Nasce il comitato insieme per Ravenna

Nasce il comitato insieme per Ravenna. Tra i firmatari: Daniele Perini, candidato capolista alla Camera; Cristina Orsi, candidata alla Camera; Livia Santini, candidata al Senato; Renzo Angeli, dirigente settore volontariato; Massimo Corbelli, Presidente provinciale AICS; Lorenzo Corelli, Segretario provinciale Psi; Luigi Dadina, regista ed attore Teatro delle Albe; Federico Facchini, studente lavoratore Russi; Paolo Galletti, co-portavoce regionale dei Verdi; Dino Guerra, dirigente settore sanitario; Alfredo Liverani, funzionario di banca; Mauro Maraldi, Presidente Consiglio territoriale Ravenna centro; Marco Martinelli, regista Teatro delle Albe; Luigi Neri, Dirigente Scolastico del Liceo Torricelli-Ballardini Faenza.

Insieme unisce socialisti, verdi e civici in una lista di ispirazione ulivista che nasce dalla messa in comune di storie ed esperienze politiche consolidate come quelle dei riformisti e degli ambientalisti con le tante realtà civiche del territorio.

Questa lista, nata per le elezioni politiche del 2018, ha come bussola la sostenibilità – ambientale, sociale ed economica – con l’obiettivo di favorire l’unità del centrosinistra che non si esaurisce nel Pd, ma è uno spazio molto più ampio, e di costruire un progetto di benessere e uguaglianza, raccogliendo il consenso su riforme indispensabili per rendere il nostro un Paese moderno e giusto.

Le risposte date alla crisi globale – politica, economica, climatica e sociale – che ha colpito l’Italia e l’UE in questi anni, hanno destabilizzato la nostra democrazia e minato il benessere, l’ambiente, la salute e i posti di lavoro, e ristretto le prospettive di uno sviluppo economico sostenibile alla portata di tutti.

È perciò necessario:

1. costruire un’alternativa seria e tranquilla all’ascesa della destra e delle forze politiche populiste che sanno cogliere il voto di protesta, ma non sanno governare;

2. dare risposte alla pericolosa e costante crescita degli squilibri economici, allo svuotamento del ruolo sociale del lavoro, alla disgregazione della classe media, alla disattenzione con la quale si trattano i temi dei cambiamenti climatici e del degrado del territorio e dell’ambiente, all’irresponsabile noncuranza con la quale si sprecano talenti e competenze, alla perdita di senso civico;

3. far sì che il grande progetto di un’Europa unita non sia un’utopia, ma uno strumento di democrazia, pace, diritti, qualità della vita e valorizzazione delle diversità;

4. contrastare ogni tentazione di preferire all’unità del centrosinistra, dentro e fuori dalla coalizione con il Pd, un disegno neo centrista.

Questi gli impegni con cui ci candidiamo al governo dell’Italia nella coalizione di Centrosinistra.

Ma solo l’ampiezza del consenso elettorale alla Lista insieme potrà darci la forza necessaria a rappresentarli e difenderli.

Per aderire: insieme.per.ravenna@gmail.com

FGS Cosenza
Bene la candidatura di Francesca Rosa D’Ambra

Esprimiamo profonda soddisfazione per la candidatura nella lista Insieme di Francesca Rosa D’Ambra, commissario regionale e vicesegretario nazionale della FGS.
Siamo felici che il Partito Socialista abbia tenuto conto del contributo della nostra organizzazione giovanile e siamo convinti che la campagna elettorale che svolgeremo nel centrosinistra sia anche una ottima occasione di rilancio per la nostra organizzazione. La candidatura di D’Ambra è la sintesi della migliore espressione del mondo giovanile e della politica che vede protagoniste le nuove generazioni.
In un epoca di disaffezione verso la politica e di sfiducia profonda nelle istituzioni crediamo che possa apportare un fattivo contributo nel modo di fare politica e un valore aggiunto per le sue competenze ed esperienze. Siamo convinti che gli elettori apprezzeranno la squadra messa in campo dai socialisti e dalla lista Insieme capeggiata dal Segretario Regionale PSI, Luigi Incarnato alla camera dei Deputati e da Agostino Chiarello al Senato.
Inoltre, salutiamo con compiacimento la candidatura del compagno Gerry Rubini, dirigente storico della FGS Calabrese, anch’esso in lista.

Come cambiano le pensioni. A riposo più tardi ma con il portafoglio più gonfio

Età e scatti

COME CAMBIANO LE PENSIONI

In quiescenza più tardi ma con il portafoglio più gonfio. E’ quanto emerge dai dati sui flussi di pensionamento del 2017, confrontati con quelli dell’anno precedente, diffusi dall’Inps. Dall’ultimo monitoraggio dell’Istituto di previdenza risulta che gli assegni erogati l’anno scorso sono aumentati del 7,1%, passando dai 970 euro del 2016 ai 1.039 del 2017. E’ salita anche l’età media di decorrenza, pari a 66,7 anni nel 2017 invece dei 66,4 anni del 2016.

Scatti – Sono aumentati del 7,1% gli importi medi delle pensioni liquidate nel 2017, passando dai 970 euro del 2016 ai 1.039 euro del 2017. Per la prima volta, dunque, l’importo medio dei nuovi assegni ha superato i mille euro. Nel dettaglio, si va dai 2.275 euro al mese per le pensioni di anzianità dei lavoratori dipendenti ai 239 euro delle pensioni di vecchiaia dei lavoratori parasubordinati. Tra le due categorie, gli artigiani e i commercianti, con pensioni di vecchiaia rispettivamente pari a 842 euro e 927 euro.

Età – L’età media di decorrenza è aumentata di tre mesi, passando dai 66,4 anni del 2016 ai 66,7 dell’anno scorso. Sembrano soglie alte ma che, in realtà, subiscono l’influenza delle pensioni di reversibilità, concesse quest’anno a un’età media di 75 anni. Per questo motivo l’Inps sottolinea che “per il 2017 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità per la pensione anticipata, sono rimasti immutati rispetto al 2016, anno quest’ultimo che aveva invece visto l’aumento di tutti i requisiti rispetto all’anno precedente di 4 mesi per effetto dell’incremento della speranza di vita e di ulteriori 18 mesi e 12 mesi rispettivamente per le lavoratrici dipendenti ed autonome”.

