domenica, 21 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

ANAS-Ferrovie dello Stato, primo polo europeo integrato
Pubblicato il 02-01-2018


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L’assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato ha deliberato, lo scorso 29 dicembre, l’aumento di capitale di 2,86 miliardi di euro mediante conferimento dell’intera partecipazione Anas detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Con il conferimento di Anas e 81 mila dipendenti, il gruppo Fs, è in grado di sviluppare nel 2018 un fatturato di 11,2 miliardi di euro e una capacità di investimento di 8 miliardi, con un capitale investito di circa 50 miliardi.

In una nota diffusa dal nuovo gruppo, si legge: “Il Gruppo FS Italiane, con l’ingresso di Anas a fianco di Rete Ferroviaria Italiana, diventa il primo polo integrato di ferrovie e strade in Europa per abitanti serviti e investimenti, 108 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Nel Gruppo FS Italiane, Anas va ad affiancarsi, oltre che a RFI, anche a Italferr, la controllata operativa in ambito nazionale e internazionale nella progettazione e nell’ingegneria, e alle altre Società, fra cui Trenitalia, Mercitalia e Busitalia, imprese di trasporto (passeggeri e merci) su ferro e gomma. Nella sua nuova configurazione, il Gruppo FS Italiane dispone di una rete infrastrutturale, ferroviaria e stradale, di circa 44mila chilometri. I 2,3 miliardi di veicoli che percorrono annualmente 64,5 miliardi di km sulle strade e autostrade in gestione ad Anas vanno così a sommarsi al traffico gestito dal Gruppo: circa 750 milioni di passeggeri all’anno su ferro (di cui 150 all’estero), 290 milioni su gomma (130 all’estero) e 50 milioni di tonnellate merci. Il Gruppo FS Italiane, con il conferimento di Anas e 81mila dipendenti, è in grado di sviluppare nel 2018 un fatturato di 11,2 miliardi di euro e una capacità di investimento di 8 miliardi, con un capitale investito di circa 50 miliardi”.

Il nuovo colosso per le infrastrutture assume una grande importanza per il Paese. Una vera rivoluzione storica. Si aprono nuove speranze per gli italiani. Potrebbero migliorare più facilmente le infrastrutture e consentire il trasporto stradale e ferroviario in tempi più brevi. La manutenzione stradale, autostradale e delle strade ferrate dovrebbe diventare più efficiente. Si potrebbero realizzare collegamenti più veloci nel territorio con notevoli risparmio di tempo. Un paese con infrastrutture efficienti offre ai suoi abitanti nuove opportunità di sviluppo economico. Anas e Fs unite, si potranno sostenere a vicenda nell’assolvimento dello scopo societario richiedendo un minore impegno finanziario allo Stato per gli investimenti nelle infrastrutture. Si dovrebbero liberare significative risorse finanziarie dal Bilancio dello Stato dando nuovo impulso allo sviluppo economico del Paese.

Se questa buona notizia viene affiancata da un’altra notizia meno piacevole, gli italiani non dovrebbero allarmarsi. Come avviene da diverso tempo all’inizio di ogni anno, anche dal primo gennaio del 2018 sono entrati in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale: l’incremento medio per i veicoli sull’intera rete autostradale, calcolato sulla base delle percorrenze 2016, sarà di 2,74%. E’ quanto ha comunicato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti precisando che l’aggiornamento annuale delle tariffe deriva dall’applicazione di quanto contrattualmente previsto dalle Convenzioni Uniche stipulate dal 2007 in attuazione della legge di riforma del settore n. 296/2006 unitamente alle Delibere Cipe del 2007 e del 2013 che hanno stabilito le formule tariffarie e criteri di calcolo. L’adeguamento tariffario più basso è quello di Autostrade per l’Italia è pari all’1,51%. Lo rende noto Autostrade per l’Italia in un comunicato precisando che tale incremento, in conformità alla Convenzione Unica, include il recupero del 70% dell’inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati.

I rincari si fanno sentire molto di più per le concessionarie Rav (+52,69% Tratta Aosta Ovest – Morgex km 31,4 da euro 5,60 ad euro 8,40), Strada dei Parchi (+12,89%) e Autostrade Meridionali (+5,98%) a seguito del riconoscimento di pronunce giudiziarie su ricorsi attivati dalle società. Per le Società Torino-Milano (8,34%) e Milano Serravalle (+13,91%) gli incrementi tariffari remunerano in particolar modo gli investimenti di adeguamento e potenziamento della rete eseguiti.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori ha attaccato: “Si tratta di aumenti inaccettabili. Anche se il rialzo medio dei pedaggi sulla rete autostradale è del 2,74%, ci sono incrementi bulgari. Avere rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci di quei pendolari costretti a prendere quella tratta”.

Per orientare gli automobilisti il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fornito alcuni esempi:

– Prato Est – Firenze Ovest: invariato;

– San Cesareo – Roma Sud: da euro 1,10 ad euro 1,20;

– Binasco – Milano Ovest: da euro 1,30 ad euro 1,40;

– Lodi – Milano Sud: da euro 2,30 ad euro 2,40;

– Gallarate Ovest– Vergiate-S.C.: invariato;

– Padova Est – Venezia Mestre: invariato;

– Milano Est – Bergamo: da euro 3,40 ad euro 3,50;

– Roma Nord – Orte: da euro 4,40 ad euro 4,50;

– Milano Ghisolfa – Rondissone: da euro 15,60 ad euro 16,80;

– Firenze Sud – Firenze Scandicci: da euro 1,10 ad euro 1,20.

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