martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Baby gang. Corteo a Napoli ‘è colpa dello Stato’
Pubblicato il 17-01-2018


baby gang“Non è colpa di Gomorra, è colpa dello Stato”, si legge su uno degli striscioni del corteo a Napoli per manifestare solidarietà alle vittime dei raid delle baby gang e per dire “basta” alla violenza. Sono quasi duemila i napoletani, soprattutto giovani, che hanno raggiunto la stazione della metropolitana di Scampia per partecipare alla manifestazione organizzata dal Collettivo Galileo Ferraris che, prendendo spunto dall’aggressione al giovane Gaetano, il 15enne picchiato da un gruppo di almeno 10 ragazzini all’esterno della metro di Chiaiano lo scorso 12 gennaio, è diventata una “grande marcia di solidarietà” anche per Arturo, il 17enne accoltellato in via Foria, e per “tutte le vittime di violenza”.
Il corteo di oggi raggiungerà la stazione della metropolitana di Chiaiano, dove è avvenuta l’aggressione ai danni di Gaetano. Gli organizzatori hanno espressamente chiesto di “non portare bandiere o striscioni di qualsiasi tipo, se non cartelli di solidarietà senza alcuna sigla”. Alla testa del corteo un semplice striscione con la scritta: “Basta violenze! Gaetano siamo con te”.
Al corteo partecipano il sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore, il vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, e il presidente della Municipalità Apostolos Paipais.
Numerosi cittadini partenopei hanno raccontato dell’esasperazione quotidiana a cui devono far fronte ogni sera, la bellissima Galleria Umberto I è diventata campo di calcio o pista per gare in motorino da bande di minorenni che inoltre usano le saracinesche di bar e negozi come tirassegno per le pallonate; si arrampicano sulle impalcature dei lavori in corso, per staccare bulloni dai ponteggi e farne proiettili per vandalismi assortiti; si esibiscono in acrobazie sui motorini davanti a un pubblico di ragazzine plaudenti. Senza dimenticare la paura dei cittadini che nulla possono intimoriti dalle ritorsioni o dei poveri homeless su cui questi giovani scaricano la loro rabbia. Per questo il ministro degli Interni ha rassicurato che ci saranno misure di sicurezza per fra fronte a questa nuova ‘emergenza’ di ordine pubblico.
“È chiaro che ci troviamo di fronte a un fenomeno che non può essere affrontato solo come un problema di ordine pubblico, abbiamo a che fare con una violenza nichilista che testimonia di non aver rispetto per il valore della vita, si colpisce a caso. Queste sono metodiche di carattere terroristico”. Così esordisce il ministro dell’Interno Marco Minniti alla riunione del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza pubblica alla presenza del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Arriveranno a Napoli reparti speciali per incrementare il controllo del territorio nell’ambito del programma ‘Sicurezza giovani’, presidiando le zone più frequentate dai giovanissimi. Non possiamo consentire alle baby gang di far cambiare le abitudini alla stragrande maggioranza della città”. E tra le altre misure anche l’introduzione più capillare della figura dell’”educatore di strada” e l’avvio di un protocollo per sottrarre la patria potestà ai genitori coinvolti in organizzazioni di stampo camorristico. “Tolleranza zero” conclude il ministro.

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