giovedì, 19 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

10 punti a tutela della casa
e del risparmio
Pubblicato il 23-01-2018


Veniamo da anni e anni in cui si è ripetuto il mantra “ce lo chiede l’Europa”; in cui abbiamo dovuto far fronte a necessità sempre più stringenti, in nome delle quali siamo stati costretti a cedere pezzi di sovranità democratica e a rinunciare a quelle tutele e garanzie sociali elementari che ci contraddistinguono in quanto cittadini democratici. Si sta andando verso una progressiva rinuncia al diritto ad avere un lavoro e una casa, ad essere curati, a mandare i nostri figli in un asilo nido.

L’attacco finale è stato sferrato nel cuore della nostra società del benessere: i nostri risparmi. In nome della stabilità dei mercati e della salvaguardia degli interessi dei grandi capitali finanziari ci è stato imposto di sacrificare tutto ciò che avevamo sull’altare della salvezza delle banche. Non tanto e solo delle banche rovinate dalla crisi, ma soprattutto di quelle in default.

Qui non si intende prendere posizione sulle cause specifiche o sistemiche che hanno determinato il disastro creditizio e non vogliamo essere trascinati in sterili polemiche che, a questo punto, non potrebbero più portare alcuna utilità concreta. Qui vogliamo ripartire dalla tragica constatazione che molti di noi sono finiti nella black list della Centrale Rischi. Altri, sacrificati dal decreto salva banche, destinato ad evitarne il bail-in hanno visto l’azzeramento dei propri risparmi. Altri, ancora, rischiano di vedersi pignorati patrimoni importanti come la casa. Ci stanno togliendo tutto, ma non riusciranno a toglierci la cosa più importante: l’onore e la nostra dignità!

Noi vogliamo difendere il risparmio; rimettere al centro dell’interesse il risparmiatore tradito da tutto e da tutti e non difeso adeguatamente dallo Stato.

Per questo abbiamo scelto di consorziarci e suggellare un patto d’onore, un patto tra uomini e donne che scelgono attivamente di rifiutare la loro condizione e di difendere la dignità della persona, così come garantito dalla nostra Costituzione.

La prima azione pubblica di questo Consorzio di uomini e donne d’onore è la scrittura di un Manifesto, strutturato in dieci punti, brevemente elencati qui sotto.

1 La finanza mina i diritti costituzionali dei cittadini risparmiatori
La nostra Costituzione mira a promuovere lo sviluppo della persona umana e a difenderne la dignità e l’onore. Non solo: la Costituzione mette al centro anche la tutela del risparmiatore. All’articolo 3, infatti, stabilisce il criterio di uguaglianza di tutti i cittadini e la necessità per la Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la loro libertà, l’uguaglianza e il pieno sviluppo della persona umana, mentre l’art. 47 incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme. Diritto alla casa e al risparmio sono due caposaldi sanciti dalla Costituzione; diritti inalienabili che, allo stato dell’arte, sembrano vacillare.

Noi vogliamo ripartire da questi caposaldi. Senza tutela del risparmio e della proprietà abitativa, senza il tutela della dignità della persona non può esserci giustizia sociale e progresso.

2 La crisi bancaria è crisi sociale.
Nonostante i tanti proclami di sua solidità e sicurezza, il sistema bancario italiano è entrato in profonda crisi. A farne le spese non sono stati i dirigenti e gli amministratori del sistema, i quali spesso hanno assistito solo al cambio di poltrona, quanto le centinaia di famiglie di risparmiatori che hanno visto volatilizzati i propri risparmi. Lungi da qualsivoglia giacobinismo, il Manifesto intende orgogliosamente porsi a difesa delle Istituzioni senza le quali vacilla lo stesso Stato di diritto. Ma questo dovuto rispetto non deve precludere l’eventuale messa in discussione delle persone che quelle Istituzioni sono chiamate a rappresentare, se ritenute meritevoli di rilievi critici.

3 Credibilità minata? Ripartiamo dalla fiducia
Il recupero della credibilità del sistema bancario italiano passa necessariamente dal ripristino della fiducia da parte dei cittadini, ora venuta meno a seguito delle sistematiche menzogne che sono state loro raccontate e dallo squallido gioco allo scaricabarile tra banchieri, politici, tecnocrati della BCE cui siamo costretti ad assistere. Il modo peggiore per recuperare la fiducia è quello di proseguire il pregresso percorso, in ossequio ad una vuota moral suasion. Anche la crescita economica richiede un decisivo ripristino di una diffusa fiducia nei confronti delle Istituzioni che, però, se la devono conquistare e non la possono solo pretendere.

4 Un controllo più moderno ed efficace da parte degli organi competenti.
E’ imprescindibile un ripristino della funzione della garanzia di controllo da parte dei Regolatori, che devono intervenire senza esitazioni e senza, poi, rimpallarsi ogni responsabilità. E’ necessario dunque che siano garantite funzioni di controllo certe, con separazione non solo formale dei ruoli del controllore e del controllato, e che in modo altrettanto certo i responsabili degli sconquassi del sistema bancario siano individuati e puniti.

5 Una politica più attenta e responsabile
La politica ha spesso trascurato il temo del risparmio; e, in molti casi, con espliciti e depistanti ottimismi, nonché con scelte normative frettolose, incoerenti, lontane dalla realtà e talora di dubbia costituzionalità, ha contribuito alla sua mancata tutela. Ripartire da una buona politica significa restituire fiducia e benessere ai cittadini, riagganciarsi alla Costituzione per far sì che la giustizia sociale e la dignità della persona non siano più sacrificate all’altare del realismo e del decisionismo della tecnocrazia finanziaria.

