sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Alitalia verso la cessione e la lente dell’Ue
Pubblicato il 12-01-2018


alitalia 2Con le ultime novità sulla cessione di Alitalia, si profila un’ipotesi di offerta già delineata nel 2008. Come dieci anni fa, AirFrance e Lufthansa si ritrovano a confrontarsi per l’acquisizione dell’Alitalia. Secondo alcune indiscrezioni, AirFrance-Klm sarebbe pronta a scendere in campo per acquisizione del vettore italiano, in collegamento con EasyJet, che avrebbe abbandonato la cordata con il fondo statunitense Cerberus. Questa nuova opzione avrebbe il vantaggio di far entrare in gioco anche la compagnia statunitese Delta, che insieme ad AirFrance e Alitalia si ritrova nell’alleanza SkyTeam. Nessun commento a tali indiscrezioni sia da parte di AirFrance-Klm che di EasyJet.
Lufthansa sta scaldando i motori. In una lettera inviata al ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha confermato il suo interesse per un’Alitalia ristrutturata. I tedeschi, per sedersi al tavolo delle trattative vorrebbero un impegno dei commissari straordinari a realizzare, prima della vendita, una sostanziale ristrutturazione della compagnia. Lufthansa, secondo indiscrezioni che circolano da tempo, ma mai confermate, sarebbe pronta ad investire tra i 300 e i 500 milioni di euro, a fronte di tagli per circa 2mila dipendenti sugli 8.400 della parte aviation. La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro e in quella sede i dirigenti tedeschi vorranno già avere un impegno formale in tal senso.
I sindacati appaiono disorientati. La prima reazione è arrivata dalla Fit Cisl che rilancia l’idea di un intervento diretto dello stato. Il segretario nazionale Emiliano Fiorentino, definendo “poco confortante” la lettera di Lufthansa, ha aggiunto: “La ristrutturazione chiesta da Lufthansa è importante. Queste sono parole che come rappresentanti dei lavoratori e a difesa del lavoro e dell’occupazione del nostro Paese non possiamo ascoltare e tantomeno accettare. Siamo certi che anche il nostro Governo, dopo aver investito molto per il risanamento della compagnia, sia in risorse umane che economiche, non prenderà in considerazione tali richieste. Altresì ci auguriamo che il Governo farà meglio comprendere che acquistare una parte delle quote della nostra compagnia aerea è sicuramente una grande opportunità di crescita e sviluppo per tutti, che non può essere ricondotta a una mera operazione speculativa”.
Nel 2008, alla fine fu AirFrance-Klm ad aggiudicarsi la trattativa in esclusiva. Anche allora, come oggi, la fase finale delle trattative si svolse con un governo dimissionario (il secondo governo Prodi non ottenne la fiducia al Senato alla votazione del 24 gennaio). L’operazione non andò però in porto perché la compagnia francese non raggiunse un accordo con i sindacati e da lì prese il via poi l’avventura dei “capitani coraggiosi”.
Intanto il prestito ponte che il Governo italiano ha esteso a ottobre di altri 300 milioni (che si sono aggiunti ai 600 milioni originari), è finito nel mirino della Ue dopo i molti reclami presentati dai maggiori concorrenti, convinti che non rispetti le condizioni di mercato. Una portavoce della Commissione europea ha spiegato: “I servizi dell’Antitrust europeo sono in contatto costruttivo con le autorità italiane a proposito del caso Alitalia e in particolare sull’aumento del prestito ponte deciso lo scorso ottobre dal governo di 300 milioni di euro che si sono aggiunti al prestito originario di 600 milioni di euro”.
Il motivo dell’attenzione di Bruxelles sull’Alitalia è dunque che diversi concorrenti della compagnia aerea hanno sollecitato il suo intervento per verificare ulteriormente gli aspetti delle regole di concorrenza. È prassi che a fronte di sollecitazioni e ricorsi, l’Antitrust esamini il caso. Il prestito-ponte all’Alitalia dovrà essere interamente rimborsato il 30 settembre 2018 (invece del 2 novembre 2017) in linea con il prolungamento del termine concesso ai commissari straordinari per ottenere con il negoziato un miglioramento dell’offerta d’acquisto al 30 aprile 2018 (rispetto al 5 novembre 2017). Di qui la necessità di garantire alla compagnia un’aggiunta al prestito per garantire la continuità del servizio di trasporto fino a trasferimento degli asset.
La linea di credito garantita dallo Stato, accordata da Unicredit e Banca Intesa, fino ad oggi non è stata utilizzata. Il fatto è significativo. Dimostra che Alitalia, già adesso, è in condizione di raggiungere un equilibrio dei flussi finanziari.

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