giovedì, 19 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

MANCATA VIGILANZA
Pubblicato il 30-01-2018


CONSOB-commissione-bancheIl disaccordo politico tra le varie fazioni continua anche in Commissione Banche, manca l’intesa su una relazione unitaria della commissione d’inchiesta sulle banche, che si è riunita stamattina. Tuttavia la relazione è stata approvata con 19 voti favorevoli (Pd e centristi), ma con 15 contrari e sei assenti, com’era prevedibile, non ha messo d’accordo tutti i partiti. “È ufficiale: tra Consob e Banca d’Italia c’è stata scarsa collaborazione. La conseguenza non può che essere stata una vigilanza inefficace. La conferma che i risparmiatori devono essere tutelati e che la Commissione d’Inchiesta bancaria dovrà proseguire i suoi lavori nella prossima legislatura per capire fino in fondo cosa sia accaduto”. Così in una nota Riccardo Nencini, il segretario del Psi e promotore della Lista Insieme. Il presidente della Commissione d’Inchiesta Pier Ferdinando Casini trasmetterà la relazione finale, questo pomeriggio ai presidenti di Camera e Senato.
La Commissione ha preso il via in ottobre 2017 e ha ripercorso tutti i fatti più importanti degli ultimi anni da Mps al crac delle banche venete fino alle 4 (Etruria, Banca Marche, CariChieti e Carife) messe in risoluzione dal governo nel 2015. “In tutti i sette casi di crisi bancarie oggetto di indagine”, si legge nella relazione, “le attività di vigilanza sia sul sistema bancario (Banca d’Italia) che sui mercati finanziari (Consob) si sono rivelate inefficaci ai fini della tutela del risparmio”. Inoltre, la disamina e l’approfondimento di alcuni eventi che hanno contraddistinto l’azione della vigilanza “ha fatto emergere oggettive debolezze nella collaborazione e nello scambio reciproco di informazioni rilevanti tra i due organismi”.
Nel documento si ricorda comunque che “un primo aspetto emerso nel corso delle diverse audizioni, riguarda il fatto che Banca d’Italia ha lamentato limiti “investigativi” degli strumenti a propria disposizione, all’epoca dei fatti, in sede di ispezione”. Al netto degli episodi dolosi di occultamento di documenti e di mala gestio, che in talune situazioni hanno contraddistinto l’operato delle Banche in esame, si legge ancora, “occorre domandarsi se gli strumenti a disposizione della Vigilanza siano stati utilizzati tutti ed in caso positivo, si siano dimostrati sufficienti”. E a tal proposito viene citata la testimonianza del numero uno di via Nazionale. “Lo stesso Governatore, chiamato ad esprimere una sua valutazione sull’operato di Banca d’Italia, non ha escluso possibili carenze”. Ma il principale accusato resta Consob, come si legge nel documento proprio la Consob, dotata di “maggiori poteri” ispettivi rispetto alla Banca d’Italia, “non pare averli utilizzati adeguatamente (avendoli attivati in due sole occasioni) né aver, di fatto, conseguito risultati significativi”.
Serve un organo consultivo dove autorità di vigilanza, governo, Banche e operatori di mercato possano dialogare sulle norme del settore sulla scia di quanto accade già in Francia. La relazione sottolinea come “debba essere valutato il superamento del vigente Modello ibrido di vigilanza (settoriale e per finalità) e il passaggio al Modello per finalità, Twin Peaks
(TP). Nella prospettiva della semplificazione dell’assetto delle autorità di vigilanza potrebbe essere preso in considerazione l’accorpamento di Ivass e Covip dal momento che i confini tra strumenti, intermediari e mercati sono sempre più sfumati”. I commissari suggeriscono “riunioni a cadenza periodica ravvicinata del Comitato per la Salvaguardia della Stabilità Finanziaria (istituito nel marzo 2008 con la firma di un protocollo congiunto tra MEF, Banca d’Italia, Consob e ISVAP) oppure l’istituzione di un organo consultivo che si esprima sulle disposizioni legislative e regolamentari relative al settore assicurativo e bancario e che veda la partecipazione – e il confronto diretto – dei vari stakeholders (i.e. consumatori, operatori di mercato, autorità di regolazione, professionisti ed esperti)”.
Per quanto Casini abbia lavorato in queste ultime settimane ad un testo che tenesse conto delle richieste generali da sottoporre all’ufficio di presidenza prima, e alla commissione poi, l’appuntamento conclusivo è stato di generale tensione e di mancanza di unanimità tra le diverse forze politiche. Oltre a Liberi e Uguali, che già da tempo si è sfilata dalla possibilità di appoggiare un documento condiviso, anche il commissario del M5S Alessio Villarosa ha detto ieri di avere un “sentiment assolutamente negativo”. Alla fine, a suo parere, “non ci sarà nessuna relazione comune ma tanti documenti dei singoli gruppi”.
“Questa mattina c’è stato l’ufficio di presidenza della commissione di inchiesta sulle Banche e abbiamo ribadito al presidente Casini la nostra indisponibilità a sottoscrivere la relazione che ha presentato. È un documento di mediazione, che non entra nel merito ma, sopratutto, riteniamo contenga alcune gravi reticenze, rispetto a un lavoro che, secondo noi, dovrebbe essere reso pubblico in modo trasparente”. Afferma Davide Zoggia, deputato di Articolo 1-Mdp, componente della commissione di inchiesta sulle Banche. “Noi – ha aggiunto Zoggia in una conferenza stampa alla Camera – dobbiamo rispondere ai risparmiatori truffati, che a nostro avviso è il tema centrale. Da quello che ho capito, non mi pare ci sia intesa nemmeno tra le altre forze politiche quindi ritengo non ci sarà una relazione di maggioranza. Di conseguenza penso che gran parte delle forze politiche presenteranno una loro relazione”, conclude l’esponente di Mdp-Articolo 1.
Sulla stessa linea anche i leghisti che premono sulla linea dei risparmiatori truffati, così come dichiarato da Paolo Tosato senatore leghista e componente della commissione di inchiesta: “Se non sarà scritto in modo chiaro e inequivocabile che tutti i risparmiatori truffati devono essere risarciti completamente noi non sottoscriveremo nessun documento. Il testo della maggioranza su questo aspetto è assolutamente reticente e insufficiente. Noi chiediamo e pretendiamo giustizia per tutti quei cittadini truffati dalle Banche altrimenti i lavori della commissione di inchiesta svolti siamo a oggi risulteranno inutili. Ancora una volta la maggioranza si appresta a sferrare uno schiaffo a chi non ha colpe e ha perso i risparmi di una vita”.
Alla fine però il documento è stato approvato, così come auspicato da Matteo Orfini. Già stamattina per il presidente del Pd una posizione comune sulla relazione conclusiva della commissione d’inchiesta sulle banche era ancora possibile. “A leggere le agenzie no, a vedere i lavori della commissione sì. Se si prescinde dai posizionamenti della campagna elettorale, è possibile”, aveva affermato fiducioso Orfini.

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