venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Dopo la segreteria
Pubblicato il 24-01-2018


La trattativa continua. Il Pd é in un mare di guai. Come sempre lacerato da gruppi e sottogruppi. Da ambizioni e resistenze. Perderà decine e decine di seggi secondo i sondaggi. Riuscirà a frenare una perdita di consensi progressiva e per ora inarrestabile? Nella segreteria del Psi Nencini ha fatto il punto della situazione, partendo proprio dalle difficolta del maggior partito della coalizione. Sugli uninominali la lista Insieme mantiene ferma la sua proposta, quella di una adeguata rappresentanza in tutte le regioni italiane, anche per imprimere alla coalizione di centro-sinistra un carattere pluralista.

Per quanto concerne le liste proporzionali di Insieme pare che tutto o quasi sia a posto. Le candidature, con qualche interrogativo che permane in un paio di regioni, sono state definite. Grande é stato lo sforzo organizzativo profuso dai nostri compagni nelle singole regioni. Secondo i dati forniti da Rometti i candidati socialisti superano il cinquanta per cento del totale. Vi sono regioni in cui i prodiani hanno ottenuto la maggior parte dei capilista, come in Emilia-Romagna, e una buona rappresentanza in Lombardia, mentre in Campania molto forte risulta la presenza dei Verdi. Il mosaico che si presenta é dunque alquanto equilibrato. Un corale ringraziamento é stato rivolto ai parlamentari socialisti, per il proficuo lavoro di questo quinquennio.

L’obiettivo del tre per cento non sembra irrealizzabile. Secondo Vizzini e Schietroma questo obiettivo non deve mai essere abbandonato e la differenza la possono fare i territori. Secondo Incarnato nel Sud si potrebbe verificare un condizionamento dell’uninominale sul proporzionale. Col voto unico il nome del candidato di collegio potrebbe orientare il voto alla lista. Nel mio intervento ho voluto precisare che questo effetto al Nord sarà impresso al contrario e cioè prevarrà il voto alla lista su quello al candidato. E ho inteso mettere in guardia dai cosiddetti collegi sicuri. Esistono collegi buoni, ma non blindati anche in Emilia-Romagna, anche in Toscana. Dipenderà dalle percentuali di Liberi e uguali. Da quanto questa lista sottrarrà a quella del centro-sinistra, che la sciagurata scelta del voto unico proietta inevitabilmente anche sull’uninominale.

E ho voluto precisare che ogni riflessione politica critica e autocritica dovremo svilupparla, lo ha ricordato anche Buemi, dopo le elezioni. Adesso é il momento della unità d’intenti e della mobilitazione elettorale. Se i socialisti volevano ritrovare il simbolo sulla scheda l’esigenza è stata soddisfatta, sia pure in coabitazione con due liste alleate. Di più. Anche alle regionali del Lazio, dove dovremo confermare il consigliere uscente, e a quelle della Lombardia, dove da quindici anni non esiste una presenza socialista, si presenterà la lista Insieme, che dunque appare sempre più come un progetto politico e non solo una ricetta per le elezioni.

Per colpa di Emma Bonino questa lista non ha potuto unificarsi con la sua. Una scelta sciagurata e incomprensibile. Soprattutto se collegata alla accettazione, invece, dell’intesa col Centro democratico di Bruno Tabacci. Un connubio senza logica e programmi. Non a caso questa scelta é oggi vigorosamente contestata dal Partito radicale transnazionale e da Radio radicale che ha aperto le sue porte ai candidati di Insieme. Non a caso il segretario radicale della Basilicata sarà nella nostra lista. Entro il fine settimana tutto si dovrà chiarire e poi la parola spetterà solo al confronto elettorale. La delega a chiudere la trattativa è stata unanimemente accordata al segretario del partito.

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Commenti all'articolo
  1. La situazione mi sembra nell’insieme positiva. Nonostante questa complicata legge elettorale (e dovremmo spiegare ai cittadini parecchie cose, per la loro comprensione) la presenza di Insieme è un bel risultato. Per quanto riguarda la Bonino, mah, storie personali, o simili.

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