lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Abolizione del canone Rai. Scontro Pd-Calenda
Pubblicato il 05-01-2018


Governo:Calenda, domani a Bruxelles, da lunedì impegno Mise

E’ scoppiato lo scontro fra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ed il segretario del PD, Matteo Renzi, sull’abolizione del canone Rai. Infatti secondo una indiscrezione riportata oggi dal quotidiano “La Repubblica”, Matteo Renzi avrebbe intenzione di proporre nella imminente campagna elettorale l’abolizione del canone Rai. Renzi avanzerebbe la proposta nella prossima direzione del Partito Democratico. Nell’articolo si legge che l’obiettivo di Renzi sarebbe quello di colpire una brutta tassa invisa a molti. Tassa che Renzi ha riformato quando era premier inserendola  nella bolletta della luce. Il segretario del Pd punterebbe inoltre a modificare i tetti pubblicitari, per permettere alla tv pubblica di fare piena concorrenza ai colossi privati come Mediaset.

“Il PSI – afferma il coordinatore della segreteria del Psi, Gian Franco Schietroma – esprime soddisfazione per il fatto che pare che sia intenzione del Segretario PD Matteo Renzi proporre l’abolizione del canone RAI. L’iniziativa va nel senso auspicato da tempo dai socialisti, i quali, sin dalla 15^ Legislatura, avevano presentato una proposta di legge per abolire il canone RAI, trattandosi di una sorta di tassa ormai anacronistica poiché, nel corso degli anni, erano e sono venuti meno quei presupposti (anche in relazione all’enorme aumento degli introiti pubblicitari) e quelle caratteristiche dell’ente televisivo che ne giustificavano l’esistenza”. “Peraltro – continua Gian Franco Schietroma – è ancora più inammissibile continuare a vessare gli utenti con l’imposizione del pagamento del canone, quando la RAI procede ad un ingiustificato e considerevole spreco di risorse, con superstipendi inaccettabili e affidandosi anche a costose produzioni esterne per i vari programmi televisivi, pur avendo un gran numero di dipendenti, con professionalità di rilievo e molto ben pagati. Inoltre, in un momento in cui tante famiglie sono in grave difficoltà economica, gli italiani passano gran parte del tempo libero davanti alla televisione ed è davvero iniquo che vengano tassati anche per questo. D’altra parte – conclude – è assolutamente necessario ridurre la pressione fiscale, giunta ormai a livelli insostenibili”.

Di fronte a questa notizia, il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha risposto con un ‘tweet’: “Il Governo Renzi ha messo canone in bolletta e non si può promettere in campagna elettorale il contrario di quello che si è fatto al Governo. Se si vuole affrontare la questione del canone allora si ragioni su privatizzazione RAI altrimenti è presa in giro. Come noto io sono favorevole alla privatizzazione. Ma questo è il tema. Il messaggio levo il canone ma finanzio con fiscalità generale gioca su uno dei grandi problemi dell’Italia: considerare i soldi dello Stato qualcosa che non ha a che fare con i soldi dei cittadini. Spero che l’idea di abolire il canone Rai sostituendolo con un finanziamento dello Stato non sia la proposta del Pd per la campagna elettorale come riportato da  Repubblica. I soldi dello Stato sono i soldi dei cittadini e dunque sarebbe solo una partita (presa) di (in) giro”.

Sul tema è intervenuto anche il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, che dice: “Sono sorpreso dalla fretta con cui si dà tutto per certo  dal tono di alcune reazioni. Quello che so è che il governo Renzi con la riforma del canone in bolletta ha recuperato l’evasione ed abbassato il costo per i cittadini onesti che lo pagavano. Quanto alla privatizzazione di Rai di cui parla Calenda, trovo contraddittorio da un lato preoccuparsi di difendere l’Italianità di infrastrutture strategiche e dall’altro teorizzare la privatizzazione di una realtà come Rai che finirebbe, facile previsione, in mani non italiane”.

A Calenda ha risposto in un ‘tweet’ anche il deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, : “Caro Calenda, se tagliamo 1,5 mld spesa pubblica ed eliminiamo canone Rai i cittadini pagano meno. Altro che presa in giro: serve processo modernizzazione ed eliminazione sprechi unici in panorama tv con risparmio immediato 500mila euro. Far risparmiare cittadini come con stop Imu”.

Mentre  Roberto Fico, deputato del M5s e presidente della Commissione vigilanza Rai commenta su ‘facebook’: “Renzi e il Pd hanno aspettato la fine della legislatura e lo scioglimento delle Camere per fare l’ennesima proposta propagandistica sulla Rai con l’occhio puntato sulle elezioni”.

In un altro ‘tweet’ Calenda ribatte : “Non capisco perché, dopo aver fatto tante cose serie e buone per la crescita, gli investimenti e l’occupazione, vedi dati ISTAT di oggi, si debba ricadere sulla linea delle promesse stravaganti a tutti su tutto. È un peccato”.

Sul tema è intervenuto anche anche l’Usigrai affermando: “E puntuale come un orologio svizzero parte la campagna elettorale e arriva l’attacco alla Rai”. Secondo il sindacato dei giornalisti Rai si tratta di un copione che si ripete da anni. Nel comunicato di Usigrai si legge: “Segnaliamo che laddove si è abolito il canone, il Servizio Pubblico è stato fortemente ridimensionato. A tutto vantaggio dei privati. Se questo è l’obiettivo basta dichiararlo apertamente.
Del resto è curioso che prima si mette il canone in bolletta e poi si propone di abolirlo. Vuol dire non avere idee. Ci aspettiamo una dura presa di posizione pubblica da parte dei vertici Rai.  A difesa dell’autonomia e del futuro dell’azienda”.

Salvatore Rondello

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