martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Brexit. L’Unione europea approva mandato negoziale
Pubblicato il 29-01-2018


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I ministri degli Affari europei dell’Unione Europea a 27 hanno adottato le linee guida per i negoziati con il Regno Unito sul periodo transitorio dopo la Brexit. Il testo delle direttive negoziali è stato approvato in due minuti, secondo una fonte europea. Il periodo transitorio durerà fino al 21 dicembre del 2020. Secondo l’Ue a 27, il Regno Unito dovrà rispettare tutte le regole attuali, senza poter partecipare al processo decisionale. Secondo le linee guida adottate dai 27, il Regno Unito resterà di fatto dentro l’Ue per quasi due anni dopo la Brexit, senza essere più presente nelle sue istituzioni ma dovendone rispettare tutte le regole, comprese quelle che verranno modificate dopo l’uscita. Nella parte specifica sul periodo transitorio, il documento ribadisce che “un paese che non è membro dell’Unione e non rispetta i medesimi obblighi di un membro non può avere gli stessi diritti e godere degli stessi vantaggi”.

Durante la transizione post-Brexit, “l’aquis comunitario (l’insieme delle norme dell’Ue, ndr) deve applicarsi automaticamente a e nel Regno Unito”, dice il documento, facendo anche menzione delle disposizioni di Euratom. Inoltre, “l’effetto diretto e la primazia del diritto dell’Unione devono essere preservati”. Durante la transizione, “il Regno Unito dovrà anche continuare la sua partecipazione nell’Unione Doganale e nel Mercato Unico (con tutte quattro le libertà)” e “continuare a rispettare la politica commerciale dell’Ue”, raccogliendo i dazi della tariffa doganale comune. Londra avrà le mani legate sulla conclusione di accordi internazionali con paesi terzi, compresi quelli commerciali: “il Regno Unito non può vincolarsi con accordi internazionali nei settori di competenza del diritto dell’Unione, a meno che non autorizzato a farlo dall’Unione”, dice il testo. La Corte di giustizia dell’Ue continuerà a esercitare la propria giurisdizione sul Regno Unito durante tutto il periodo transitorio. Per contro, dopo la Brexit e durante la transizione, “il Regno Unito non parteciperà più né nominerà o eleggerà membri delle istituzioni dell’Unione, nè parteciperà nel processo decisionale o di governance degli organismi, degli uffici e delle agenzie”.

Solo “in via eccezionale, caso per caso, il Regno Unito potrebbe essere invitato a partecipare senza diritto di voto”. Il documento prevede “consultazioni specifiche” per fissare le quote di pesca durante il periodo transitorio. I ministri degli Affari europei dell’Ue a 27 hanno anche lanciato un duplice avvertimento al governo di Theresa May sulla necessità di completare i negoziati Brexit sugli aspetti specifici dell’uscita. L’accordo di principio raggiunto a dicembre su diritti dei cittadini, rispetto degli impegni finanziari di Londra e frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord, deve essere “rispettato in pieno e tradotto fedelmente in termini legali il più presto possibile”, altrimenti non ci saranno progressi nella seconda fase di negoziati sul periodo transitorio e le relazioni future, dice il testo adottato oggi. Inoltre, i 27 ricordano che sulle questioni legate all’uscita del Regno Unito restano ancora diversi temi da affrontare. “È necessario completare il lavoro su tutte le questioni del ritiro, incluse quelle non ancora affrontate nella prima fase”, dice la bozza. “Queste includono – senza essere limitate a – questioni come la governace dell’Accordo di Ritiro, i diritti di proprietà intellettuale, le attuali procedure per gli appalti pubblici, le questioni legate alle dogane necessarie a un ritiro ordinato dall’Unione, la protezione dei dati personali e l’uso di informazioni ottenuto o processate” prima dell’uscita dall’Ue. Come già affermato a dicembre, i 27 vogliono che il Regno Unito garantisca la piena libertà di circolazione dei cittadini – compreso il diritto di istallarsi nel paese – durante tutto il periodo transitorio. Le disposizioni speciali concordate a dicembre sui diritti dei cittadini europei presenti nel Regno Unito dovranno quindi applicarsi a partire “dalla fine del periodo transitorio”, dice il testo.

Un documento molto duro che ovviamente non piace per nulla a Londra tanto che un portavoce di Downing Street parla di condizioni ancora “da negoziare” ed è naturale che “vi siano alcune differenze” sulle piattaforme di partenza fra Londra e Bruxelles.

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