Nel dettaglio, l’età di decorrenza per le pensioni di vecchiaia l’anno scorso è stata di 66,6 anni per gli uomini (come nel 2016) e di 64,8 per le donne (invece dei 64 anni dell’anno precedente) mentre le pensioni di anzianità sono scattate a 61,2 anni (61 nel 2016) per i lavoratori e a 59,9 per le lavoratrici (59,6 nel 2016). L’età per gli assegni di invalidità è invece rimasta invariata per gli uomini, attestandosi a 53,8 anni, mentre per le donne è aumentata dai 51,6 anni del 2016 ai 51,8 anni del 2017.

Numeri – E’ aumentato del 6,2% il numero di pensioni liquidate nel 2017, passando dalle 486.076 del 2016 alle 516.706 dell’anno passato. In aumento anche quelle di vecchiaia, pari a 155.592 rispetto alle 125.436 del 2016 (+24% ) mentre quelle anzianità/anticipate sono ammontate a 140.193 rispetto alle 120.371 dell’anno precedente (+16,4%). In calo invece le pensioni di invalidità – che passano dalle 51.424 del 2016 alle 41.432 del 2017 – e quelle ai superstiti, pari a 179.489 rispetto alle 188.848 dell’anno precedente.

Sono poi aumentate nel 2017 le liquidazioni di pensioni sopra i 3mila euro, passate dalle 16.015 del 2016 alle 20.041 certificate al 2 gennaio 2018. In calo invece le pensioni sotto i 500 euro, pari nel 2017 a 40.505 contro le 47.268 registrate nell’anno precedente; mentre salgono a 46.309 rispetto alle 43.701 registrate nel 2016 le pensioni tra i 1.000 e i 1.500 euro, così come aumentano a 34mila (rispetto alle 29.700 dell’anno precedente) quelle da 1.500 a 2.000 euro e le pensioni fino a 2.999 euro pari a 32.958, rispetto alle 28.910 del 2016.

Inps

PENSIONAMENTI 2018 DEL COMPARTO SCUOLA

Il decreto ministeriale 919 del 23 novembre 2017, relativo alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2018, ha fissato al 20 dicembre 2017 il termine finale per la presentazione ovvero la revoca da parte di tutto il personale del Comparto Scuola, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio con effetti dal 1° settembre 2018. Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici è fissato invece al 28 febbraio 2018.

La circolare 4 descrive le istruzioni operative per la predisposizione delle posizioni assicurative propedeutiche al pensionamento del personale del Comparto. A tale riguardo la circolare raccomanda la massima collaborazione tra il personale Inps e il personale Miur.

Consulenti lavoro

CHIARIMENTI E ANTICIPAZIONI SU AGEVOLAZIONI ASSUNZIONI GIOVANI

La Legge di Bilancio 2018 riscrive il quadro delle agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato, le conversioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato e le prosecuzioni dei contratti di apprendistato in un rapporto a tempo indeterminato.

La circolare numero 3 del 2018 della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro analizza queste novità, approfondendo le diverse condizioni previste per fruire degli sgravi, e fornisce alcune ipotesi sul provvedimento Anpal per le assunzioni nelle regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) che potranno riguardare, non solo i giovani, ma anche i soggetti privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

In particolare, l’agevolazione effettuata nelle suddette regioni può essere incrementata, limitatamente al 2018, fino al 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, sempre con esclusione dei premi INnail, ma fino ad un massimo di 8.060 euro annui. Occorre ora attendere apposito provvedimento attuativo dell’Agenzia che indichi requisiti, modalità e condizioni per fruirne.

Anpal-Manageritalia

INTESA SU ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Avvicinare il mondo delle scuole e quello delle aziende, indirizzare e arricchire la formazione scolastica con le competenze richieste dal mondo del lavoro. E’ questo l’obiettivo della convenzione firmata recentemente tra Anpal Servizi e Manageritalia e presentata a Roma in occasione dell’evento ‘Un caffè con… manager imprenditore’.

L’intesa è finalizzata a migliorare i percorsi di transizione dall’istruzione al lavoro dei giovani studenti, attraverso il coinvolgimento di imprese e istituti scolastici in un processo formativo continuo, congiunto e virtuoso che vede i manager fare da ponte. Alla base dell’accordo c’è ‘Food4minds’, l’iniziativa di Manageritalia volta a migliorare la sinergia scuola/mondo del lavoro e ad avere lavoratori e cittadini più vicini a quello che mercato e società chiedono oggi.

Gli interventi previsti andranno a incidere in particolare su tre ambiti specifici: la formazione dei tutor di Anpal Servizi sul modello ‘Food4Minds’ e ulteriori attività di informazione e comunicazione che i due soggetti riterranno utili per rafforzare i processi di transizione; la diffusione da parte dei tutor di Anpal Servizi del modello ‘Food4Minds’ nelle scuole che aderiranno al programma; il coinvolgimento dei manager – associati a Manageritalia – sia per favorire l’ospitalità dei giovani nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, sia per portare nelle scuole le conoscenze e le esperienze del mondo del lavoro e dell’impresa.

La convenzione – che resterà in vigore fino al 31 luglio del 2020 – “è un esempio di contaminazione e di valorizzazione delle esperienze a costo zero”, ha spiegato il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte, nel suo intervento illustrativo nella sede di Manageritalia. L’evento inaugurale è stato, inoltre, l’occasione per parlare di una possibile collaborazione tra Anpal e Manageritalia nell’ambito della ricollocazione dei manager che perdono il lavoro. Un problema che esiste e che va affrontato con politiche attive adeguate visto che – stando proprio ai dati di Manageritalia – ogni anno il 20% dei dirigenti (circa 4 mila) esce dal contratto.

In tal senso, le migliori “opportunità -ha aggiunto Del Conte- nascono dal confronto e da una collaborazione strutturale in grado di valorizzare la professione dei manager in accordo con le istituzioni”. E’ allora necessario, ha proseguito, “costruire una rete strategica per diffondere le esperienze di ricollocazione di maggior successo, con l’obiettivo di replicarle in maniera sistematica e in contesti territoriali diversi”.

