sabato, 24 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

NESSUN CAMBIAMENTO
Pubblicato il 25-01-2018


draghi tassiNell’Europa delle incertezze, tutto rimane com’è, almeno per quanto riguarda i tassi d’interesse. Ad annuncialo il governatore della Banca Centrale europea, Mario Draghi, che ha fatto sapere che il tasso principale resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%.
La Bce conferma che intende effettuare gli acquisti netti di attività, al ritmo mensile di 30 miliardi di euro, fino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione. Se le prospettive diverranno meno favorevoli, la Bce “è pronta a incrementare il programma in termini di entità e/o durata”.
Draghi ha anche spiegato che la banca centrale “non darà un target” ai tassi di cambio, che “sono importanti per la crescita e la stabilità dei prezzi”. Inoltre “la recente volatilità nei tassi di cambio rappresenta una fonte di incertezza che richiede attenzione circa le possibili implicazione sulla stabilita dei prezzi nel medio termine” ha detto Draghi nella conferenza stampa, sottolineando però che “i dati confermano che la crescita nell’eurozona è robusta” in un contesto in cui si conferma una “espansione dell’economia, che ha accelerato più di quanto previsto nella seconda metà del 2017”.
Ma il numero uno dell’Eurotower avverte che sì “la crescita è migliore del previsto. Abbiamo rischi al ribasso legati a fattori globali e ai tassi di cambio ma questi rischi sono tuttavia ampiamente equilibrati”, ma “non possiamo ancora cantare vittoria”.
Ma vige un clima positivo per quanto riguarda le prospettive. “L’inflazione Iapc annuale dell’area dell’euro è stata dell’1,4% a dicembre 2017, in calo rispetto all’1,5% di novembre. Ciò riflette principalmente gli sviluppi dei prezzi dell’energia”, aggiunge Draghi. In prospettiva, sulla base degli attuali prezzi dei futures per il petrolio, “i tassi annui dell’inflazione complessiva dovrebbero oscillare intorno ai livelli attuali nei prossimi mesi”. Guardando avanti, “si prevede che aumenteranno gradualmente nel medio termine, sostenute dalle nostre misure di politica monetaria, dalla continua espansione economica, dal corrispondente assorbimento del rallentamento economico e dalla crescita salariale”.
Altra incertezza è però data dal fatto che l’euro forte potrebbe rovinare i piani della Bce, che sembrava intenzionata a cambiare la forward guidance e accelerare il processo di normalizzazione di politica monetaria dopo anni di misure ultra accomodanti. Infatti favorire un’accelerazione dell’inflazione verso l’obiettivo di un valore vicino al 2%, ora diventa più difficile per la Bce. Con un tasso di cambio in rialzo e l’euro sopra 1,25 dollari, i beni importati costano meno e questo pesa sulle dinamiche di prezzo dell’Eurozona. Per quanto riguarda i cambi: da inizio anno l’euro si è apprezzato del 4,5% sul biglietto verde americano.
Nel frattempo reagiscono bene le Borse europee dopo che la Bce ha lasciato i tassi fermi. Parigi sale dello 0,49%, Milano dello 0,68% mentre si mostrano più caute Londra (+0,14%) e e Francoforte (+0,17%).

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