lunedì, 16 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Ema, l’Ue frena il ricorso di Milano
Pubblicato il 30-01-2018


ema milanoDopo la grande beffa per aver perso la sede dell’Agenzia del farmaco per sorteggio, Milano adesso viene a sapere che Amsterdam non è pronta ad accogliere il trasferimento dell’Ema. La Capitale finanziaria italiana allora ci riprova puntando sul ricorso. Il sindaco Beppe Sala chiama il Governo e la politica italiana al massimo impegno: “Ho telefonato al Premier Paolo Gentiloni, è il momento di essere aggressivi e di fare ricorso” ha detto, intervenuto questa mattina in Non Stop News il programma di informazione condotto da Pierluigi Diaco, Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi, in onda su RTL. “Non ci sono grossissime possibilità di riassegnarci il mandato” ha spiegato Sala “ma bisogna provarci. Chiamo la politica italiana al massimo impegno”. Rara occasione in cui il Governatore Maroni è d’accordo con con il Primo cittadino milanese.  “Ma come, Amsterdam non è pronta? Ci hanno presi in giro? sulla salute dei cittadini non si può scherzare. Cara commissione Ue, riporta Ema a Milano, subito: il Pirellone è pronto e disponibile”.


Subito dopo fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il governo intraprenderà ogni opportuna iniziativa presso la commissione europea e le istituzioni comunitarie competenti affinché, anche a seguito di quanto dichiarato dal direttore dell’Agenzia, venga valutata la possibile riconsiderazione della decisione che vide Milano battuta al sorteggio finale. In una conferenza stampa assieme alle autorità olandesi, il direttore esecutivo dell’Ema, Guido Rasi ha infatti portato allo scoperto la situazione: il nuovo palazzo dell’Ema non è ancora pronto, e la soluzione transitoria proposta dagli olandesi “non è ottimale”, perché “dimezza” lo spazio della sede di Londra. Il che aggiunge “strati di complessità” al trasferimento e allungherà i tempi per tornare a funzionare regolarmente.
Tuttavia a frenare gli entusiasmi meneghini ci pensa direttamente l’Europa, il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, dopo la decisione dell’Italia di presentare ricorso ha subito messo puntualizzato che la decisione sulla nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) dopo la Brexit “è stata dei 27 Stati membri e non abbiamo niente da dire” a questo proposito. “Abbiamo fatto il nostro lavoro, producendo un’analisi legale di tutte le offerte ricevute in modo trasparente. Non abbiamo fatto shortlist o graduatorie, ma abbiamo fatto la nostra valutazione sulla base dei criteri decisi. E nessuno l’ha messa in dubbio”, ha aggiunto.
Resta da capire come mai sia stata scelta Amsterdam visto che l’edificio per l’Ema ancora non c’è, e il trasferimento di tutto il personale e le attività da Londra è destinato a subire ritardi e costi supplementari, inoltre l’Ema dovrà essere operativa ad Amsterdam dal primo giorno della Brexit, cioè il 30 marzo 2019.

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