“La collaborazione con Anpal -ha detto Guido Carella, presidente Manageritalia- è una grande opportunità per valorizzare e mettere al servizio del Paese le competenze dei manager. Sul primo fronte utilizzando l’esperienza di successo fatta con ‘Food4minds’, dove i manager sono ponte tra il mondo del lavoro e la scuola per portare le competenze richieste oggi sul mercato. Nel caso delle politiche attive per il lavoro dei manager per non disperdere un patrimonio di professionalità oggi indispensabili a tante nostre aziende per competere. Questo dimostra che le sinergie con il pubblico sono una delle strade maestre per gestire un contesto in continuo cambiamento”.

Carlo Pareto

Firenze. 1 febbraio presentazioni della Lista Insieme

Firenze, giovedì 1 febbraio, alle ore 11, 30 presentazione candidati. Presso Giubbe Rosse, in piazza della Repubblica 13,  si terrà la conferenza stampa di presentazione dei candidati e del programma di ”Insieme”, lista di ispirazione ulivista che racchiude socialisti, verdi e civici prodiani e che correrà alle elezioni del prossimo 4 marzo in coalizione con il centrosinistra. Parteciperanno alla presentazione il segretario del Psi e vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Riccardo Nencini, candidato nel collegio uninominale al Senato di Arezzo e Siena, il segretario regionale socialista della Toscana, Graziano Cipriani, e la segretaria provinciale, Silvia Colombo.

Il paracadute

Nel sistema uninominale a un turno (Regno unito) o a due turni (Francia) chi arriva primo vince e gli altri stanno a casa. Perfino nell’Ircocervo del Mattarellum (3/4 con collegi uninominali maggioritari e un quarto di correzione proporzionale con sbarramento al 4%) nel collegio chi perdeva stava a casa. D’altronde essendo due le forme di voto due erano i voti previsti. Col Rosatellum si é stabilito il voto unico con due forme diverse di voto (una di collegio uninominale maggioritario e una di collegio plurinominale proporzionale con sbarramento al 3%). Alla prima é assegnato un terzo dei seggi da eleggere alla Camera e al Senato, alla seconda due terzi.

Così, nella scheda, enorme, troveremo i simboli della liste proporzionali con vicino, e ripetuto per liste coalizzate, il candidato al collegio uninominale e di fianco le liste plurinominali del proporzionale. Con un voto unico prendi tutto. E se non vuoi votare il candidato dell’uninominale devi votare un’altra lista. Non puoi votare solo la lista proporzionale, non puoi ovviamente votare solo il candidato di collegio. Voti uno e prendi due. Se voti due prendi zero. Cioè ti annullano il voto. Lasciamo stare la probabile incostituzionalità di questa scelta che potrebbe portare ad una distorsione della volontà dell’elettore, e aggiungiamo che uno sbarramento nazionale al Senato appare di difficile assonanza col dettato costituzionale che all’articolo 57 prevede una sua elezione “su base regionale” e veniamo al punto.

Per ovviare alla mancata elezione dei candidati nei singoli collegi le liste, parlo del Pd e di Forza Italia soprattutto, hanno inventato il paracadute. Ovvero una forma di atterraggio che permetta l’arrivo anche in caso di abbattimento dell’aereo. Non si era mai visto. Soprattutto perché se il candidato di collegio diciamo (ma non lo pensiamo) che viene scelto dall’elettore, quello del proporzionale invece no, visto che le liste sono bloccate. Dunque oggi avremo il candidato che si presenta per essere eletto nel collegio e se non viene eletto sarà nominato. In barba alla logica della rappresentanza e del potere del popolo. E anche alla logica del collegio uninominale, che viene sostituito dal collegio duale, dove il primo passa e il secondo forse anche. Se é stato paracadutato. Viva il paracadute e abbasso la democrazia.

Prodi: “Sono da sempre per la logica di coalizione”

romano-prodi

Chiuse le liste, la campagna elettorale assume subito i toni dello scontro. Ma il campo di battaglia vede schierate le truppe del centro sinistra contro quelle di Liberi e Uguali. A fronteggiarsi sono Romano Prodi e Pietro Grasso. Il Professore conferma che voterà il centro sinistra, ma aggiunge che non si riferisce a quello rappresentato da Pietro Grasso e Leu. Gli ex del Partito Democratico non mai citati direttamente, ma chiamati in causa quando l’ex premier sottolinea che chi è fuori dal centro sinistra “non lavora per l’unità”. “Da sempre – ha aggiunto Prodi – sono per la logica di coalizione”, Parole che suonano come schiaffi a Pier Luigi Bersani e Pietro Grasso. Il presidente del Senato assicura che mai accetterà di stare in coalizione con un partito che si dice di centro sinistra, il Pd, ma chiede ai bolognesi di votare Pierferdinando Casini. Un partito, aggiunge, che fa piazza pulita della minoranza interna e che si fa votare una legge elettorale ricorrendo a otto fiducie.

La scelta dell’ex presidente del Consiglio era nota. Prodi, d’altra parte, si era speso come mediatore alla ricerca di un accordo per costruire quel campo largo del centro sinistra che tenesse insieme Carlo Calenda e il Pd, Giuliano Pisapia e Movimento democratico e progressista di Bersani, prima ancora della nascita di Leu. Tentativo per il quale il segretario del Pd aveva dato carta bianca a Piero Fassino, ‘padre nobile’ del Pd proprio come Prodi. Un lavoro che ha prodotto l’alleanza fra Pd, +Europa – a sua volta frutto del patto tra Emma Bonino e Bruno Tabacci – e Insieme, la lista verde-prodian-socialista di Angelo Bonelli, Giulio Santagata e Riccardo Nencini. È lo stesso segretario del Psi Nencini che risponde a Grasso: “Della ‘finta’ coalizione di cui parla Grasso rispondendo a Prodi fanno parte, assieme a chi scrive, parlamentari che hanno votato e poi difeso il presidente del senato dagli innumerevoli attacchi scriteriati dei grillini. È un fatto che Liberi e Uguali sia fuori dal centro sinistra. Siccome a Bologna non vincerà Errani – conosco la sua bravura ma non credo nei miracoli – meglio un leghista di Casini, presidente Grasso?”. Nencini ha parlato anche del programma della Lista Insieme. Tra i punti toccati quello di “un nuovo piano casa a sostegno delle famiglie in condizioni di bisogno.  Si tratterebbe di ripristinare un fondo ad hoc qual era il fondo GESCAL fino agli anni Novanta. 500 milioni l’anno per dieci anni”. Riccardo Nencini ha spiegato che le risorse servirebbero a “restaurare alloggi popolari e utilizzare il demanio pubblico a fini abitativi”. “Nessun consumo di suolo. E la certezza che potrebbero essere consegnati almeno duecentocinquantamila case popolari a famiglie italiane che attendono da troppi anni. Le periferie verrebbero recuperate a nuova vita in contesti urbani più verdi, più sicuri, con servizi adeguati”.

