giovedì, 16 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

PARTITA APERTA
Pubblicato il 31-01-2018


ema milano

Le possibilità sono basse, ma è un dovere provarci. È la posizione del Governo sul ricorso per l’assegnazione dell’agenzia del Farmaco. “Dobbiamo provarci, sapendo che l’Ema è importantissima, interessa la salute di tutti i cittadini”. Lo ha detto il presidente del consiglio Paolo Gentiloni che ha spiegato: “C’è stata la gara tra 27 Paesi, noi abbiamo fatto un figurone perché siamo arrivati primi e poi abbiamo perso il sorteggio ma poi è emerso che ci sono informazioni incomplete nel dossier di Amsterdam. Chiediamo alla Corte di Giustizia e poi al Parlamento Ue di valutare. La partita non è chiusa ma non dobbiamo farci illusioni che sia facile riaprirla perché ci sono state procedure seguite”.

Alla base del ricorso presentato dall’Italia “la non corrispondenza alla realtà dei fatti a quanto rappresentato nell’offerta”. Elementi che secondo il Governo non possono “non riverberarsi sulla validità della decisione finale”. Il documento poggia su un motivo unico di ricorso: “sviamento di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti”. Nella parte dedicata ai “dubbi circa la rispondenza della scelta di Amsterdam rispetto ai criteri approvati”, il ricorso prospetta che “risulterebbe, in particolare, non soddisfatto il primo requisito, vale a dire la garanzia che l’Agenzia potrà essere operativa e completamente funzionante dalla data di uscita del Regno Unito dall’Unione europea (30 marzo 2019). Inoltre “risulterebbe non rispettato il quinto requisito, concernente la continuità funzionale dell’Agenzia, in particolare garantendo una transizione rapida e senza soluzione di continuità nella nuova sede”. Uno “stato di cose” che “giustifica il dubbio che la scelta dell’offerta presentata da Amsterdam sia il frutto di una rappresentazione della situazione di fatto non corrispondente al vero o, quanto meno, di un’istruttoria carente e lacunosa”.

A sostenere le ragioni del ricorso Giovanni La Via, Relatore per la commissione ambiente del Parlamento europeo: “Abbiamo chiesto di fare una visita con la Commissione ambiente presso i locali temporanei e definitivi che il governo olandese ha messo a disposizione per la sede dell’agenzia europea del farmaco”. “Io ho fatto la richiesta formale oggi all’ambasciatore olandese e organizzeremo nei prossimi giorni o nelle prossime settimane un sopralluogo”, ha aggiunto. L’europarlamentare ha poi aggiunto che “al Parlamento europeo è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti” in Commissione e che “ne sono stati presentati poco più di 50, alcuni che riguardano la sostituzione di Amsterdam con Milano e altri che riguardano città francesi”, ma “potrebbero esserci anche proposte di altri Paesi”. La Via ha poi sottolineato che “ci sono anche degli emendamenti che richiedono una garanzia che nella scelta della sede venga garantita l’operatività dell’Ema” e sono tra quelli “più importanti”, in quanto “il nostro primo obiettivo è garantire la funzionalità dell’agenzia”.

Secondo il governo italiano “la Corte, se acconsentirà a utilizzare i propri poteri istruttori”, “sarà certamente in grado di appurare, con ancora maggiore dettaglio, l’effettività della situazione di fatto”. “Si confida che da tale istruttoria dibattimentale – si legge ancora nel documento – non potrà che emergere l’invalidità della designazione di Amsterdam”. In buona sostanza si chiede l’annullamento della decisione adottata il 20 novembre scorso e “stabilire l’assegnazione della sede alla città di Milano”. Il documento chiede inoltre “in via istruttoria”, di “richiedere al Regno dei Paesi Bassi, all’Ema e a ogni altra istituzione, organo o organismo, di fornire tutte le informazioni necessarie a dar conto dell’idoneità di Amsterdam quale sede dell’Ema, a soddisfare i criteri”. Si chiede infine di “disporre ogni altro eventuale mezzo istruttorio ritenuto utile all’accertamento dei fatti”.

“Milano – è il commento del Ministro dell’economia Padoan – è assolutamente pronta e ha il livello più elevato e possibile di offerta di servizi e accoglienza per una istituzione internazionale. Il governo – aggiunge – si sta muovendo insieme al Comune per vedere come si possa aprire uno spiraglio nell’ambito delle regole europee. In ogni caso è una soddisfazione per Milano dire ‘noi siamo pronti e altri non lo sono'”.

In tutti i ricorsi sono due: uno è dell’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue con la richiesta di annullare la decisione del Consiglio Ue, e l’altro del Comune di Milano davanti al Tribunale dell’Ue, anche in questo caso con la richiesta di annullamento della decisione del Consiglio. Un questione nella quale però la Commissione europea non vuole entrare: “non è parte” del dibattito sull’Ema, che sembra essere “un dibattito molto vicino alla campagna elettorale italiana”. Così ha detto il commissario alla salute Vytenis Andriukaitis. Ma su questo tema la posizione italiana è sempre stata molto unitaria, non sarebbe quindi questo un tema divisivo tra le forze politiche.

“La Commissione segue le decisioni del Consiglio e prepara la loro implementazione”, ha detto Andriukaitis, spiegando che Bruxelles è al lavoro con le autorita’ olandesi per preparare il trasferimento dell’Ema. “La Commisisone non è responsabile della decisione ma della sua attuazione” in quanto guardiana dei Trattati, ha aggiunto.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento