sabato, 24 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Blitz a Ostia. Bonelli: “Ora investire sul territorio”
Pubblicato il 25-01-2018


Ostia: in corso controlli e perquisizioni

Una “associazione a delinquere di stampo mafioso, quale è quella degli Spada, che ha provocato un profondo degrado sul territorio, consentendo il dilagare di reati gravissimi e lesivi di beni primari”. Così afferma il giudice delle indagini preliminari Simonetta D’Alessandro nell’ordinanza con cui ha disposto 32 misure cautelari nei confronti di altrettanti appartenenti alla banda che fino a stamane comandava nella zona di Ostia. “Un sodalizio che ha fondato la sua potenza sull’organizzazione a base familistica e sulla ripartizione delle competenze”. E ancora: “L’attività investigativa ripercorre l’ultimo decennio di indagini effettuate nel territorio di Ostia ed evidenzia l’ormai profonda penetrazione della criminalità organizzata nelle attività economiche del litorale”.

Una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali, più il contributo di quattro collaboratori di giustizia ha consentito a polizia e carabinieri, coordinati dalla Dda di Roma, di azzerare il clan degli Spada con 32 misure cautelari, firmate dal gip, che ha contestato a vario titolo l’associazione per delinquere di stampo mafioso “che si avvale della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, al fine di commettere reati di omicidio, estorsione, usura, detenzione e porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, ed altri reati contro la persona, di traffico di stupefacenti, di attribuzione fittizia di beni e di acquisire, in modo diretto e indiretto, la gestione e comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici, il controllo di attività di balneazione sul litorale lidense, di sale giochi e di esercizi commerciali di varia tipologia, finanziandoli con il prezzo, il prodotto e il profitto dei reati di estorsione, usura e traffico di stupefacenti e per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per il conseguimento ed il mantenimento delle finalità dell’associazione”.

In sostanza nulla si muoveva senza il volere del clan Spada. Al vertice del clan c’è Carmine Spada, 51 anni, detto Romoletto, ritenuto da chi indaga capo, promotore e vertice dell’organizzazione. C’è poi suo fratello, il 43enne Roberto Spada (quello della testata al giornalista Daniele Piervincenzi), che condivide con Carmine le scelte strategiche del sodalizio ed è dotato di potere decisionale. Altro fratello di Carmine è Ottavio Spada detto Maciste o Romolo. Poi Armando Spada, 51 anni, anche lui con funzioni di organizzazione dell’associazione. Ma ognuno con compiti diversi, come in una vera e propria azienda . Un altro Spada è Ottavio, che si muove nell’ambito dei settori degli stupefacenti, delle armi e delle intimidazioni. Ma l’elenco è ancora molto lungo.

Secondo il giudice D’Alessandro del tribunale di Roma è “in atto, da anni ormai, un continuo riposizionamento delle zone di influenza, come si evince dalla ininterrotta serie di attentati e di atti intimidatori che hanno interessato il litorale”. Tra questi episodi “spicca la gambizzazione di Massimo Cardoni, avvenuta ad Ostia ma soprattutto il duplice omicidio in danno di Giovanni Galleoni capo indiscusso del clan Baficchio, e di Francesco Antonini, commesso nel 2011 ad Ostia, dal clan Spada”. Sono stati questi fatti ad erodere pian piano il potere criminale dei “Baficchio (organizzazione criminale anch’essa di base familiare costituita dalle famiglie Galleoni-Cardoni), e la definitiva ascesa del clan Spada”.

“Ringraziamo – scrive in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, tra i promotori della lista Insieme – la magistratura e le forze dell’ordine per aver assestato un duro colpo alla criminalità ad Ostia. Gli arresti della scorsa notte rappresentano una svolta: tutti sapevano come il Clan Spada condizionava il territorio gestendo attività criminali”. “Grazie – prosegue Bonelli – al lavoro della giustizia, Ostia può essere liberata dalle organizzazioni criminali e aprire ad una nuova fase che affermi tutte le declinazione del principio di legalità. Ora bisogna lavorare per ripristinare il decoro e la legalità per consentire al tessuto produttivo sano di crescere ed è necessario investire sul territorio tutelato dalla legge. In questo momento però c’è un’amara constatazione da fare su chi si è battuto contro le mafie, ad esempio sulla giornalista Federica Angeli e l’associazione Libera sono stati prodotti dossier che includevano pesanti accuse su una loro non trasparenza. Tali dossier sono stati realizzati dal M5S. È arrivato il momento per qualcuno di loro di chiedere scusa”.

Luigi Grassi

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