La critica a Leu di Romano Prodi “va pienamente nel solco della sua idea di politica e di come si costruisce il centrosinistra” e trova perfettamente d’accordo il suo ex ministro, Giulio Santagata che ha presentato a Bologna ‘Insieme’ la lista alleata del Pd, per la quale è capolista alla Camera nel collegio del capoluogo emiliano. “Noi abbiamo sempre detto – ha spiegato Santagata – che ci collocavamo e ci collochiamo nella scia dell’Ulivo senza la pretesa di rappresentare da soli quella storia che non è ripetibile. L’Ulivo altro non è stato che il tentativo, in gran parte riuscito, di superare steccati ideologici e divisioni quindi credo che il richiamo all’unità che ha fatto Prodi ieri sia un richiamo che va pienamente nel solco della sua idea di politica e di come si costruisce il centrosinistra”.

“L’indicazione di Romano Prodi è particolarmente chiara: in campo c’è un solo centrosinistra, rappresentato dalla coalizione del Pd. È abbastanza evidente infatti che ogni voto per Leu è un vantaggio per la destra e per i populisti”, dice il senatore ultra renziano, Andrea Marcucci, confermando la linea esplicitata da Renzi in una recente intervista televisiva quando, nello studio di Otto e Mezzo. L’unità del centro sinistra? “Vorrei dire con grande rispetto a Prodi che il gruppo che gli sta attorno e il Pd, più che l’unita’ di centro sinistra ha realizzato i sogni della destra”, è il commento di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana ed esponente di spicco di Liberi e Uguali. Stesso concetto ribadito da Arturo Scotto, deputato di Mdp: “Grande rispetto per Romano Prodi. Ma onestamente chi ha diviso il centrosinistra è chi ha adottato l’agenda della destra. Basta guardare il programma e il profilo delle candidature. Tra Pd e Forza Italia sembra una gara a chi si assomiglia di più”. Ma nel Pd c’è anche chi non sbatte la porta in faccia a Grasso e ai suoi. Il post voto, infatti, è meno certo che mai e precludersi la possibilità di dialogare con forze che, in altre circostanze, sarebbero interlocutori naturali non conviene a nessuno. “Il Partito Democratico è impegnato a costruire una coalizione forte e credibile in grado di rispondere all’avanzata delle destre e delle forze estremiste”, afferma il coordinatore della segreteria dem, Lorenzo Guerini: “Accogliamo quindi con piacere le parole di Romano Prodi, che riconoscono la validità del lavoro fatto in direzione di un’azione unitaria delle forze di centrosinistra. Per noi l’avversario è alla nostra destra e l’obiettivo è dare seguito ai risultati raggiunti dai governi del Pd. Spero che le parole di Prodi siano uno stimolo per lavorare verso un comune obiettivo”.

 

PARTITA APERTA

ema milano

Le possibilità sono basse, ma è un dovere provarci. È la posizione del Governo sul ricorso per l’assegnazione dell’agenzia del Farmaco. “Dobbiamo provarci, sapendo che l’Ema è importantissima, interessa la salute di tutti i cittadini”. Lo ha detto il presidente del consiglio Paolo Gentiloni che ha spiegato: “C’è stata la gara tra 27 Paesi, noi abbiamo fatto un figurone perché siamo arrivati primi e poi abbiamo perso il sorteggio ma poi è emerso che ci sono informazioni incomplete nel dossier di Amsterdam. Chiediamo alla Corte di Giustizia e poi al Parlamento Ue di valutare. La partita non è chiusa ma non dobbiamo farci illusioni che sia facile riaprirla perché ci sono state procedure seguite”.

Alla base del ricorso presentato dall’Italia “la non corrispondenza alla realtà dei fatti a quanto rappresentato nell’offerta”. Elementi che secondo il Governo non possono “non riverberarsi sulla validità della decisione finale”. Il documento poggia su un motivo unico di ricorso: “sviamento di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti”. Nella parte dedicata ai “dubbi circa la rispondenza della scelta di Amsterdam rispetto ai criteri approvati”, il ricorso prospetta che “risulterebbe, in particolare, non soddisfatto il primo requisito, vale a dire la garanzia che l’Agenzia potrà essere operativa e completamente funzionante dalla data di uscita del Regno Unito dall’Unione europea (30 marzo 2019). Inoltre “risulterebbe non rispettato il quinto requisito, concernente la continuità funzionale dell’Agenzia, in particolare garantendo una transizione rapida e senza soluzione di continuità nella nuova sede”. Uno “stato di cose” che “giustifica il dubbio che la scelta dell’offerta presentata da Amsterdam sia il frutto di una rappresentazione della situazione di fatto non corrispondente al vero o, quanto meno, di un’istruttoria carente e lacunosa”.

