lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Centrodestra riparte compatto, dubbi sulla leadership
Pubblicato il 08-01-2018


salvini, meloni, berlusconiArcore: Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni insieme per le prossime elezioni. Come da pronostici il Centrodestra alla fine si ricompatta e ricomincia dal suo leader indiscusso, Silvio Berlusconi, anche se restano dubbi proprio in materia di leadership: è duello infatti tra il numero uno della Lega e l’ex Cavaliere. Mentre quest’ultimo ha subito annunciato che sotto il simbolo della coalizione troneggerà ‘Berlusconi Presidente’, il leghista lo frena rilanciando il suo ‘Salvini premier’.
A levare la castagne dal fuoco ancora una volta l’ex Presidente del Consiglio di Villa Arcore che ha precisato come il vero e unico problema per l’Italia siano “I cinquestelle”. I Pentastellati però ribattono proprio sulla sua candidabilità e puntualizzano l’inopportunità di inserire nel simbolo il nome di Berlusconi accanto alla parola presidente.
Nel frattempo però il centrodestra da ieri riparte unito e più pericoloso che mai: al sud Forza Italia tiene, mentre al nord il Carroccio si conferma il primo partito in Veneto oltre il 30%, punto di domanda in Lombardia. Molto bene anche in Piemonte, in Liguria, in Friuli Venezia Giulia. Infine Fratelli d’Italia si conferma intorno al 5% e la cosiddetta Quarta Gamba regge il 3%.
Grandi dubbi restano però sul fronte lombardo, dopo il ritiro di Bobo Maroni “per ragioni personali” dalla Regione, si vocifera sulla candidabilità dell’ex ministro forzista Maria Stella Gelmini. Al momento dopo le cuciture tra i tre leader, sono stati mossi passi avanti sul programma. Fra gli impegni messi nero su bianco in un comunicato congiunto, i tre leader di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno elencato: meno tasse, meno burocrazia, più sicurezza per tutti, riforma della giustizia e giusto processo, realizzazione della flat tax, difesa delle aziende italiane e del Made in Italy, imponente piano di sostegno alla natalità, adeguamento delle pensioni minime a mille euro, codice di difesa dei diritti delle donne e revisione del sistema istituzionale in senso federale e presidenzialista.

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