6 Interventi più efficaci di contrasto all’usura fra privati.
La restrizione dei canali istituzionali deputati all’erogazione del credito favorisce il dilagare della piaga dell’usura tra privati. Mafie e strozzini ringraziano, i risparmiatori restano strangolati nella morsa del debito, con esiti spesso drammatici. Occorre urgentemente ripensare alla ricostruzione di ogni componente del nostro sistema creditizio e sociale.

7 Revisione del sistema delle espropriazioni immobiliari.
Il già citato articolo 47 della nostra Costituzione associa la tutela del risparmio al diritto a una casa di proprietà. La Repubblica – si legge “disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione“. Il cittadino che non ha pagato una rata del mutuo sulla propria casa rischia di vedersi pignorati i propri averi (casa compresa), mentre ai giovani e meno giovani che non hanno un’occupazione stabile non viene concesso alcun mutuo per la casa. Tutto ciò favorisce una spirale al ribasso non solo insostenibile per i cittadini ma per la solidità dei mercati stessi, in primis quello immobiliare. Occorre invertire la rotta: e favorire l’accesso ai mutui per l’acquisto della prima casa.

8 Contrastare il fallimento delle piccole imprese. Contribuire al rilancio di nuove attività.
E’ in atto un irragionevole aumento di fallimenti di medio-piccole-micro imprese, dovuti non solo alla crisi generale, ma anche e soprattutto alla stagnazione e alla contrazione dei canali di accesso al credito, spesso negati da assenza di fiducia legata alla mancanza di rating. Il repentino cambiamento delle regole sottese alla scelta dei soggetti meritevoli di accesso al credito sta devastando l’economia reale del Paese.

9 Liberare dalla morsa del debito, favorire l’accesso al credito.
Un’amnistia finanziaria per tutti i cattivi risparmiatori iscritti alla Centrale Rischi è la premessa per tornare a “respirare”. Non si tratta di un “liberi tutti”, ma di una seconda chance da offrire a quanti, in questi anni, hanno assistito al fallimento della propria attività per responsabilità attribuibili, direttamente o indirettamente, alla crisi del sistema bancario. Restituire a questi imprenditori la possibilità di rientrare nel circuito produttivo e di accedere a nuovi crediti, cancellando la black list della Centrale Rischi, oltre a essere un’azione di giustizia sociale, è la premessa per rilanciare gli investimenti. Dunque, per tornare ad avere fiducia nel sistema economico e finanziario. Quindi, per tornare a crescere.

10 La Costituzione di un’Authority per la tutela del risparmio.

Il sistema bancario italiano ha un elevatissimo livello di crediti deteriorati: appena un anno fa Bankitalia calcolava un valore di crediti deteriorati nell’ordine di decine di miliardi di euro.

La causa principale di tale consistente accumulo è dovuto al fatto che la nostra economia ha una connotazione essenzialmente banco-centrica perché le imprese sono sistematicamente sottocapitalizzate e non dispongono di fonti finanziarie alternative. Con la crisi, le banche sono andate incontro a ingenti perdite, mentre i valori in possesso degli azionisti si sono poi improvvisamente azzerati.

Nel caso dei risparmiatori-azionisti delle ex popolari venete, i crediti deteriorati saranno stati ceduti, dopo la liquidazione coatta delle due banche, alla Società per la Gestione di Attività (SGA) del Ministero delle Finanze che, a sua volta, li cederà ad un Fondo, che tenterà di realizzarli con le procedure (e i tempi) della giustizia ordinaria. I crediti deteriorati delle altre banche saranno, a loro volta, ceduti a soggetti che, con intento speculativo, li realizzeranno forzatamente, spesso cedendoli a loro volta.

La pulizia dei bilanci delle banche, con la rapida eliminazione dei crediti deteriorati (NPL) corrisponde ad una reale esigenza imposta, ancora una volta, dall’Europa, ma comporterà un ulteriore massacro economico per i risparmiatori: soprattutto coloro che avevano garantito con la loro casa i finanziamenti che, ora, non sono più in grado di pagare. Occorre consentire ai debitori di trattare direttamente il rientro dalle loro esposizioni ed evitare un’ulteriore macelleria sociale conseguente alla svendita delle loro case. Soprattutto occorre pensare alla costituzione di un’Authority per la specifica tutela del risparmio, come previsto dall’art. 47 della Costituzione. Né si dica che una tale tutela già esiste nel nostro Ordinamento: Banca d’Italia tutela e controlla (rectius: dovrebbe tutelare e controllare) il credito e le banche; CONSOB tutela (rectius: dovrebbe tutelare) il mercato. E chi tutela i risparmiatori ?

La privacy (per la cui protezione è stata prevista un’Authority) è più importante del risparmio ?

Sarebbe così anche realizzata la grande occasione di attribuire ad un’Istituzione terza e indipendente il compito di vigilare sui risparmi, sulla casa, sull’usura ecc.; un’Istituzione in grado di proporsi come soggetto destinato a coadiuvare il sistema bancario nella sua manovra di pulizia dei bilanci, consentendo al tempo stesso ai cittadini di rinegoziare i loro debiti e di non perdere le loro case. Evitando un prevedibile gravissimo intasamento della giustizia civile e contribuendo a rendere molto più civile il nostro Paese

Ma è solo con gli NPL (cioè con i crediti deteriorati posseduti dal sistema bancario) e con la costituzione di un’Authority del risparmio che può essere attuato un adeguato risarcimento ai risparmiatori traditi: i quali devono poter fruire di un trattamento riparatorio pari ai destinatari dei danni di guerra.

Giovanni Schiavon e Angelo Santoro

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