A sostenere le ragioni del ricorso Giovanni La Via, Relatore per la commissione ambiente del Parlamento europeo: “Abbiamo chiesto di fare una visita con la Commissione ambiente presso i locali temporanei e definitivi che il governo olandese ha messo a disposizione per la sede dell’agenzia europea del farmaco”. “Io ho fatto la richiesta formale oggi all’ambasciatore olandese e organizzeremo nei prossimi giorni o nelle prossime settimane un sopralluogo”, ha aggiunto. L’europarlamentare ha poi aggiunto che “al Parlamento europeo è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti” in Commissione e che “ne sono stati presentati poco più di 50, alcuni che riguardano la sostituzione di Amsterdam con Milano e altri che riguardano città francesi”, ma “potrebbero esserci anche proposte di altri Paesi”. La Via ha poi sottolineato che “ci sono anche degli emendamenti che richiedono una garanzia che nella scelta della sede venga garantita l’operatività dell’Ema” e sono tra quelli “più importanti”, in quanto “il nostro primo obiettivo è garantire la funzionalità dell’agenzia”.

Secondo il governo italiano “la Corte, se acconsentirà a utilizzare i propri poteri istruttori”, “sarà certamente in grado di appurare, con ancora maggiore dettaglio, l’effettività della situazione di fatto”. “Si confida che da tale istruttoria dibattimentale – si legge ancora nel documento – non potrà che emergere l’invalidità della designazione di Amsterdam”. In buona sostanza si chiede l’annullamento della decisione adottata il 20 novembre scorso e “stabilire l’assegnazione della sede alla città di Milano”. Il documento chiede inoltre “in via istruttoria”, di “richiedere al Regno dei Paesi Bassi, all’Ema e a ogni altra istituzione, organo o organismo, di fornire tutte le informazioni necessarie a dar conto dell’idoneità di Amsterdam quale sede dell’Ema, a soddisfare i criteri”. Si chiede infine di “disporre ogni altro eventuale mezzo istruttorio ritenuto utile all’accertamento dei fatti”.

“Milano – è il commento del Ministro dell’economia Padoan – è assolutamente pronta e ha il livello più elevato e possibile di offerta di servizi e accoglienza per una istituzione internazionale. Il governo – aggiunge – si sta muovendo insieme al Comune per vedere come si possa aprire uno spiraglio nell’ambito delle regole europee. In ogni caso è una soddisfazione per Milano dire ‘noi siamo pronti e altri non lo sono'”.

In tutti i ricorsi sono due: uno è dell’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue con la richiesta di annullare la decisione del Consiglio Ue, e l’altro del Comune di Milano davanti al Tribunale dell’Ue, anche in questo caso con la richiesta di annullamento della decisione del Consiglio. Un questione nella quale però la Commissione europea non vuole entrare: “non è parte” del dibattito sull’Ema, che sembra essere “un dibattito molto vicino alla campagna elettorale italiana”. Così ha detto il commissario alla salute Vytenis Andriukaitis. Ma su questo tema la posizione italiana è sempre stata molto unitaria, non sarebbe quindi questo un tema divisivo tra le forze politiche.

“La Commissione segue le decisioni del Consiglio e prepara la loro implementazione”, ha detto Andriukaitis, spiegando che Bruxelles è al lavoro con le autorita’ olandesi per preparare il trasferimento dell’Ema. “La Commisisone non è responsabile della decisione ma della sua attuazione” in quanto guardiana dei Trattati, ha aggiunto.

Topolino e Minnie festeggiano i 90 anni

Steamboat Willie 06“Tutto è cominciato con un topo” disse quello, e anche grazie a una topa, aggiungeremo noi. Pur se la frase si presta a interpretazioni di bassa lega, intendiamo dire che tutto è cominciato 90 anni fa grazie a Topolino (Mickey Mouse) e a Topolina (Minerva Minnie Mouse), nome italiano della sua eterna fidanzata che prudentemente diventerà Minni. Pochi ricordano che, pur essendo due i personaggi che hanno aperto la strada all’impero multimediale fondato da Walt Disney, si celebra solo il compleanno del Topo.

Quest’anno è stato diverso. Sarà che la Hollywood del dopo scandalo Weinstein sta prestando più attenzione ai personaggi femminili, non solo a quelli in carne e ossa. Così il 90esimo compleanno della nostra Topolina è stato festeggiato in pompa magna con una stella sulla Hollywood Walk of Fame, vicino al cinema “El Capitan Theatre”, un privilegio riservato solo alle grandi star. Il primo personaggio dei cartoni animati a ricevere una stella sulla Walk of Fame è stato, neanche a dirlo,Topolino nel 1978, in occasione dei suoi primi 50 anni.

Alla cerimonia era presente anche Robert A. Iger, presidente e amministratore delegato della Disney, che ha dichiarato: “Minnie Mouse è una star e un’icona della moda fin dalla sua prima apparizione nell’indimenticabile classico d’animazione Steamboat Willie (un’inesattezza che correggeremo più avanti)”. “Protagonista di oltre 70 film – ha aggiunto -, nella sua lunga carriera Minnie ha conquistato milioni di fan in tutto il mondo, suscitando gioia ed emozioni. Siamo entusiasti che la sua enorme influenza culturale e i suoi numerosi traguardi vengano premiati con una stella sulla Hollywood Walk of Fame”.

Nati come personaggi dei cartoni animati per poi invadere in poco tempo la carta stampata e il merchandising con centinaia di migliaia di oggetti di ogni tipo e materiale, Topolino e Minni, compiono appunto 90 anni, e li compiono tre volte.

La data di nascita più festeggiata è il 18 novembre1928. Al Colony Theater di Broadway (New York), in coda al film parlato “Gang War” di Bert Glennon con Olive Borden e Jack Pickford, e a uno spettacolo dell’orchestra di Ben Bernie, viene proiettato con enorme successo di pubblico e di critica il corto animato “Steamboat Willie”, che sarà il primo a essere distribuito ma che è il terzo in ordine di produzione.

Steamboat Willie LocandinaNel cartone in bianco e nero, Topolino porta i calzoni corti (rossi e con due bottoni gialli o bianchi, quando arriverà il colore, cioè nel 1935), calza scarpe che diventeranno gialle, ha quattro dita per mano e ancora non indossa i caratteristici guanti bianchi. Il corto inizia con il nostro eroe al timone di uno sgangherato battello fluviale, lo Steamboat Willie del titolo, il cui comandante è Pietro Gambadilegno. L’unico passeggero è Minnie, che tira fuori un caratterino tutto pepe. Topolino balla e canta, e ci sono tante invenzioni visive abbinate alla musica. Ed è l’uso del sonoro a dare al corto quella marcia in più che gli farà conquistare il successo al box office mondiale e l’apprezzamento della critica.

