domenica, 21 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

I conti di Sofri e di Martelli
Pubblicato il 10-01-2018


La politica non sarà matematica, ma vedere nei sondaggi due liste attigue che, sommate insieme, arriverebbero a sfiorare, già oggi, lo sbarramento del tre per cento, fa rabbia. Così Adriano Sofri, nella sua posta pubblicata su Il Foglio, si chiede come mai le due liste, parlo della nostra di Insieme e di quella di Emma Bonino, non si uniscano. Oltretutto, rileva opportunamente Sofri, trattandosi di due liste con evidenti affinità, essendo composte da socialisti, verdi e radicali, oltre che da un imprecisato numero di esponenti vicini a Romano Prodi. Scrive in particolare Adriano: “I componenti di questo eventuale accordo hanno un passato di collaborazione significativa, anche elettorale, come nell’esperienza della Rosa nel pugno” e rilancia in extremis la possibilità di una ricucitura.

Ho risposto sulla pagina facebook di Sofri che ormai non ho più parole, che le abbiamo spese tutte e ho ricordato che quel che hanno ottenuto dal soccorso bianco di Tabacci glielo avevamo assicurato noi. Parlo del diritto di esenzione dalle firme, in presenza del gruppo Psi e autonomie al Senato. Chissà che le risposte che non sono arrivate a noi arrivino a Sofri. Personalmente resto convinto che perdurerà il silenzio, perché il bel tacer non fu mai scritto, soprattutto quando non si hanno argomenti. Anche Claudio Martelli, sul Quotidiano nazionale, torna sull’argomento e va giù duro così commentando la mancata alleanza: la Bonino “ha preferito andare da sola, mentre Bruno Tabacci dava forfait insieme con l’amletico Pisapia. Tra l’altro, essendo rappresentati in Parlamento, i socialisti disponevano di un simbolo riconosciuto e avrebbero risparmiato all’ex commissaria europea di dover raccogliere le firme. Ma la Bonino ha continuato a dire no sino all’ultimo minuto quando – sorpresa! – si è accordata col solo e redivivo Tabacci sotto il suo simbolo democristiano. Se queste sono le premesse cosa ci aspetterà il 4 marzo?”

Amara conclusione di Claudio nell’ennesimo suo articolo intitolato La trappola. Inutile, però, restare fermi al principio della razionalizzazione dell’irrazionale. Dobbiamo infatti concertarci sull’ennesimo svarione di mamma Rai (dovremmo davvero dare indicazione ai nostri di non pagare il canone) a proposito di socialisti. Nella trasmissione di Bianca Berlinguer, con Scalfari in studio, la figlia di cotanto leader, e giornalista di professione nel servizio pubblico da quando faceva l’università, ha esplicitamente ridotto a tre le liste alleate del centro-sinistra. E cioè il Pd, la lista centrista della Lorenzin e appunto quella di Emma Bonino se deciderà di allearsi. Scomparsi noi come il solito, e stavolta assieme ai verdi e ai prodiani. La vera notizia é che la damnatio memoriae nostra porta ormai alla stessa condanna i nostri alleati. Per trasferimento analogico. Un vero schifo.

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Commenti all'articolo
  1. L’unica, concreta, reazione è quella di avanzare una proposta ( messaggio) politica che ci faccia emergere dal cono d’ombra del PD ( pur alleati) e batta la concorrenza dei Radicali.
    La campagna elettorale già appare radicalmente polarizzata tra Grillo e Berlusconi ( 5 stelle e centrodestra), con il PD marginale, se la lista “Insieme” si acconcerà programmaticamente all’elenco della spesa di cose trasversalmente condivise, si consegnerà all’invisibilità.

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