sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

De Benedetti arrogantia…
Pubblicato il 18-01-2018


Tutto mi potevo aspettare tranne un attacco così duro e sprezzante di De Benedetti, suo vecchio editore e forse amico, a Eugenio Scalfari, durante l’intervista rilasciata a Lilli Gruber su La7. Il finanziere, che risiede in Svizzera, e paga le tasse chissà dove, ha criticato Scalfari per quel suo endorsement favorevole a Berlusconi nel gioco del “chi getteresti dalla torre” tra lui e Di Maio. Peccato che poco dopo lo stesso De Benedetti abbia parafrasato Berlusconi definendo la vittoria dei Cinque stelle una sciagura per l’Italia e dichiarando che in caso di loro vittoria anche lui sarebbe andato all’estero (veramente c’é già…). Siccome non ha cambiato residenza durante i governi Berlusconi se due più due fa ancora quattro l’ex padrone della catena de L’Espresso la pensa dunque come Scalfari. Il povero Scalfari é stato definito “un anziano non più in grado di sostenere domande e risposte”. Poi in un sussulto di arroganza tipicamente padronale De Benedetti, che doveva difendersi dall’accusa di aver guadagnato diverse centinaia di migliaia di euro dopo aver conosciuto in anticipo il decreto sulle banche popolari, ha ricordato di aver “regalato a Scalfari un bel pacco di miliardi” e che “Scalfari può parlare del papa ma non di lui”. Lungi da noi la volontà di difendere l’ex direttore di Repubblica, che si é sempre dimenticato di essere stato eletto deputato del Psi a Milano (anche grazie a Craxi) nel 1968, e di avere cosi evitato la galera dopo la condanna per gli articoli dell’Espresso sul caso Sifar, e che nei suoi fondi omette quasi sempre (quasi come lavacro purificatore della sua passata contaminazione) di citare la storia socialista e i suoi protagonisti. Ma di fronte a tanta sicumera offensiva, a tanto effluvio di altezzosa protervia, anche Scalfari merita di essere difeso. Non merita la pena di morte. E non solo per la sua avanzata età…

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