Per realizzare “Steamboat Willie”, Walt Disney (che darà la sua voce a Topolino, a Minnie e a un pappagallo) e Ub Iwerks si sono ispirati a una comica di Buster Keaton, sincronizzando con bravura straordinaria per l’epoca le immagini con la colonna sonora, realizzata da Carl Stalling e composta da due marcette molto popolari in quegli anni: “Steamboat Bill” e “Turkey in The Straw”.

Nel 1928 non è stata ancora digerita la rivoluzione epocale iniziata con “Il cantante di jazz” (The Jazz Singer, di Alan Crosland con Al Jolson), il primo film sonoro della storia prodotto dalla Warner uscito nelle sale il 6 ottobre 1927. “Steamboat Willie” viene ricordato come il primo cartone animato al mondo col sonoro sincronizzato con le immagini in movimento. Ma è un falso nato sull’onda del successo, perché il primo è stato “Dinner Time” di Paul Terry, prodotto dai Van Beuren Studios, uscito un paio di mesi prima ma con scarso successo al botteghino, per cui è caduto nel dimenticatoio.

Prima di “Steamboat” ci sono stati due tentativi andati a vuoto, che in seguito saranno sonorizzati e distribuiti. Il “vero” esordio di Topolino avviene, infatti, a Hollywood , con una proiezione privata, il 15 maggio 1928 con “Plane Crazy” (L’aereo impazzito), in versione muta, dove esordisce anche Minni. In questo primo corto, ricco di azione e di trovate umoristiche, ispirato a Charles Lindbergh, che aveva appena compiuto la prima trasvolata aerea dell’Atlantico senza scalo, il nostro Topo indossa i classici calzoncini corti ma non i guanti e le scarpe, che arriveranno qualche mese dopo.

Il 28 agosto 1928 tocca a “Gallopin’ Gaucho” (Topolino gaucho), dove ritroviamo Minnie e riappare Pietro Gambadilegno, il personaggio più longevo creato da Disney perché ha esordito nel 1925 in “Alice Solves the Puzzle”. Gambadilegno (Pete, Peg Leg Pete, Big Bad Pete e Black Pete) è un gatto nero che diventerà il più acerrimo nemico del Topo, che qui incontra per la prima volta. Parodia del film “Il gaucho” del 1927 (The Gaucho, di F. Richard Jones con Douglas Fairbanks e Lupe Vélez), il cartone viene proiettato in versione muta e sarà distribuito il successivo 30 dicembre dopo l’aggiunta del sonoro.

La leggenda vuole che Walt Disney (Chicago, 5 dicembre 1901-Burbank, 15 dicembre 1966) abbia inventato Topolino nella primavera del 1927, durante un viaggio in treno da New York a Los Angeles, sede del suo terzo studio di produzione e animazione. Disney aveva aperto il primo studio a Kansas City (Missouri) nel gennaio del 1920, con il socio e amico Ub Iwerks. Nel 1922 è la volta della “Laugh-O-Gram Films”, che fallisce nel luglio 1923. Quindi, su invito del fratello Roy, si trasferisce a Hollywood (Los Angeles, California), con poche decine di dollari in tasca ma tante straordinarie idee in testa. Nascono i Disney Brothers Studio: prima sede il garage dello zio Robert, che nel 1928 diventano la Walt Disney Productions, con sede in Hyperion Avenue, periferia di Los Angeles. Nel 1940, gli studi si trasferiscono a Burbank, cittadina a una ventina di chilometri dalla Mecca del Cinema, in una nuova struttura di cui Disney ha curato personalmente ogni dettaglio perché la voleva consona ai bisogni della produzione e, al tempo stesso, a misura d’uomo. Un altro successo e base strategica delle fondamenta dell’impero, tanto che è proprio come l’uomo di Burbank che Walt Disney viene ricordato ancora oggi.

Quella primavera del 1927 Walt Disney era reduce da due sconfitte, con pochi soldi in tasca e alla ricerca di nuove idee. La sua prima serie, “Alice Comedies”, figlia di “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll (Alice’s Adventures in Wonderland, 1865), era giunta al capolinea stoppata dalla distribuzione. Si tratta di una serie composta da 55 cortometraggi in bianco e nero, con cartoni animati mischiati a riprese dal vero, realizzata dal 1924 al 1927 nel suo studio di Kansas City (Missouri), dove esordirà, appunto, Pietro Gambadilegno. Come se non bastasse, un contratto capestro gli aveva fatto perdere i diritti su Oswald the Lucky Rabbit (Oswald il coniglio fortunato), inventato nel 1927, e il distributore gli aveva sottratto quasi tutti gli animatori del suo studio. Disney impara la lezione e da quel momento avrà cura di protegge i diritti di tutti i suoi personaggi.

Quindi, un mesto ma non sconfitto Disney ritorna a Hollywood con la moglie Lillian e il fido Ub Iwerks, l’unico a non averlo abbandonato. Sembra che l’idea di Mortimer Mouse (Topo Mortimer) sia nata durante questo viaggio, esattamente a ovest del Mississippi; mentre Mickey (Michele) è il nome proposto dalla moglie perché più adatto al carattere sbarazzino del personaggio.

Facile da disegnare e da animare, è un insieme di pochi cerchi, poche linee e una coda che da sola movimenta i fotogrammi, graficamente Topolino è figlio di Felix the Cat (conosciuto in Italia come Mio Mao) inventato nel 1917 da Otto Messmer per lo studio di Pat Sullivan. Per disegnare Felix, infatti, bastano due cerchi sovrapposti, uno per la testa e uno per il corpo, tecnica che Disney affinerà qualche anno dopo per il suo Topo, grazie al quale vincerà il primo Oscar onorario alla carriera nel 1932.

