lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Addio a Imposimato, il giudice del caso Moro
Pubblicato il 02-01-2018


Ferdinando Imposimato

Ferdinando Imposimato, 82 anni, morto oggi all’ospedale Gemelli di Roma, città nella quale viveva da tempo, era originario di Maddaloni, nel Casertano. Laureato in Giurisprudenza, dopo alcuni anni trascorsi come vice commissario della Polizia di Stato, nel 1964 divenne magistrato. Come giudice istruttore, il suo nome è legato ad alcuni tra i più importanti processi che hanno segnato la storia dell’Italia negli anni del terrorismo, quali quello per la morte di Aldo Moro, quello per l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, quello per l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet, e quello la strage di piazza Nicosia. A lungo Imposimato si è occupato anche di mafia e camorra, istruendo il processo contro Michele Sindona, il banchiere legato alla mafia, e quello contro la banda della Magliana.

L’11 ottobre 1983 il magistrato viene colpito da un grave lutto, perché viene ucciso dalla camorra il fratello Franco, sindacalista. Franco Imposimato era in macchina con la moglie e il cane, era appena uscito dalla fabbrica in cui lavorava, la Face Standard di Maddaloni, e stava tornando a casa dopo il lavoro. Tre sicari a bordo di una Ritmo 105 sbarrarono la strada alla sua vettura a 300 metri dall’opificio e fecero fuoco, colpendo il fratello del giudice con 11 proiettili. Nell’agguato riuscì a salvarsi sua moglie, benché gravemente ferita da due proiettili sparati da Antonio Abbate, il killer riconosciuto dalla donna anni dopo in sede processuale. Per veder riconoscere la matrice mafiosa e camorristica del delitto si è dovuto attendere fino al 2000 e il processo Spartacus.

Nel 1986 Ferdinando Imposimato diviene consulente legale delle Nazioni Unite nella lotta alla droga, recandosi più volte per incarico dell’Onu in America Latina. Non è mancato un suo impegno politico, prima con il Partito Comunista Italiano nelle cui liste viene eletto al Senato e poi nel 1992 alla Camera. Per tre legislature fu componente della Commissione Antimafia. Successivamente passa allo Sdi, Partito Socialisti Democratici Italiani, dove diventa responsabile Giustizia.

“Con la morte di Ferdinando Imposimato – afferma in una nota Francesco Brancaccio, Segretario Provinciale del PSI di Caserta – se ne va non solo un grande un giurista e magistrato, ricordiamo che è stato il giudice istruttore di alcuni tra i più importanti processi di terrorismo, come quello per il caso Moro e quello per l’attentato al Papa, ma se ne va un uomo di grande cultura che ha spronato e lavorato politicamente per il riscatto sociale e culturale della sua amata terra, una persona splendida, di grande umanità e sensibilità”. “La sua carriera parlamentare iniziò nel 1987 quando venne eletto al Senato come indipendente di sinistra è nel 2000 ricoprì anche l’incarico di Responsabile Giustizia nella segreteria nazionale dei Socialisti Democratici Italiani. A nome del Partito Socialista Italiano Esprimo il nostro cordoglio più profondo e la vicinanza ai suoi familiari”.

Nel 2013 il M5s lo ha indicato come candidato alla presidenza della Repubblica.

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