra rivoluzionariaNonostante la poca risonanza nelle ultime elezioni il partito di Ferrando ottenne lo 0,26% alla Camera e lo 0,37% al Senato, anche se non è riuscito a conquistare nessun seggio. Tuttavia oggi con la sinistra sempre più spaccata e con i malumori della base di Sinistra Italiana, questa costola trotzkista di Rifondazione comunista, potrebbe attrarre più lettori di quanto si pensi. Non a caso l’appello di Ferrando è rivolto proprio a chi non condivide la scelta di Frantoianni e co. di costituire un’alleanza con a capo Grasso: “Quella lista comprende un personale dirigente che non solo ha distrutto la sinistra politica in Italia, a partire dallo scioglimento del Pci, ma ha diretto le gigantesche privatizzazioni degli anni ’90, ha precarizzato il lavoro (a partire dal pacchetto Treu), ha infine votato tutto il peggio dei governi Monti, Letta, Renzi, inclusa la soppressione dell’articolo 18. In poche parole ha picconato la libertà e l’uguaglianza a danno di chi lavora. Il fatto che si chiamino ‘Liberi e Uguali’ dimostra solamente che il trasformismo non ha confini, la faccia tosta neppure”. Non mancano poi le critiche alla lista civica della Falcone e di Montanari, per Ferrando si tratta solo di
“un sipario, una mascheratura civica dietro cui si lavorava per ricomporre tasselli della cosiddetta sinistra riformista, subordinata agli interessi delle classi dominanti”.
L’appello del leader del Pcl è quindi verso ‘i duri e puri’ del vecchio stampo comunista, ma precisa: “L’obiettivo centrale è quello di usare anche la tribuna elettorale per ricostruire una coscienza politica di classe e anticapitalistica tra i lavoratori e gli sfruttati”.
Tuttavia per la ‘rivoluzione’ manca il tassello istituzionale: per la legge elettorale servono almeno 50mila firme, un obbligo per tutte le formazioni che non sono già in Parlamento.

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