A Disney piaceva ricordare che nel suo studio di Kansas City i topolini scorrazzavano liberamente, ed è stato questo a dargli l’idea del topo umanizzato. Ma se sia stato lui oppure Ub Iwerks a disegnare il primo bozzetto è discussione oziosa. Due grandi cerchi, uno per la testa e uno per il corpo, due cerchi più piccoli per le orecchie, usando delle monete per semplificarsi il lavoro, infine gambe e braccia a tubo: ecco Topolino che nasce mentre il treno corre. Iwerks non ha mai rivendicato ruoli particolari nella creazione e Disney, pur avendo iniziato nel 1917 come disegnatore, non ha mai negato il valore dei suoi collaboratori. Lui era impegnato a cercare “il bambino che è dentro ciascuno di noi”, troppo genio, troppo creativo, troppo perso nel far diventare realtà i suoi sogni di infinita grandezza per dedicarsi a cose banali come il disegno.

MINNI E LA SUA STELLAMeglio pensare in grande: “se puoi sognarlo puoi farlo”, era solito dire e ha ampiamente dimostrato di aver ragione. Così, da un semplice Topo nascerà un impero multimiliardario che trasformerà la piccola casa di produzione in uno dei giganti dell’intrattenimento, in una corporazione multimediale composta da una serie infinita di società. L’elenco incompleto comprende Walt Disney Productions, Walt Disney Pictures, Walt Disney Animation Studios, Walt Disney Studios Motion Pictures, Miramax, Touchstone, Hollywood, Disney Channel, National Geographic Channel, Pixar. Poi ci sono i parchi sparsi per il mondo, tra cui Disneyland, il primo nato, Disney Word Resort , Epcot, Disneyland Paris e Tokio Disneyland. Senza dimenticare l’acquisizione di giornali, reti radiofoniche e televisive, internet, spettacoli e serie televisive, fra cui il Mickey Mouse Club, merchandising, giochi e giocattoli, videogiochi, abbigliamento, peluche, alberghi e navi da crociera.

Le ultime acquisizioni sono state i Muppets, la Marvel (Spider-Man, Avengers, Iron Man, Thor e almeno altri 5mila personaggi da sfruttare in tutte le maniere possibili), la Lucasfilm (l’universo di Star Wars) e la 21st Century Fox. L’ultimo bilancio conosciuto parla di un fatturato di oltre 55 miliardi di dollari per un utile netto vicino ai 9. Niente male per essere partiti da un topo disegnato su un treno in corsa che, stando alle statistiche, è il personaggio (non religioso) di fantasia che ha prodotto più soldi in assoluto. Tanti sono stati i giudizi sul Topo nel corso di 90 anni, alcuni fortemente critici anche da un punto di vista politico, e fiumi di inchiostro hanno sparso favorevoli e contrari, noi lasciamo che ciascuno esprima la proprio opinione e preferiamo considerarlo per quello che è ancora oggi: la più perfetta macchina fabbrica quattrini mai esistita.

Il Topolino delle prime apparizioni nei cartoni animati non è quello degli anni successivi: è un ragazzaccio vivace, dispettoso ma non cattivo, che cerca di scoprire il suo ruolo nel mondo. Il disegno è ancora rudimentale e il nostro vive avventure da allegro ragazzo di campagna. Il ritmo è travolgente con gag scatenate e situazioni che ricordano molto da vicino le comiche dell’epoca, tipo quelle di Mack Sennett e di Charlie Chaplin, di cui Disney era un grande estimatore. Ed è tra la fine degli anni Venti e i primi Trenta che nascono anche gli amici di sempre: Pluto, Pippo, Clarabella e Orazio.

Dal successo mondiale dei cartoni animati ai fumetti il passo è breve e il 13 gennaio 1930 ecco la prima striscia di “Topolino nell’isola misteriosa”, realizzata per i quotidiani, con Disney ai testi, Iwerks alle matite e Win Smith alle chine. Grazie ai comic arriva anche il terzo papà di Topolino: Floyd Gottfredson che si occupa dei testi e delle matite dal 17 maggio 1930, con “Topolino nella valle infernale”, sino al 15 novembre 1975, realizzando storie leggendarie. Sue la trama delle avventure e l’invenzione di tutti i nuovi personaggi, buoni e cattivi: Tip e Tap, i nipotini gemelli, Eta Beta, Giuseppe Tubi, il commissario Basettoni, Macchia Nera, il pirata Orango, il dottor Enigm. Nel giro di pochi anni Gottfredson fa crescere il Topo con storie di ampio respiro e di taglio avventuroso ambientate non solo a Topolinia ma in ogni parte del mondo. Sarà sempre lui a occuparsi del restyling grafico a partire dal 22 dicembre 1938: arrivano i pantaloni lunghi, la giacca e altri orpelli, che lo trasformano in un serioso borghese, togliendogli lo spirito sbarazzino degli esordi.

C’è mai stato un vero declino di un personaggio che ancora oggi rappresenta il succedersi dell’uomo medio americano, però troppo noioso e perfettino, che vince sempre e che sembra un falso modesto? Certamente no, perché Topolino è ancora oggi una delle più famose icone della cultura pop mondiale, il più grande successo della Disney, simbolo unico e insostituibile della Casa di Burbank, il primogenito che non può essere e che non sarà mai tradito.

Ma ci sono anche altri fratelli del Topo che hanno aperto nuove strade esplorate con successo, e almeno due meritano di essere citati. Il 1937 è l’anno di “Biancaneve e i sette nani” (Snow White and the Seven Dwarfs) , il primo lungometraggio a cartoni animati della storia, una nuova avventura per Walt Disney che ha l’ennesimo colpo di genio grazie al quale reinventerà il modo di raccontare le fiabe classiche dell’Occidente.

La seconda grande intuizione è che il pubblico non può identificarsi per sempre con un palloso vincente, occorre un perdente pieno di difetti e proprio per questo più simpatico. Inizia così la serie di cartoni animati con protagonista Paperino (Donald Duck), nato come “spalla” del Topo nel 1934. Nevrotico, sfortunato, sfaticato, attaccabrighe, disoccupato perenne, è molto più simpatico di Topolino e con lui è più facile identificarsi perché incarna l’uomo medio, i suoi insuccessi e le sue frustrazioni. La scelta si rivelerà vincente ancora una volta, ma questa è tutta un’altra storia.

