lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Usa, cifra record per il muro con il Messico
Pubblicato il 05-01-2018


muro-messico

Sarà sicuramente il muro più caro di tutti tempi. Donald Trump infatti chiederà al Congresso la cifra folle di 18 miliardi di dollari per costruire il muro tra Stati Uniti e Messico. Si tratta di oltre 1.100 chilometri di barriere, nuove o sostitutive di quelle esistenti. Se verrà concessa, la richiesta si tradurrebbe in una notevole espansione del ‘muro’ attuale, lungo mille chilometri. Il totale – di quasi 1.600 chilometri – equivarrebbe a circa la metà dell’intero confine in questione. Il piano, il più’ dettagliato fino ad ora presentato, è contenuto in un documento preparato dal dipartimento per la Sicurezza nazionale; il Wall Street Journal, che ne dà notizia, ha potuto vederlo. Complessivamente, l’amministrazione Trump vorrebbe 33 miliardi di dollari; la cifra include 5,7 miliardi di dollari in torri, attrezzature di sorveglianza, droni e altre tecnologie; 1 miliardo in cinque anni per la costruzione e manutenzione di strade; 8,5 miliardi in 7 anni per 5mila nuovi agenti e personale vario preposto a controllare il confine.

Il presidente americano Donald Trump punta così a mantenere la promessa fatta in campagna elettorale: quella di costruire un “muro grande e bellissimo” per fermare l’ingresso di migranti privi di permesso di soggiorno e il traffico di droga. Il magnate del mattone diventato leader Usa disse anche che il Messico avrebbe pagato per l’opera ma la nazione dell’America centrale ha sempre risposto picche. Stando al piano descritto nel documento, il progetto per la costruzione del muro verrebbe spalmato in 10 anni ed entro il 2017 ci sarebbe una sorta di barriera lungo circa 1.560 chilometri dei 3.200 del confine Usa-Messico. L’ostacolo di Trump sta proprio al Congresso, dove il supporto per un’opera simile è tiepido. La minoranza democratica è contraria e anche alcuni repubblicani lo sono, o per motivi finanziari o simbolici.

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Commenti all'articolo
  1. Intanto l’amministrazione Trump – si legge su La Voce di Reggio Emilia – si appresta a espellere circa 200 mila cittadini di El Salvador che vivono negli Stati Uniti dal 2001, quando il loro Paese fu devastato dal terremoto. Il Dipartimento per la sicurezza nazionale – rivelano alcune fonti al Washington Post – non rinnoverà lo status di “protezione temporanea” che permise a queste persone di restare negli USA: dunque saranno costrette a lasciare il Paese pena il rimpatrio forzoso.

  2. Joe Arpaio ha annunciato che si candiderà al Senato americano per il seggio dell’Arizona. Il controverso sceriffo anti-immigrati, 85 anni, è famoso per le sue crociate contro gli stranieri ed è stato graziato dal presidente Trump lo scorso agosto dopo essere stato condannato, tra le altre cose, per abuso di potere. Ora ha deciso di correre per il seggio che resterà vacante dopo la decisione di andate in pensione del repubblicano Jeff Flake. “Ho molto da offrire – ha dichiarato lo sceriffo per nulla preoccupato della sua età -. Sono un grande sostenitore del presidente Trump e dovrò lavorare sodo, non bisogna dare niente per scontato. Ma non mi candiderei se pensassi di non poter vincere. Non sono qui per mettere solo il mio nome su di un pezzo di carta”. Arpaio, i cui genitori sono d’origine italiana, alle primarie per il seggio al Senato dovrà vedersela con Martha McSally, 51 anni ed ex colonnello dell’Aeronautica americana.

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