domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Dj Fabo, assolto Cappato. Pm: “Mi rifiuto di accusare”
Pubblicato il 17-01-2018


cappato 2La procura di Milano ha chiesto l’assoluzione di Marco Cappato “perché il fatto non sussiste”. Cappato, nel processo iniziato il giorno 8 novembre, è imputato per aver rafforzato il proposito suicidario di Dj Fabo e per averlo aiutato a raggiungere la Svizzera con l’obiettivo di ricorrere al suicidio assistito. Il pm Tiziana Siciliano insieme alla collega Sara Arduini hanno chiesto in subordine alla corte d’assise di eccepire l’illegittimità costituzionale dell’articolo 580 del codice penale quello sull’aiuto al suicidio.
I due pm originariamente avevano chiesto l’archiviazione della indagine a carico del rappresentante dell’associazione Luca Coscioni ma poi il gip Luigi Gargiulo aveva imposto l’imputazione coatta e l’esercizio dell’azione penale sostenendo che Cappato andasse accusato di aiuto al suicidio per avere addirittura rafforzato la volontà del proposito di togliersi la vita. La pm Siciliano ha motivato la sua posizione così: “Mi rifiuto di essere la parte dell’accusa. Io rappresento lo Stato. E lo Stato è anche Marco Cappato”
“Noi pubblici ministeri rappresentiamo lo Stato, non siamo gli avvocati dell’accusa come in altri ordinamenti. E lo Stato è anche l’imputato Cappato – ha detto poi il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano – . È nostro dovere cercare prove anche a favore dell’imputato – ha aggiunto -, e anche alla luce del dibattimento che è stato svolto, è nostro dovere sollecitare la formula assolutoria per Cappato”. E anche se la Costituzione italiana non parla espressamente di diritto alla dignità “la carta fondamentale dei diritti della Ue all’articolo 1 parla proprio di dignità umana e recita ‘la dignità umana è inviolabile e deve essere tutelata” ha proseguito l’aggiunto ricordando che “l’autodetermonazione è un principio cardine” della normativa europea e i giudici, nel valutare se assolvere o condannare il leader radicale per aiuto al suicidio per aver accompagnato Fabiano Antoniani in Svizzera, devono tenere conto di quanto “la Cedu ha previsto espressamente in casi analoghi a questo e che non possiamo assolutamente ignorare“.
il Pm Sara Arduini dopo avere ripetuto più volte come fosse “forte e granitica la volontà di Fabiano di morire” in quanto dopo l’incidente stradale era rimasto cieco, paralizzato e senza la speranza di un lieve miglioramento, ha sottolineato più volte che Cappato “non ha in alcun modo rafforzato il proposito suicidiario di Fabo ma lo ha solo rispettato. Anzi lo ha addirittura ritardato cercando di coinvolgerlo nella sua lotta politica per tentare di dargli una nuova prospettiva di vita”.

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