lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

MALA GESTIO
Pubblicato il 19-12-2017


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Nessuna pressione, nessuna interferenza. Il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco, in audizione alla Commissione d’inchiesta sulle banche, chiarisce il comportamento del sottosegretario Maria Elena Boschi sul caso Banca Etruria e sorprende tutti, ma nello stesso tempo, mette in forse l’operato dell’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Da quando riferito da Visco dalla Boschi “ci fu una richiesta legittima di interesse sulla questione, per le ripercussioni sul territorio” della crisi del credito. Panetta riferì “a me e al dg Rossi dei brevi colloqui”, nei quali “non ci fu richiesta di interventi e non si parlò di questioni di vigilanza”. Il governatore ha aggiunto che Maria Elena Boschi “non effettuò alcune sollecitazione di alcuna natura su Etruria nè chiese informazioni riservate e sottolineò la stima per la Banca d’Italia anche se l’azione di quest’ultima avrebbe comportato sofferenze per la sua famiglia”. Il governatore, rispondendo alle domande dei commissari, ha assicurato di aver parlato “solo con il ministro dell’economia delle questioni della vigilanza bancaria”. “Ci fu – ha aggiunto – la manifestazione di interesse e dispiacere per la crisi che una banca così poteva avere sul territorio. Pressioni? No, prese cum grano salis di persone mature per cui di queste cose non si parla”.
Invece a porre domande in merito fu Matteo Renzi che nei suoi incontri nel 2014 con il governatore di Bankitalia “certamente una domanda la fece” in merito alla questione di Banca Etruria, “e io non risposi. Dissi che di banche in difficoltà io parlo solo col ministro dell’Economia”.
Tuttavia il segretario dem si è sentito sollevato dalle affermazioni fatte in merito: “Ringrazio molto il governatore Visco per le parole di apprezzamento che ha rivolto al mio Governo nella sua audizione”, ha scritto in una nota Renzi. “Mi fa
piacere – ha aggiunto – che fughi ogni dubbio sul comportamento dei ministri. Nessuno di loro ha mai svolto pressioni ma solo legittimi interessamenti legati al proprio territorio: attività istituzionalmente ineccepibile. Ringrazio dunque Visco che mette la parola fine a settimane di speculazione mediatica e di linciaggio verbale verso esponenti del mio Governo”.
Tuttavia la questione nonostante le rassicurazioni sull’operato della Boschi è stata subito una catapulta per attacaccare sia l’esecutivo che il segretario del Pd da parte dei cinquestelle, con Di Maio che punta il dito contro Renzi e la lega che promette un super controllo. “Con il nostro governo riporteremo Bankitalia sotto il controllo statale- scrive su twitter il leader della Lega, Matteo Salvini- Vergognoso che ci siano 7.000 dipendenti pagati in media 85 mila euro all’anno per non vigilare. E il presidente Visco dov’era? Perché l’hanno riconfermato?”.
Tuttavia va precisato che in quello che è ormai il caso politicamente più caldo Visco ha tenuto a difendere, in una memoria introduttiva, il lavoro svolto da Bankitalia, al centro della polemica politica, accusata dal Pd sia nei giorni del suo rinnovo, a fine ottobre, sia poi in commissione di non aver vigilato a dovere. Non è un caso che mentre viene ‘scagionata’ Maria Elena Boschi, Visco gela con la sua dichiarazione Renzi, il primo che lo aveva attaccato e che aveva dichiarato pubblicamente di non condividere la sua riconferma a Bankitalia da parte dell’attuale Presidente del Consiglio, Gentiloni.
Il governatore ha difeso a spada tratta la sua gestione e infatti precisato che già 2012 era stato lanciato un allarme sul peggioramento della qualità del credito, e ha sottolineato che “in oltre 120 anni di storia della Banca non ci risulta vi sia mai stato un ispettore che nell’esercizio della propria funzione si sia reso colpevole di omessa vigilanza, o sia stato condannato per corruzione o concussione”. “A determinare l’evoluzione del sistema finanziario italiano non è stata una vigilanza disattenta ma la peggiore crisi economica nella storia del nostro paese. La “mala gestio” di alcune banche, comunque, c’è stata e l’abbiamo più volte sottolineato; le gravissime condizioni dell’economia hanno fatto esplodere le situazioni patologiche”, ha detto il governatore davanti alla commissione, sottolineando come tra le banche italiane “vi sono ancora debolezze e casi di difficoltà lascito degli anni di pesante recessione: le stiamo affrontando con il Governo, con le altre autorità nazionali ed europee, con gli amministratori degli intermediari interessati, con altre banche e con investitori”.

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