lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Fmi: accelera la crescita globale. Bene l’Italia
Pubblicato il 22-01-2018


PilLa crescita globale è in accelerazione dal 2016 e “tutti i segnali indicano che il rafforzamento continuerà quest’anno e il prossimo” e per questo “dovremmo essere incoraggiati ma non interamente soddisfatti”. Presentando per la prima volta a Davos – dove domani prenderà il via la 48ma edizione del World Economic Forum – l’aggiornamento al ‘World Economic Outlook’, la direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha voluto prima di tutto segnalare i “motivi di preoccupazione” che ancora emergono se si guarda al medio termine, rinnovando il consueto invito a “riparare il tetto mentre splende il sole”, cioè a sfruttare la finestra di opportunità data dalla ripresa per portare avanti riforme strutturali, con una variazione a tema. “Qui si spazzano le strade quando ha smesso di nevicare”, ha chiosato riferendosi alla coltre bianca che oggi copre la località sciistica svizzera, dopo aver lanciato l’invito a non seguire alla lettera le indicazioni del celebre aforisma di William Blake: “Nella semina impara, nel raccolto insegna, e in inverno godi”. L’Fmi ha alzato di due decimali le stime di crescita del Pil globale per il prossimo biennio: l’economia mondiale si espanderà dunque al ritmo del 3,9% sia nel 2018 che nel 2019. Ma anche quelle sulla crescita dell’economia dell’eurozona, data su un passo del +2,2% quest’anno e del 2% nel prossimo. Cifre, queste ultime, ritoccate verso l’alto di tre decimi di punto.

Lo stesso rialzo applicato al Pil italiano, che secondo le nuove previsioni crescerà dell’1,4% nel 2018 e dell’1,1% nel 2019, comunque al di sotto dei ritmi di Germania (+2,3% e +2%), Francia (+1,9 per tutto il biennio) e Spagna (+2,4% e +2,1%). Sulla valutazione del nostro Paese, come su quella di altre nazioni che si trovano in una situazione analoga, pesa anche l’incertezza politica data dall’approssimarsi delle elezioni, che secondo il Fondo “dà origine anche a rischi sull’attuazione delle riforme o sulla possibilità di una rielaborazione dei programmi politici”. Sempre in tema di riforme, il World Economic Outlook mette in guardia rispetto all’impatto di lungo termine delle modifiche apportate da Donald Trump al sistema fiscale degli Stati Uniti – la cui espansione economica è stata comunque rivista al rialzo del 2,7% nel 2018 e del 2,5% nel 2019 -, che presenteranno il conto “in un secondo tempo” rallentando la crescita per alcuni anni dal 2022 in poi. Per quanto riguarda la Cina, invece, la previsione è che “ridurrà lo stimolo fiscale degli ultimi due anni e, in linea con le intenzioni dichiarate delle sue autorità, frenerà la crescita del credito per rafforzare il suo sistema finanziario sovraesposto”. Processo, questo, che implica “una crescita futura più bassa”. Le stime di ottobre, per quanto riguarda il gigante asiatico, sono state per ora alzate solo di un decimale: +6,6% quest’anno e +6,4% il prossimo.Il consigliere economico del Fondo monetario internazionale, Maurice Obstfeld, ha spiegato che la tornata di rialzi nelle previsioni annunciata non è arrivata per caso, ma soprattutto alle “politiche accomodanti a livello economico, che hanno sostenuto la fiducia dei mercati e accelerato il naturale processo di guarigione” del sistema. Lagarde, dal canto suo, ha comunque puntato il dito contro le “potenziali vulnerabilità del sistema finanziario”, eredità del lungo periodo a tassi bassi, che per il prossimo anno invitano a restare “vigili”. Ma anche sul fatto che quella alla quale stiamo assistendo è “una ripresa soprattutto ciclica”. Motivo per cui, ha ribadito, è importante che si colga l’attimo per intervenire sulle debolezze del sistema.

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