domenica, 22 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Il paracadute
Pubblicato il 31-01-2018


Nel sistema uninominale a un turno (Regno unito) o a due turni (Francia) chi arriva primo vince e gli altri stanno a casa. Perfino nell’Ircocervo del Mattarellum (3/4 con collegi uninominali maggioritari e un quarto di correzione proporzionale con sbarramento al 4%) nel collegio chi perdeva stava a casa. D’altronde essendo due le forme di voto due erano i voti previsti. Col Rosatellum si é stabilito il voto unico con due forme diverse di voto (una di collegio uninominale maggioritario e una di collegio plurinominale proporzionale con sbarramento al 3%). Alla prima é assegnato un terzo dei seggi da eleggere alla Camera e al Senato, alla seconda due terzi.

Così, nella scheda, enorme, troveremo i simboli della liste proporzionali con vicino, e ripetuto per liste coalizzate, il candidato al collegio uninominale e di fianco le liste plurinominali del proporzionale. Con un voto unico prendi tutto. E se non vuoi votare il candidato dell’uninominale devi votare un’altra lista. Non puoi votare solo la lista proporzionale, non puoi ovviamente votare solo il candidato di collegio. Voti uno e prendi due. Se voti due prendi zero. Cioè ti annullano il voto. Lasciamo stare la probabile incostituzionalità di questa scelta che potrebbe portare ad una distorsione della volontà dell’elettore, e aggiungiamo che uno sbarramento nazionale al Senato appare di difficile assonanza col dettato costituzionale che all’articolo 57 prevede una sua elezione “su base regionale” e veniamo al punto.

Per ovviare alla mancata elezione dei candidati nei singoli collegi le liste, parlo del Pd e di Forza Italia soprattutto, hanno inventato il paracadute. Ovvero una forma di atterraggio che permetta l’arrivo anche in caso di abbattimento dell’aereo. Non si era mai visto. Soprattutto perché se il candidato di collegio diciamo (ma non lo pensiamo) che viene scelto dall’elettore, quello del proporzionale invece no, visto che le liste sono bloccate. Dunque oggi avremo il candidato che si presenta per essere eletto nel collegio e se non viene eletto sarà nominato. In barba alla logica della rappresentanza e del potere del popolo. E anche alla logica del collegio uninominale, che viene sostituito dal collegio duale, dove il primo passa e il secondo forse anche. Se é stato paracadutato. Viva il paracadute e abbasso la democrazia.

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Commenti all'articolo
  1. Non ho ben presenti tutti i partiti che hanno approvato la legge elettorale in vigore, e tra gli “approvanti” può esservi anche stato un diverso livello di convinzione riguardo a detta norma, così come non ne erano forse ben prefigurabili gli effetti, allorché si sarebbe passati alla sua applicazione, a cominciare da quelli sulle candidature, e qui elencati e sintetizzati dal Direttore.

    Ma prima di questa approvazione vi era stato un altro passaggio importante, ovvero la Riforma costituzionale sottoposta a Referendum nel dicembre 2016, ed era in quella circostanza che a mio modesto avviso si potevano avanzare proposte come il presidenzialismo, o premierato forte, bilanciato dal ritorno al proporzionale e alle preferenze.

    Dal momento che il centro-destra aveva a suo tempo approvato una Riforma costituzionale, ancorché respinta dal Referendum 2006, che si proponeva di introdurre il “premierato”, vi erano forse i margini per trovare un’intesa più larga ripartendo da quel modello (mi sembra una occasione perduta, che non so se e quando potrà ripetersi).

    Paolo B. 31.01.2018

  2. Io credo che i legislatori dovrebbero pensare a una legge elettorale che sia comprensibile se non a tutti, almeno alla maggioranza dei cittadini. Secondo me sono pochi gli italiani in grado di districarsi fra tutti questi meccanismi.
    Mario Mosca.

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