Antonio Salvatore Sassu

Niger informa l’Italia di essere all’oscuro della Missione

nigerForte imbarazzo alla Farnesina. Quella che per l’Italia doveva essere una missione ‘di pace’ si rivela in realtà una missione sconosciuta e all’insaputa del Paese ospitante. Dal governo del Niger fanno sapere di avere saputo della missione italiana “da un lancio dell’agenzia di stampa Afp”, di non essere stati “né informati né consultati” e di avere già “informato il governo italiano di non essere d’accordo con tale missione”.
Angelino Alfano, il ministro degli Esteri italiano, ha visitato il Niger dal 3 al 5 gennaio di quest’anno, incontrando il suo omologo nigerino, Ibrahim Yacouba, e il presidente del paese, Mahamadou Issoufou, in occasione dell’inaugurazione della prima ambasciata d’Italia nel paese africano e nell’intera regione del Sahel. Secondo il governo, l’invio di soldati in Niger doveva servire a “rafforzare le misure di sicurezza sul territorio, i confini del paese africano e a sostenere le forze di polizia locale”.
Tuttavia i 470 militari, i 130 mezzi terrestri, i 2 aerei e la spesa prevista di 49,5 milioni di euro (nel solo 2018) non solo non sono stati richiesti da Niamey, ma dal governo fanno sapere: “Riceviamo già quello che ci serve dagli americani e ci siamo anche coordinati con i francesi”, e anche se esiste un dialogo con l’Italia sul tema della sicurezza questo “non implica in alcun modo che il Niger possa ospitare tale missione”.
Eppure il 17 gennaio, il parlamento italiano ha approvato il dispiegamento della missione “di supporto nella Repubblica del Niger”, ma dopo le dichiarazioni di Niamey a Radio France Internationale adesso tocca capire cosa succederà veramente.

Bando di concorso per giovani stilisti. Premio Moda Città dei Sassi 2018

concorsomodaperstilistiMatera Capitale Europea della Cultura palcoscenico Internazionale dell’Alta Moda e Prèt à Porter

Premio Moda® “Città dei Sassi”

Concorso Internazionale per stilisti

10^ edizione – Matera (Italy), 7 – 8 giugno 2018

Scadenza iscrizioni (21 febbraio 2018),

Il 7 e 8 giugno 2018 è in programma il Premio Moda® “Città dei Sassi”, concorso internazionale per stilisti giunto alla 10^ edizione e che anche quest’anno celebra l’evento attraverso il tema “moda, eleganza e creatività”.

Il premio è una competizione di stilisti di alta moda istituito per promuovere artigiani/creativi della moda in total look femminile provenienti da ogni parte del mondo che partecipano all’evento per mettere in luce le proprie capacità artistiche e farsi conoscere attraverso i media ad un pubblico internazionale grazie alla presenza di esponenti della moda, degli organi di stampa, delle reti televisive e del pubblico.

Il concorso ha lo scopo di selezionare e premiare creatori e fashion designers per promuovere e valorizzare il talento attraverso la presentazione in passerella di originali creazioni d’alta moda e prèt à porter nella città di Matera, Città Unesco e designata a Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Sono ammessi:

diplomati di Accademie, Università e/o scuole statali e private, professionisti disegnatori, stilisti di moda, modellisti, operatori moda e autodidatti che abbiano compiuto il 18° anno di età.

Quest’anno i concorrenti potranno partecipare per una o più sezioni e precisamente:

A) Premio Moda® 2018 Haute Couture; B) Premio Moda® Cinema – Haute Couture; C) Premio Moda® “Matera” Capitale Europea della Cultura 2019; D) Premio Moda® Tendence – Prét à Porter; E) Premio Moda® Eco-Friendly Innovation.
Saranno attribuiti i seguenti premi:

1) Premio Moda® “Città dei Sassi” – 2) Premio Moda® Prèt à Porter – 3) Premio Moda® al Cinema (dedicato all’attrice Claudia Cardinale) – 4) Premio Moda® “Matera 2019” – 5) Premio Moda® della Critica – 6) Premio Moda® Giornalistico – 7) Premio Moda® Eco-Friendly Innovation.

Successivamente, a chiusura dei termini di iscrizione (21 febbraio 2018), una giuria tecnica, appositamente nominata, decreterà gli otto stilisti finalisti che avranno la possibilità di presentare una collezione di creazioni di moda, nello specifico di Alta Moda Donna e Prét à Porter Donna, sezioni Abbigliamento e Accessori.

Nella serata dell’evento, davanti a una giuria speciale composta da esperti e rappresentanti illustri del mondo della moda italiana, dell’imprenditoria locale e delle associazioni di categoria, affiancata da una giuria composta da rappresentanti della stampa, gli stilisti proporranno le proprie originali creazioni nella suggestiva Città dei Sassi.

Concluso il premio, l’evento continua sul sito web www.premiomoda.it attraverso una vetrina virtuale del “Premio Moda®” per far rivivere non solo la serata, ma anche il fascino della città dei Sassi.

Il successo del Premio Moda Città dei Sassi va ricercato nel sempre maggiore impegno profuso dall’organizzazione nel migliorare la manifestazione, sempre più apprezzata dalla stampa specializzata.

Al Premio Moda® 2018 si registra la presenza di numerose personalità provenienti dal mondo istituzionale, della moda, del giornalismo, della tv e del cinema. In proposito gli organizzatori hanno avviato importanti collaborazioni con stilisti e personaggi illustri del panorama italiano i cui nomi verranno resi pubblici durante la conferenza stampa che si terrà a Matera nei primi giorni del mese di giugno 2018.

La consapevolezza di avere come cornice dell’evento in oggetto una location di altissimo livello culturale rafforza la grande attrazione da parte degli addetti ai lavori nei confronti del Premio Moda® promosso da dieci anni consecutivi nella Città dei Sassi dalla Publimusic.com di Matera in collaborazione con l’Associazione Culturale “Officina della Cultura”.

Il concorso scade il 21 febbraio 2018.

Regolamento e condizioni per la partecipazione al concorso sono disponibili su richiesta a: concorso@premiomoda.it oppure concorsopremiomoda@gmail.com