lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Baby gang. Buemi, sottovalutazione del fenomeno
Pubblicato il 18-01-2018


baby gang“Bisogna interrogarsi sul malessere, presente in alcuni quartieri di Napoli, in periferia ma anche nel centro, che è alla base di questi atteggiamenti crudeli e violenti”. A chiederloè’ il questore di Napoli, Antonio De Iesu, dopo l’individuazione e la denuncia, da parte della Polizia di Stato, di due giovanissimi ragazzi, di 16 e 17 anni, ritenuti agli aggressori di Ciro, il sedicenne colpito al volto con un pugno, la sera di domenica scorsa. “Abbiamo dato una risposta investigativa, grazie alla competenza dei nostri uomini del commissariato Arenella, in collaborazione con la Procura dei Minori, con la quale c’è una perfetta sinergia”, ha aggiunto il questore di Napoli.

Ma le riposte non possono essere solo quelle repressive ma devono essere anche preventive per un fenomeno che ha radici culturali profonde. “Sulla questione dei comportamenti criminali giovanili e del bullismo – afferma il senatore socialista Enrico Buemi , membro della Commissione giustizia  e responsabile giustizia del Psi – oltre a prendere atto di una grave sottovalutazione da parte dei genitori, della scuola e della politica, che hanno considerato il fenomeno come marginale e derivante prevalentemente da un disagio sociale di fasce emarginate della popolazione, la questione è, al contrario, di ordine più generale e deriva dalla impostazione culturale della società, che risolve il problema delle relazioni con metodo prevalentemente e tendenzialmente violento nelle parole e nei comportamenti, rispetto alla necessità di ricomporre i punti di vista attraverso il dialogo e le istituzioni pubbliche preposte”. “Vi sono stati, inoltre, da parte dei soggetti che hanno responsabilità in questa situazione atteggiamenti di tolleranza proprio per non fare i conti con la necessità di correggere comportamenti tendenzialmente pseudo-democratici”, ha continuato Buemi. “Bisogna che la famiglia, la docenza scolastica e la politica rivedano il principio della responsabilità che non può comportare, se non negli anni immediatamente iniziali della vita dell’essere umano, la deresponsabilizzazione dei singoli”, ha spiegato il senatore socialista. “Il principio di gerarchia e di osservanza delle regole deve essere recuperato totalmente nella famiglia, nella scuola, nelle società e nelle istituzioni. Le nuove generazioni, contrariamente a quelle passate, vivono in una condizione di sostanziale deresponsabilizzazione rispetto alle questioni del concorso allo sviluppo della società, sia nel campo dell’affermazione dei diritti individuali che in quello dei diritti collettivi”, ha continuato Buemi. “Non ci può essere cambiamento in meglio senza un impegno diretto dei singoli che non devono accettare lo status quo. I fenomeni del branco che aggredisce, distrugge, disumanizza, ovvero imbestializza, i suoi comportamenti sono il rifiuto di un percorso di vita che impone sacrifici tutti i giorni. Auspico che la politica e il nuovo Parlamento sappiano affrontare con il necessario realismo e la dovuta lungimiranza queste questioni che non sono più rinviabili”, ha concluso Buemi.

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Commenti all'articolo
  1. Io credo cha anche l’espressione “baby-gang”, oltre a essere l’ennesimo orribile angloamericanismo che invade lo scritto e il parlato quotidiani, contribuisca alla sottovalutazione di questo grave fenomeno delinquenziale. Sarebbe ora che si smettesse di usarlo, anche sui giornali. Sono criminali già fatti e rifiniti, altro che “babies”.

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