mercoledì, 17 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

NESSUNA INTESA
Pubblicato il 15-12-2017


gentiloni tusk

“Non siamo a un’intesa e neppure alla vigilia di un’intesa” sulla riforma delle regole di Dublino: così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al termine del Vertice Ue, sottolineando come sulla questione della ricollocazione dei migranti resti “un’indisponibilità a nostro avviso inaccettabile di alcuni Paesi, in particolare i Visegrad, a rispettare le decisioni prese”.

Posizione, quella dell’Italia, condivisa dalla Germania (“non posso accettare che ci sia solidarietà in molte aree ma in altre no” ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel) mentre secondo il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk “la questione delle quote obbligatorie resta contenziosa anche se la temperatura è scesa significativamente”. In precedenza, il premier Gentiloni aveva sottolineato come si sia registrato un “passo avanti su quella che viene definita la dimensione esterna, cioè il rapporto tra flussi migratori che attraversano il Mediterraneo e l’azione dell’Unione europea. Credo che l’iniziativa italiana di questi mesi sia stata apprezzata in modo molto rilevante, ed è importante che sia apprezzata dai leader dei governi dei più diversi orientamenti”. Però, avverte il presidente del Consiglio, “c’è uno scoglio nella nostra discussione, in quella che si definisce la dimensione interna: le regole di Dublino, i confini interni tra i Paesi europei. Su questo non siamo riusciti in questa lunga riunione a superare le resistenze dei Paesi del gruppo di Visegrad, che rifiutano la decisione che pure è stata presa di obbligatorietà delle quote: la mia speranza è che i successi nella lotta al traffico di esseri umani e quindi la riduzione dei flussi irregolari rendano il clima sulla discussione delle regole interne più semplice”.

“Non ci siamo ancora – aggiunge il premier – è un lavoro che deve proseguire e che non possiamo tradurre in un avallo alla posizione di chi non vuole applicare le regole europee: aperture a considerare un optional le regole europee sulla rilocation dei migranti non sono condivise dall’Unione europea”.

“L’obiettivo – ha aggiunto Gentiloni – deve essere quello di raggiungere un consenso, proprio la vicenda delle rilocation ci dimostra che non sempre le decisioni prese senza consenso vengono rispettate: considero un’arma estrema quella di ricorrere a un voto di maggioranza. L’Italia deve fare, come credo faranno la Francia e la Germania, ogni possibile sforzo per arrivare a una soluzione consensuale e bisogna provare a farlo entro quest’anno, facendo un passo avanti a giugno ed arrivando a concludere entro la fine dell’anno”. Se resta lo stallo sulla questione migranti, nel corso del Vertice invece i leader dei 27 hanno dato l’ok a passare alla seconda fase dei negoziati sulla Brexit: due anni di transizione, durante i quali resteranno in vigore tutte le norme dell’Unione europea. Per la premier britannica Theresa May si tratta di un “passo importante sulla strada per realizzare una Brexit liscia e ordinata”. “Credo che nessuno nasconda che la seconda fase che inizia adesso sarà molto complicata” ha detto invece Gentiloni, aggiungendo che pur essendo stata apprezzata la buona volontà del governo britannico “la fase di transizione non sarà un regalo alla controparte”.

Redazione Avanti!

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