giovedì, 26 aprile 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Gentiloni, no alleanze post voto con la destra
Pubblicato il 24-01-2018


Immigrati/Migranti, Gentiloni: Ue troppo lenta, serve politica comune

No a un governo di coalizione con il centrodestra, sì alla stabilità. Da Davos, in Svizzera, dove si trova per partecipare ai lavori del World Economic Forum, il presidente del Consiglio spiega il sentimento che circola tra i leader. Molti sperano, dice Paolo Gentiloni, “che l’Italia continui così” e che la spinta di riforme in atto “non venga messa in discussione ma anzi che prosegua”. “Tutti pensano – aggiunge – che l’Italia sia sulla strada giusta e che deve evitare qualsiasi deragliamento”. No, dunque, anche all’ipotesi di un’alleanza con Forza Italia, Lega e FdI se dalle urne non dovesse uscire un vincitore chiaro. “Non sarei interessato”, afferma rispondendo alle domande della Cnbc, anche perché, prevede, “la posizione populista anti Ue non prevarrà e l’Italia manterrà la sua stabilità”.

Gentiloni poi si toglie qualche sassolino dalle scarpe illustrando alcuni numeri sui conti del nostro Paese. “Un anno fa – dice – il Fondo monetario internazionale dava la crescita italiana a un magro 0,7% per il 2017, poi è stata dell’1,6%, il doppio secondo lo stesso Fmi. “C’è ancora molta strada da fare – aggiunger – ma queste sono le nostre riforme” e che “questi sforzi devono continuare: l’Eurozona e l’Italia hanno davanti a sè anni migliori”.

Dopo la due giorni a Bruxelles il leader di Forza Italia torna a parlare dei rapporti con l’Europa. Il leader di Forza Italia si trova nella imbarazzante situazione di dover apparire credibile alla Commissione europea e allo stesso tempo non smentire il suo alleato Salvini che dell’antieuropeismo ha fatto un vessillo da sventolare in campagna elettorale. “Abbiamo intenzione di mantenere gli impegni assunti dall’Italia, immagino e spero che riusciremo a mantenere” anche quello sull’azzeramento del debito entro il 2020 e a non sforare il tetto del 3% del rapporto debito/Pil, sottolinea Silvio Berlusconi replicando alle parole pronunciate ieri dal segretario della Lega, Matteo Salvini. Berlusconi smorza le polemiche affermando di non sentirsi in contrasto con la proposta di Matteo Salvini di sforare il 3% di deficit. “Abbiamo detto la stessa cosa”, dice il Cavaliere intervistato a Radio 24. Insomma per Berlusconi tutto dipenderà “dall’andamento dell’economia”, spiega, ma un eventuale superamento “del 3% non sarà nulla di scandaloso”, infondo, chiosa, “abbiamo detto la stessa cosa”.

Esclude accordi post elettorali con la destra anche Pierluigi Bersani: il popolo di Liberi e uguali “non accetterebbe mai un discorso del genere”. L’ex segretario del Pd non esclude invece la possibilità di un dialogo con il Movimento 5 stelle: “Si parla con tutti ma fare alleanze è un altro discorso. Sono dispostissimo a parlare con loro per capire dove vogliono andare anche perchè non possono pensare di avere il 25% e non portarlo da nessuna parte per altri cinque anni”.

Ginevra Matiz

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento