sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Caso De Benedetti. Pignatone, violato segreto d’Ufficio
Pubblicato il 11-01-2018


de benedettiRiesplode il caso De Benedetti in piena campagna elettorale dopo che la registrazione della telefonata tra l’imprenditore e l’ex presidente del Consiglio, allegata al fascicolo che la Procura di Roma ha trasmesso alla Commissione parlamentare banche — rimasta finora segreta — è balzata agli onori della cronaca.
Adesso però proprio perché le elezioni sono sempre più vicine ci si chiede come sia venuta fuori la registrazione di quella telefonata.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo in relazione alla fuga di notizie su alcuni documenti depositati nella commissione banche e in particolare il verbale della telefonata intercettata tra l’imprenditore Carlo De Benedetti e un broker. I pm procedono per rivelazione di segreto d’ufficio.
Un mese fa, su richiesta del senatore Andrea Augello (Idea) la commissione banche chiede ai magistrati romani l’invio del fascicolo. Il plico arriva il 29 dicembre. E contiene quel colloquio finora inedito, destinato a rimanere segreto proprio perché il procuratore Giuseppe Pignatone e il sostituto Stefano Pesci hanno chiesto l’archiviazione dell’indagine.
Il presidente della Commissione d’inchiesta sulle Banche Pier Ferdinando Casini, secondo quanto si apprende, ha fornito, in risposta alla richiesta avanzata dal procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, l’elenco dei nominativi delle persone che hanno preso visione degli atti, coperti da segreto. Pignatone ha aperto un fascicolo contro ignoti sulla fuga di notizie riportate dalla stampa ipotizzando il reato di rivelazione di segreto d’ufficio. Gli atti, da cui sono state estrapolate le conversazioni telefoniche riportate sulla stampa fra Carlo De Benedetti e il broker per l’acquisto dei titoli delle banche popolari, sono consultabili sotto la supervisione della Guardia di Finanza ed esclusivamente nei locali della Commissione a Palazzo San Macuto.

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Commenti all'articolo
  1. E’ inaudito, siamo caduti nel ridicolo con il comportamento investigativo della Procura di Roma , indagano sulla fuga di notizie ( che non c’è ) in quanto il procedimento fu attivato dietro segnalazione 3 anni fa dalla CONSIP , cercando di seppellire il reato di insider trading tra Renzi Matteo e Carlo De Benedetti. Dopo tre anni da quel dì dicono di brancolare nel buio cercando di prescrivere il reato ( punibile con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da ventimila euro fino a tre milioni di euro … ) degli amici degli amici “ a mò di omertà mafiosa “ . . seppellendola negli Archivi ( la solita cassaforte istituzionale ) e dirottando l’indagine su chi ha spifferato tutto all’Opinione Pubblica ! Credo che non s’è ancora capito chi controlla il controllore “ che non vuole essere controllato . . “ e che Pignatone si stia screditando da solo aiutando ancora una volta gli Organi dell’Esecutivo in auge !

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