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Opinioni e commenti
 

Grillo si defila e il M5S “vola” nei sondaggi
Pubblicato il 29-01-2018


grillo romaOrmai si è aperto un abisso nei consensi tra il M5S e il Pd. Beppe Grillo il 23 gennaio ha separato il suo potentissimo blog su internet da quello dei cinquestelle gestito da Davide Casaleggio (ilblogdellestelle.it), ma il M5S diretto da Luigi Di Maio vola come un razzo nei sondaggi elettorali.
Dal testa a testa di qualche settimana fa si è passati ad un divario difficilmente colmabile tra i pentastellati targati di Maio (e sostenuto da Casaleggio junior) e i democratici di Matteo Renzi. Nel sondaggio dell’Ipsos di Nando Pagnoncelli, pubblicato dal Corriere della Sera, adesso i cinquestelle fondati da Grillo e da Gianroberto Casaleggio sarebbero addirittura al 29,3% dei voti contro il Pd precipitato al 22,7%, dal 30% di un anno fa e dal 40,8% delle elezioni europee del 2014. Gli alleati minori di Renzi (Psi, Verdi, prodiani, radicali di Emma Bonino, centristi di Beatrice Lorenzin) otterrebbero il 4%, così il centro-sinistra arriverebbe quasi al 27% mentre il centro-destra guidato da Silvio Berlusconi totalizzerebbe circa il 37%. Certo il Pd ha subito la scissione di Bersani-D’Alema-Speranza (la sinistra affidata a Pietro Grasso incasserebbe il 6%), ma questa importante rottura non basta a spiegare il cedimento di Renzi e la grande ascesa dei pentastellati.

La metamorfosi del M5S da opposizione anti-sistema a forza di governo, proposta da Di Maio, sembra pagare: non fa perdere ma fa aumentare i consensi. Il giovane candidato premier pentastellato Di Maio ha impostato tutta la sua campagna elettorale sulla conquista di Palazzo Chigi da sottrarre al Pd: i cinquestelle faranno un governo «con chi ci sta, in nome della stabilità, perché il M5S, se non avrà il 40%, non resterà nell’angolo».

Grillo da tempo si sta progressivamente sganciando. Prima ha levato il suo nome dal simbolo del M5S, poi ha passato le insegne del comando a Di Maio eletto “capo” e candidato presidente del Consiglio, quindi ha deciso di assumere la titolarità del suo blog intestandolo alla sua società a responsabilità limitata: la “Beppe Grillo srls”.

È tornato a vestire i panni del suo mestiere di comico a tempo pieno. Alcuni giorni fa si è esibito in uno spettacolo in un teatro di Mestre. Si è un po’ sfogato: «Ho bisogno di riposare». Nel teatro, al contrario del passato, non c’era alcun simbolo del M5S, la sua creatura politica. È sembrato fare un accenno ironico ai dei contrasti con Di Maio e Casaleggio: «Se digerivo non succedeva un c…».

Qualcosa in più Grillo lo ha detto, in un modo tra l’ispirato e il poetico, il 23 gennaio quando il suo blog ha divorziato da quello dei cinquestelle: «Inizia adesso un’avventura straordinaria di liberazione, di mente, di fantasia, di utopie, di sogni, di visioni». Andrà «in cerca di folli», di idee perché «voglio avere qualcosa che mi spinga sempre in avanti».

Tra il fondatore del M5S, da una parte, e Di Maio-Casaleggio, dall’altra, sembra che le strade si siano divise. Il comico genovese ha detto no alla linea delle alleanze politiche sostenuta dal candidato premier: «Parlare di alleanze è come dire che un panda possa mangiare carne cruda». Di Maio ha immediatamente smussato, precisando di non proporre alleanze ma «convergenze» sul programma di governo dei cinquestelle. Comunque sia l’uno sia l’altro hanno smentito ogni contrasto. Il candidato premier l’ha fatto immediatamente dopo la separazione del blog: «Il M5S lo ha iniziato lui ma ora va avanti sulle sue gambe e sempre più forte questo senza parricidio e senza rinnegare il passato».

Un fatto è certo: il garante del M5S è scomparso dalla campagna elettorale mentre ne fu il motore scoppiettante e vincente nel voto per le politiche del 2013 (25,55% dei consensi) e nelle europee del 2014 (21,1%). L’assenza politica si è accompagnata alla volontà di nuovi progetti industriali, editoriali, economici facendo leva sul suo blog reso autonomo. L’oggetto sociale della “Beppe Grillo srls” prevede molteplici iniziative:1) lo “sviluppo di piattaforme online, blog, web”; 2) la “vendita e intermediazione di spazi pubblicitari online e offline”; 3) “l’ideazione e la gestione di attività editoriali”.

Progetti impegnativi, ambiziosi, difficili da realizzare. Ma a Grillo già è riuscito un miracolo: creare dal nulla un movimento di protesta populista divenuto nei sondaggi elettorali di gran lunga il primo partito italiano. Il 4 marzo ci saranno le elezioni politiche e si vedrà come andranno. Poi, secondo i risultati, tutto sarà possibile.

Rodolfo Ruocco
SfogliaRoma

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